SU TEMPIESU: IL MISTERO DI ORUNE RELOADED

POST 1011 SU TEMPIESU IL MISTERO DI ORUNECon qualche ritardo (colpevole, ce ne scusiamo) pubblichiamo due e-mail ricevute in merito al post «Su Tempiesu: il mistero di Orune». Prima di un breve commento, informiamo che la casella e-mail dsatta@katamail.com viene fatta oggetto, purtroppo, di una bizzarra attività di cracking. Ne deriva una qualche difficoltà nel recupero e lettura dei messaggi (tra l’altro entrambi quelli pubblicati erano stati considerati spam). Per questo motivo, invitiamo coloro che inviassero comunicazioni a segnalarlo nel blog attraverso un commento. Grazie.

Quanto alle due comunicazioni, ringrazio per l’attenzione e le lascio all’attenzione dei lettori. Non avevo alcun dubbio sulla regolarità della procedura, come infatti entrambi mostrano di aver capito, tuttavia resto dell’opinione che anche in altri turisti (soprattutto quelli stranieri) potrebbe suscitare qualche perplessità. Quanto al segnalarlo immediatamente, ho accuratamente evitato di farlo perché è ormai prassi consolidata non perdere tempo in discussioni (salvo nei casi in cui vi siano contenziosi su pagamenti non dovuti o altre problematiche similari) ed affidare tutto alla rete (spesso a Tripadvisor).

Molto modestamente, suggerirei maggiore trasparenza, perché l’impressione lasciata nei visitatori è importante.

Sulla qualità della visita mi sono già espressa. Sulla gentilissima offerta per una visita gratuita, apprezzo il pensiero ma ci terrei a pagare il biglietto, per rispetto nei confronti di chi lavora seriamente e con passione. Piuttosto un caffè (se fosse possibile offerto da me) e una stretta di mano, ecco. Mi presenterò con il thermos!

 

Gent.ma DSatta

mi chiamo Peppino Goddi, sono il responsabile della gestione dell’area archeologica di Su tempiesu.

La ringrazio per tutte le belle cose che scrive sul suo blog in merito alla sua visita presso la fonte sacra.

Ho letto anche del dubbio derivato dal mancato ottenimento dei biglietti, delle perplessità avute e dell’impressione che, come ben dice,  “di certo priva di fondamento, che ci sia sotto qualcosa di poco chiaro”.

La Sua leggittima domanda sarebbe stata sicuramente esaudita anche il giorno stesso dalla stessa persona, Dss  Archeologa Maria Grazia Porcu che vi accolto alla biglietteria.

Lascio alla collega l’opportunità di  darLe  a breve ogni delucidazione in merito.

Nel ringraziarla per il suo utile contributo, che ci consente di poter apportare correzioni e miglioramenti  al nostro servizio, Le chiedo, se Lei lo reputa opportuno e se il mistero,  spero svelato, la convincerà , di  darne notizia a quanti hanno avuto modo di leggere il suo blog

La saluto cordialmente

Peppino Goddi

 

Il Mistero Shardanico di Su Tempiesu…..

Salve Sig.ra DSatta,

le scrivo in merito al post pubblicato sul suo blog Archeologgia Nuraggica, che ho avuto modo di leggere solo ieri sera.

Intanto la ringrazio per i complimenti che ci fa circa la gestione e la salvaguardia del sito archeologico, gestito dalla Coop. LA.R.Co. da ormai 20 anni, e la ringrazio di darmi la possibilità di spiegare l’arcano (in verità poco shardanico) mistero della biglietteria del nostro sito.

Le chiederei anche di pubblicare questa mia mail nel suo blog.

La biglietteria dei siti archeologici è generalmente gestita dalle cooperative per conto del Comune di appartenenza o per conto del Ministero dei BBCC: in questo caso spesso, per loro fortuna, i blocchetti dei tickets sono acquistati da questi ultimi e gli stessi pretendono che ci sia una rigorosa corrispondenza tra biglietti staccati e numero dei visitatori.

Per accordi presi con gli Enti Locali la biglietteria di Su Tempiesu è invece gestita personalmente dalla Cooperativa, in maniera autonoma e responsabile: i proventi della biglietteria vengono utilizzati per coprire le spese generali della cooperativa (bolletta della luce, miscela per il decespugliatore, sapone che trova nei bagni, ecc…per citare qualche esempio), costi che solitamente in altre realtà copre il Comune.

E così è appannaggio della cooperativa decidere se e come far pagare il biglietto d’ingresso al sito (e le assicuro che sono veramente tanti i visitatori esenti dal pagamento del biglietto!!).

E’ stata nostra la scelta di utilizzare dei biglietti cartacei da dare ai visitatori, più per un ricordo personale e perché sul ticket abbiamo messo i nostri recapiti telefonici e del web, che per ‘staccare il biglietto’ che non ha nessun valore fiscale, in quanto tutti gli ingressi con relativi incassi vengono prima registrati sul Registro Presenze, che noi compiliamo sul momento, ed in seguito registrati sul Registro dei corrispettivi.

Ogni presenza viene monitorata (pagante o gratuita) tant’è che alla fine dell’anno nella nostra rendicontazione alla Regione riusciamo ad essere precisi al 100% sugli ingressi al monumento. Le posso quindi assicurare che quel giorno lì tre ingressi sono stati perfettamente registrati in entrambi i registri per un incasso totale di 9€ ed è ben lontana da noi la volontà o necessità di apparire come ‘i soliti italiani’. Anzi, scrivere (e siglare, come sempre faccio) dietro il biglietto l’importo esatto dell’ingresso, mi è sempre sembrato un modo corretto per fugare qualsiasi dubbio di ‘eventuale evasione fiscale’.

