IL RAPACE PUBUSA GIUDICA ZEDDA E SVIENE PER LA FATICA

di Gabriele Ainis

 

Ma hai letto il post di Pubusa?

No, non leggo i post di Pubusa perché mi annoiano. Preferisco la barista che la mattina mi prepara il caffè. È carina, gentile e dice cose molto più intelligenti. Ad esempio, oggi mi ha informato che è morta Apollonia, quindi una frazione popolosa del luogo in cui abito resterà senza un negozio di alimentari e i cittadini saranno costretti a recarsi in un grosso supermercato. Queste sono notizie che fanno riflettere! Parliamo delle trasformazioni del mondo, quelle vere, apparentemente piccole che invece sono rivoluzioni epocali: come faremo senza Apollonia?

Solo che questo insiste: mi ha mandato tre e-mail (questa è vera, mì, me ne ha mandate tre!): Devi leggere il post di Pubusa, mì che ha dato il voto alla giunta Zedda dopo un anno di amministrazione!

E chi se ne impipa?

Zedda se ne frega bellamente e dovrei preoccuparmi proprio io? Per una volta abbiamo un sindaco che discende dal piccione (e non dalla scimmia), vola alto nel cielo dispensando tonnellate di guano sulla testa dei critici (spuntandola sempre, tra l’altro) e dovrei leggere il post di Pubusa che giudica un anno di giunta Zedda? Siamo matti?

Tanto lo so cosa dirà: che si sarebbe aspettato una vera discontinuità e che ha fatto malissimo a prendere la decisione di assegnare con regolare concorso le risorse e gli spazi per lo spettacolo (che si continua a confondere con la cultura!).

Però l’ho letto (altrimenti il mio amico mi riempie la posta di messaggi)… e ho avuto ragione!

Perché Pubusa è afflitto da una sindrome, la schizofrenia intellettuale che colpisce molti «intellettuali sardi», specie affatto particolare che ancora non è stata oggetto di studio intensivo per oggettive difficoltà di comprensione di ciò che dicono e fanno finta di pensare, ma pare che l’Istituto Irlandese per lo studio dei Troll stia pensando ad una campagna di indagine.

Tale sindrome si manifesta con sintomi ben noti; ad esempio: il professor Pubusa è un vero luminare nel proprio campo (detto, non per la prima volta, senza alcuna ironia) ma quando si cimenta con la politica, nel senso alto di approccio con la realtà per la soluzione dei problemi collettivi, spara fesserie che farebbero scappare il latte ad una Simmenthal OGM modificata con i geni di un’autobotte!

Insomma, tanto per dedicarci alle metafore, che sono tanto belle e rendono l’idea con poco sforzo: supponiamo che di punto in bianco si venga chiamati ad eleggere un personaggio il cui compito sia quello di far funzionare la macchina della giustizia, che oggettivamente è uno schifo pazzesco (e meno male che Berlusconi se n’è, quasi, andato così possiamo dirlo senza tema di essere tacciati di berlusconismo).

Io voterei senza dubbio per Pubusa, persona competente che potrebbe dare un contributo forte. Siccome con il nostro bLLog spostiamo milioni di voti, il mio sostegno è tale che Pubusa viene eletto e comincia ad operare.

Dopo un annetto vado da lui egli dico: Ascò, Andy, ma tutto qui quello che hai fatto?

E lui mi risponde: Ascò, Gabri, cravarinci in su c*** pagu pagu! Ma ti rendi conto che dobbiamo cambiare una situazione incancrenita da mezzo secolo di liti, privilegi, faide, interessi privati, sprechi: vuoi che ti cambi tutto in un anno? Ti rendi conto che se cerchi di far cambiare direzione a un TIR lanciato in discesa ci vuole tempo perché non è che fai una conversione ad U in dieci metri? Non è come una cinquecento, mì!

