ZEDDA: NON TI PIACEREBBE CAGLIARI SENZA AMIANTO?

Ricevo e pubblico un contributo di un’amica di ArcheoloGGia NuraGGica; di amianto avevamo parlato in questo blog all’inizio dell’estate (a questo link).

 

Cittadina cagliaritana per tradizione familiare, ho accolto con soddisfazione l’intervento urgente del sindaco Massimo Zedda per la rimozione dell’amianto dalla spiaggia del Poetto. Come per altre decisioni prese dall’amministrazione municipale, è stato un segnale di una nuova direzione impressa al governo della città.

Aver pulito il Poetto, per me, è stato come la riscoperta dell’Anfiteatro o la consapevolezza che Tuvixeddu non verrà più coperto di cemento, o che potrò godere della città pedalando sulla mia bicicletta. Un passo nella direzione di una concezione comunitaria degli spazi pubblici.

Espresso l’apprezzamento dovuto al Sindaco e all’amministrazione, ho una riserva. L’amianto rimosso dalla spiaggia del Poetto era presente a causa della demolizione dei casotti, avvenuta in un periodo di carenza legislativa per le corrette procedure di smaltimento. Dunque Zedda ha affrontato una problematica di cui non è responsabile ma che era di sua competenza. Ha fatto bene, benissimo, eppure resta l’impressione che, pur con la buona volontà da riconoscere a un sindaco volenteroso, vengano affrontate prima di tutto le faccende di grande visibilità e impatto mediatico.

Di amianto, a Cagliari, si muore. È una certezza, anche se non sappiamo quante morti siano causate ogni anno dalle fibre maledette causa dell’epitelioma, malattia che non lascia scampo. Si muore perché nella nostra città l’amianto è ovunque e il vento misto alla salsedine è causa di deterioramento della matrice di cemento con conseguente rilascio delle fibre. Non sappiamo quanti muoiano perché, ancora, il registro dei tumori non è stato approntato. C’è a Sassari, a Nuoro ma a Cagliari no.

Però che si muoia di amianto lo sappiamo, non è possibile che non succeda perché l’amianto c’è e se c’è allora uccide: è automatico.

Zedda ha portato via l’amianto dal Poetto. E il resto della citta? I quintali di Eternit presenti ovunque? Sono o no pericolosi per la salute pubblica? Per i bambini, per tutti?

La differenza tra un politico capace ed uno mediocre è il coraggio di porre in essere provvedimenti ricchi di contenuti sul lungo periodo. È facile approntare un piano di emergenza sotto la spinta della visibilità mediatica come è avvenuto per il Poetto. Mentre è ben più coraggioso e lungimirante attivare meccanismi virtuosi per la protezione della salute pubblica a lungo termine

Ad esempio un progetto per Cagliari Amianto-Free. Un’azione di ampio respiro che parta dal coinvolgimento dei cittadini per un censimento condiviso e possa condurre nel più breve tempo possibile all’eliminazione del pericolo costituito dall’Eternit.

Ho sentito da più parti chiedere al sindaco un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Quale argomento migliore se non la salute pubblica?

Basterebbe un indirizzo e-mail e la pubblicazione delle informazioni e delle fotografie inviate dai cagliaritani, il “Registro dell’Eternit” sarebbe cosa fatta in poco tempo.

Sarebbe poi dovere del sindaco provvedere all’applicazione delle leggi, come avvenuto per il Poetto.

E non è detto che non finirebbe sui giornali, forse anche più del Poetto.

 

Euphorbia

 

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