Aggiungo che il nostro lavoro viene retribuito da un finanziamento regionale che non arriva mai puntuale, che rischia ogni fine anno di non essere rinnovato per l’anno successivo, che non è quasi mai al 100% (nel senso che dalla cooperativa viene pagata una minima percentuale): quindi un finanziamento che non copre completamente i nostri stipendi (le assicuro abbastanza miseri e vergognosi) e che l’acquisto dei biglietti è stato sponsorizzato per intero da noi.

La numerazione è solo una prassi di stampa e, se fosse venuta qualche mese prima, non avrebbe trovato neanche questo biglietto; infatti, prima di acquistare questi biglietti, l’ingresso al sito era monitorato dal solo registro presenze e il visitatore riceveva solamente l’estratto di Archeologia Viva (lei dice compreso nel biglietto di 3€, la cui stampa e divulgazione è voluta e sponsorizzata per intero dalla Cooperativa….ebbene si anche questo! anche se abbiamo lasciato il logo del Comune che ci aveva sponsorizzato una precedente ristampa).

Poiché quindi la ‘carta e stampa’ della biglietteria a Su Tempiesu è pagata dalla Cooperativa, è nostra politica non distribuire un biglietto per ogni singolo visitatore ma uno per gruppo: s’immagina se dovessimo dare un biglietto ad ogni componente di gruppi numerosi da 50 o 80 persone? Il nostro misero acquisto di 500 biglietti (ad un prezzo le assicuro non bassissimo), finirebbe in due mesi!! In parallelo tutti gli ingressi (reali) vengono segnati in un registro.

Mi dispiace che lei abbia sentito il bisogno di esprimere questo suo dubbio nel suo blog: le avrei certamente esposto la medesima spiegazione al momento della consegna del ‘triplice biglietto’ e al suo dubbio sul ‘chissà perché non su Orani’ (a proposito del libricino su Bitti) le avrei spiegato che la Regione Sardegna ha diviso l’isola in differenti distretti (non Comuni) ritenuti maggiori e centrici nei quali ha inserito differenti realtà museali e archeologiche, per cui trova Orune nel distretto di Bitti, Mamoiada in quello di Nuoro, Ittireddu in quello di Torralba, ecc…. ma di questo si sarà certamente accorta una volta aperto il nostro libricino: all’interno ben 21 pagine sono dedicate a Orune e pochissime altre a Bitti, Buddusò e Alà dei Sardi…..ma queste sono scelte editoriali della Regione Sardegna, noi non entriamo nel merito.

Forse mi sono dilungata troppo in spiegazioni lunghe e contorte, ma era doveroso.

Spero che ora tutto le sia più chiaro e cristallino, come del resto è la nostra politica….la gestione del luogo parla da sola e parla per noi.

L’aspettiamo nuovamente a Su Tempiesu….e stavolta non le faccio pagare il biglietto né unico né triplice, sarà mia ospite, come capita spesso quando vengono a trovarci i visitatori per la seconda, terza ….ed anche decima…volta.

E quando verrà troverà il suo post stampato ed appeso nella nostra Bacheca della Rassegna stampa e forse incorniciato in quanto è l’unica ‘critica’ che finora abbiamo ricevuto, così com’è unico il monumento e il luogo da lei visitato 😉

La saluto cordialmente,

Dott.ssa Maria Grazia Porcu

(archeologo, guida turistica del sito archeologico di Su Tempiesu, Orune)

 

dsatta@katamail.com

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3 risposte a SU TEMPIESU: IL MISTERO DI ORUNE RELOADED

  1. Rainer Pauli ha detto:

    Ma come mai avere l’idea che potrebbe nascondersi una qualsiasi scorrettezza dietro quella nota scritta a mano su un biglietto emesso al centro visitatori dell’area archeologica di Su Tempiesu di Orune?

    Che bizzarra idea! Stranezze sarde? Non si tratta di idiozie shardariane astruse, scritture inventate o cazzate atlantidee ma si sta parlando della affidabilità di persone viventi, reali e tutt’altro che anemiche.

    Peppino Goddi è una persona per la quale metterei la mano sul fuoco senza esitare un solo secondo. Nemmeno uno! Era lui che assieme a suo fratello Luciano mi accompagnava la prima volta a Su Tempiesu. Parlo del lontano 1975. Eravamo venuti attraverso Sa Janna Neritzai e non sulla strada comoda che fu costruita decenni dopo. Abbiamo lavorato insieme con la roncola, il “machete” e una piccola sega a mano per liberare il monumento dai rovi impenetrabili e da qualche fico che già iniziava a penetrare la muratura isodoma con le sue radici. Alcune ore di lavoro, sole, sudore e sangue – Oh, questi rovi!

    Dopo un tale lavoro si conoscono le persone. E tutto perché uno straniero sentiva la necessità di fare alcune foto – ben riuscite (tra l’altro grazie alle bande di lamina d’alluminio tenute da Luciano e Peppino in modo che l’interno del vestibolo del tempietto venisse illuminato perfettamente) e poi pubblicate in una guida sull’arte della Sardegna pubblicata in Germania nel 1978 e poi sino al 1992.

    Ho incontrato Peppino l’ultima volta quattro anni fa in occasione dell’ultimo viaggio in Sardegna di mia madre ottantottenne e spero di trovarlo ancora quest’anno che sarà il mio cinquantesimo in Sardegna.

    Come ho detto: Che bizzarra idea …

    • peppino goddi ha detto:

      colgo l’occasione per salutare il carissimo Pauli, ringraziarlo per la sua graditissima solidarietà e per la considerazione che ripone nel sottoscritto e che mi permetto di allargare ai miei collaboratori e amici della coop LARCo.
      Per quanto ci riguarda consideriamo “il caso” chiuso ancor prima che iniziasse.
      ti saluto con profonda stima Peppino

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