E gli darei ragione: perché se si affronta una situazione complessa come la giurisdizione, non è che in un  anno (o dieci, per la giustizia) riporti tutto a qualcosa di appena soddisfacente. Prima di tutto perché la macchina non si può fermare, deve comunque continuare a funzionare, e poi perché gli organismi complessi si cambiano gradualmente e ciò che si può valutare in un intervallo di tempo limitato è la tendenza. Che poi sarebbe esattamente quello che mi risponderebbe Pubusa: Cuddu c*** ma guarda un po’ la tendenza delle cose che sto facendo! Poi mi illustrerebbe la sua filosofia di cambiamento e mi farebbe vedere che in un anno non ci possono essere mutamenti epocali, però la mano di Pubusa si vede e come!

Ora, poiché Pubusa è persona ragionevole – e non solo competente – ci sarebbe da domandarsi: perché si dovrebbe guardare all’amministrazione cittadina in modo differente? Questa tendenza la vediamo o no?

Beh, se proprio non siamo zurpi non mi pare che ci siano dubbi: siamo passati da un sindaco che andava nelle sedi dei costruttori ad un altro che se ne sta nel proprio ufficio e i costruttori li omaggia di una tonnellata di guano (perché vola alto, lui). Uno che ha detto: Levo le mutande all’Anfiteatro! E gliele ha levate davvero! Uno che il campo nomadi l’ha chiuso. Che Tuvixeddu se l’è caricato sulle spalle e rimarrà il sindaco di Tuvixeddu. Uno che ha mandato Cellino a quel paese, che quando c’è stato un allarme per l’amianto l’ha risolto in una settimana, dopo che l’amministrazione precedente non aveva fatto un cazzo per dieci anni!

E anche uno che ha deciso per i concorsi nello spettacolo, rispettando il proprio programma elettorale! Non piace all’insigne avvocato e professore? A me sì (e a non pochi cittadini), invece, perché è un altro bel segno di discontinuità, tra l’altro forte perché ha spizzuato il culetto a tanti operatori che si dichiarano della stessa parte politica (ottimo segno quando i tuoi ti criticano perché rispetti i programmi, magari stai facendo qualcosa di serio!).

Per cui: ma di che diamine parla Pubusa? Ma quando lui dà i voti, lo fa valutando la conoscenza del programma che svolge, oppure perché i suoi allievi devono anche saper moltiplicare i pani i pesci e i codici penali (che non hanno nulla a che fare con i peni, ovviamente)?

Certo che criticare è ammesso (Zedda l’ho criticato e anch’io vorrei di più) però anche alle cazzate ci dovrebbe essere un limite, che diamine, e poiché non sono possibili vincoli costituzionali, il professor Pubusa, persona ragionevole e competente (basta che non parli di politica) potrebbe anche autolimitarsi!

Comunque ringraziamolo perché ha fatto la fatica di farci partecipi della propria opinione su Zedda: spero che la fatica non abbia provocato uno svenimento, perché c’è caldo, Minosse incombe e il Minotauro è in arrivo (e sono cazzi: pare ceh sia un avo di Rocco Siffredi). Dovrebbe fare come tanti pensionati: infilarsi in un Supermarket di Nonna Sherdanu e giocare ad Archeopoli, il gioco archeologico che spopola nell’estate sarda del 2012, ma questo è un altro post e ne parleremo in seguito.

E si ricordi, l’ottimo Pubusa, che non sempre i rapaci volano più alti dei piccioni!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a IL RAPACE PUBUSA GIUDICA ZEDDA E SVIENE PER LA FATICA

  1. Regina Madry ha detto:

    confesso: il post di Pubusa non l’ho letto, quando uno va molto molto per le lunghe mi viene l’orticaria (o sarà l’effetto Minosse?)e tendo a leggere in diagonale. Però con lei sono arrivata fino alla fine! 🙂
    (e ora come chiudo? “cordialmente”, che mi piace un sacco, no, lo usa già lei….ehm allora…qualcosa di molto identitario-cultural-fighetto tipo “saludi e trigu” no, che faccio ridere non essendo abbastanza talebana riguardo la limba…e allora?)
    e allora, semplicemente, un saluto!

  2. Gilberto Gattamelata ha detto:

    Come scrivere molto senza dire nulla.

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