FERDINANDO BOERO: UN GENIO HA SCRITTO UN (ALTRO) LIBRO

di Gabriele Ainis

 

Ferdinando Boero è un naturalista… ed è anche un vero genio!

Per molti di noi (fissati con l’ecologia seria, quella che si studia e non si impara guardando Quark – oppure Quirk e Quork) Boero è un vero e proprio mito. Per chi non lo sapesse, è quello che, scoperta una nuova specie di meduse, l’ha intitolata a Frank Zappa (la Phialella Zappai) ringraziato dal famoso chitarrista con un pezzo demenziale a lui dedicato, circostanza ricordata nella terza di copertina del saggio di cui parliamo oggi.

Qualche anno fa ha scritto un libro delizioso, intitolato Ecologia della bellezza (Besa 2006, se non l’avete letto provvedete perché è uno di quei libri che resta dentro a lungo, molto a lungo!) ed ora, a sei anni di distanza, pubblica Economia senza natura: la grande truffa, un saggio scritto, come afferma ironicamente l’autore, allo scopo di cambiare il mondo, ma che non cambierà proprio nulla!

La tesi centrale di Boero è di una semplicità (ed ovvietà) sconcertante: l’uomo è parte della natura, dunque è soggetto alle leggi che la regolano; quindi, essendo tanto fortunato da essere capace di coglierle (le leggi) dovrebbe cercare di tenerne conto, così da non provocare disastri (a sé stesso, non alla natura, che comunque andrà avanti senza di noi!).

Al contrario, attualmente l’uomo ha deciso di farsi guidare dall’economia e gli economisti, di questi tempi vere guide del genere umano, né hanno intenzione di imparare le leggi della natura, né, qualora ne avessero l’intenzione, di tenerne debitamente conto. Ergo, il mondo si dirige rapidamente verso un disastro perché la natura (il complesso delle leggi naturali) se ne frega bellamente degli economisti (e – per la proprietà transitiva delle responsabilità oggettive – se ne frega degli uomini) per cui procede per la propria strada senza tener conto dei loro balbettamenti.

Tesi che si ritrovano spesso, tra libri, giornali, trasmissioni televisive. Quindi: cos’ha di così speciale questo libro?

Almeno due aspetti: prima di tutto è scritto in un linguaggio accessibile davvero a chiunque (non sembra scritto da un professore universitario italiano!). Credo che potrebbe leggerlo (con un poco di attenzione, i libri non si leggono da sé anche se molti paiono pensarlo!) anche la casalinga di Buddusò. Scrittura scorrevole, lessico abbordabile, spiegazioni pensate per un lettore comune non necessariamente in possesso di strumenti critici particolarmente sofisticati (deve conoscere il significato di «ragionamento circolare», ma se non si sa neppure questo allora meglio dedicarsi a Quarto Grado e a Salvatore Parolisi raccontato da Salvo Sottile e Barbara Palombelli). Non esagero se dico che la scuola dell’obbligo (e una buona dose di curiosità) potrebbe essere sufficiente per tentare di leggerlo. Tanta, ma proprio tanta ironia (Boero è una persona particolarmente spiritosa) riduce la fatica della lettura (si tratta comunque di 240 pagine) e conduce rapidamente lungo i capitoli con uno sforzo contenuto, come una salita poco ripida percorsa chiacchierando piacevolmente con un amico spiritoso. Non ti pare neanche di avere iniziato che stai leggendo Intanto… in Giappone, e la fine del saggio incombe!

In secondo luogo, Boero è italiano ed il libro è fortemente orientato alla comprensione, prima di tutto, delle difficoltà del nostro paese, posto a confronto con il resto del mondo, certo, ma sempre al centro delle preoccupazioni. Pertanto la descrizione precisa di questo (il mondo) si riflette di continuo in un confronto con quello (il nostro paese), adoperato come esempio pratico a portata di mano nell’esemplificazione dei temi di discussione.

Tanto per citare un esempio che mi è parso particolarmente gustoso (ma dopo averlo letto mi direte che i sapori sgradevoli possono difficilmente essere definiti «gustosi») il capitolo 9 si occupa della nostra università (La laurea in Italia). 11 paginette dense di ragionamenti semplicissimi e tanto scontati da apparire vacui, se non fosse che, alla fine, ci riconosciamo perfettamente nelle descrizioni discorsive e vagamente grottesche, tra cricche, grembiulini, massoni, P2, P3, P4 e comportamenti italioti della più bell’acqua: imperdibile (se non ci fosse da piangere, se ne potrebbe trarre un lavoro teatrale).

Morale? Evitate di bere 21 caffè e mettete da parte i soldi per comprarvi questo libro: proverete di certo un piacere maggiore che non sorbire ventuno dosi di caffeina e anche se vi farà rodere il fegato sarà di certo meno dannoso per il cuore.

Se poi non vi piace, ditemelo e vi restituisco le 21 tazzine, tutte per e-mail (ma questa volta sono sicuro di non sbagliarmi: questo è davvero un libro speciale e non mi chiederete indietro il caffè!)

 

«Se a un bambino viziato si lascia fare tutto quello che vuole, poi riterrà ingiusto qualsiasi richiamo all’ordine. […] Non è colpa del bambino, è colpa dei genitori. Che ora, per farlo star bravo, lo sculacciano. Ogni tanto uno di questi bambini viziati prende la sega a motore e fa a pezzi i genitori. O il mondo.»

 

Ferdinando Boero – Economia senza natura. La grande truffa – Codice Torino 2012

 

Intervista di Vittorio Zincone (imperdibile)

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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