Il blogghino di Gabriele Ainis

Ci annoiamo ad ascoltare e abbiamo perso l’arte di qualunque pazienza, dato che le uniche parole che ci preme di udire sono infine le nostre. Da qui la precipitazione, il passaggio precoce all’atto linguistico insultante, cui deleghiamo telegraficamente un’intera sequenza di pensiero. Con il contraccolpo di investire di senso il gesto urlato o l’invettiva e di disinvestire di senso, perfino di rimuovere come inessenziale, l’argomentazione o il racconto articolato delle nostre ragioni. (Noi i barbari. La sottocultura dominante. Pier Aldo Rovatti, Raffaello Cortina editore, 2011)

Qualche anno addietro

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