DESI JONES E LE NAVI DI RUBENS: PRIMO TEMPO

Siete mai saliti su una nave oneraria dell’antica Roma imperiale? No? Eppure non è difficile, basta recarsi a Olbia e visitare il museo archeologico: ce ne sono esposte ben due (e c’è pure una sorpresa, perché ci si può davvero salire)!

Fantastico! Come si arriva al museo?

Per informarsi basta accedere al sito www.olbiaturismo.it e cliccare su museo; è talmente importante che viene trattato in una sezione apposita.

Prima di tutto, vediamo gli orari di apertura:

                   Orari di Apertura

                   Fino a domenica 16.9.2012 orario:

                   LUN 10.00 – 13.00 / 20.00 – 23.00

                   MAR 10.00 – 13.00 / 20.00 – 23.00

                   MER-GIO CHIUSO

                   VEN 10.00 – 13.00 / 20.00 – 23.00

                   SAB 10.00 – 13.00 / 20.00 – 23.00

                   DOM 10.00 – 13.00 / 20.00 – 23.00

                   Ingresso gratuito

Benissimo… e dopo il 16.9.2012 che succede? Ad esempio, se volessi visitare il museo domattina, 6.11.2012? Sarà aperto? E se sì, di mattina o di pomeriggio?

Per risolvere il piccolo mistero dovrei telefonare, ma, a parte il fatto che ormai è tardi (sono quasi le 19.00) non è indicato un recapito telefonico: bisognerà mettersi in contatto col museo tramite piccione viaggiatore nuragico, magari con un messaggio scritto in NuraGGico antico?

Certo, si potrebbe, ovviamente, chiamare l’ufficio del turismo, ma a questo ci arriviamo, con calma. Prima di tutto, vediamo di realizzare che si accede a un link dedicato al museo in cui non c’è né un recapito telefonico né un indirizzo, a meno che non si voglia prendere per tale la seguente indicazione: «Il Museo sorge sulla piccola Isola Peddona, antistante il porto odierno e già in antico costituente elemento di spicco del sistema portuale urbano». Ciò si potrebbe tradurre così: Vai al porto perché è da quelle parti, poi chiedi a qualcuno!

È anche vero che c’è una foto aerea del museo, certo, ma davvero possiamo pensare che un visitatore si rechi a Olbia con la foto in mano e la vaga indicazione: Di fronte al porto?

Calma, torniamo all’orario di apertura: e se provassimo a cercare nella sezione in lingua inglese?

Facile, basta tornare su home e poi cliccare sull’Union Jack: ci riuscirebbe anche un bambino.

Sorpresa: nella versione per i sudditi di sua Maestà Britannica (e per coloro che non parlano italiano) non c’è il link diretto per il museo! Ne vogliamo di cose… clicchiamo su culture, e poi su Museums (plurale).

Risultato?

Sorpresa: non è il link precedente, è tutt’altro (e i museums sono uno, un museum). Voglio dire: ci si aspetterebbe una pagina di contenuto corrispondente a quella in italiano ma in lingua inglese, mentre in realtà è tutt’altro (c’è il trucco, naturalmente, ma ci arriviamo, con calma, tanto il film è lungo e avvincente).

Prima di tutto l’indirizzo: «The National Archaeological museum, designed by the architect Vanni Macciocco, is situated on the ‘isolotto di Peddone’, along the passenger street leading to the embarkation point at the Isola Bianca and the historical centre». A parte la qualità obbrobriosa della lingua, si traduce così: Vai al porto e arrangiati!! Proviamo a immaginare un turista straniero desideroso di andare al museo che legga questa pagina. Si domanderà: ma non c’è una mappa (in inglese, map)? Sì, c’è: però c’è scritto Mappe! Ajò, non facciamo troppo i pibinchi, per favore, (please don’t be pibynk) clicchiamo su Mappe, e poi, fortunatamente, c’è la voce Museums (e torra, chissà se nel frattempo ne hanno aggiunto un altro). Basta cliccare e…

…e si torna alla pagina precedente! Contenti?

Se nel frattempo non ci siamo rotti le palle e abbiamo deciso di andare a Malta, sorbiamo una tazza di Twinings (Earl Grey, la mia qualità preferita) e proferiamo un liberatorio “My God!”, poi dedichiamoci all’orario di apertura: l’indirizzo del museo, ad esempio con Google, riusciremo di sicuro a trovarlo.

              Opening Times

 

                   Wednesday – Sunday

                   ore 10:00-13:00, 20:00-23:00

 

                   Monday and Tuesday.

                   Entrance free

Voi come lo traducete? Semplice: da mercoledì a domenica, si entra dalle dieci alle tredici e dalle venti alle ventitré (bellissimo l’«ore» nella versione inglese!) mentre lunedì e martedì l’ingresso è gratuito!

Ma come, non era chiuso mercoledì e giovedì? E poi, che fine ha fatto l’indicazione Fino a domenica 16.9.2012 ?

E se il turista ci va Wednesday (dopodomani, mercoledì) alle 22:00? Sarà aperto oppure dobbiamo pensare che, preso dallo sconforto, si getterà a mare di fronte all’isola Peddona in piena notte (ma la trova a quell’ora di notte, col vento che tira e non c’è un’anima in giro)?

Nel frattempo, cliccando a destra e a manca mi è venuto un dubbio: vuoi vedere che anche nella pagina del museo in italiano c’è una mappa?

Vediamo: clicco su Home, sul glorioso tricolore, poi su Museo e…

…c’è!!!! Eccola: Mappa!. Dov’è la mappa? C’è un elenco, quindi, forse, sarebbe meglio dire Mappe, però non stiamo a sottilizzare, perché alla lettera M c’è proprio Museo. Clicco e…

…accidenti: ma è la pagina che prima stavo leggendo in inglese!!! C’è l’indirizzo del museo: « Il Museo Archeologico Nazionale, progettato dall’Arc. Vanni Maciocco, è situato sull’isolotto di Peddone, lungo la strada che porta agli imbarchi passeggeri dell’Isola Bianca ed antistante il Centro Storico cittadino» che ormai non mi scandalizza più, ma soprattutto c’è l’orario di apertura:

                   Orari di Apertura

 

                   Dal Lunedì al Venerdì dalle 10,00 alle13 ,00

                   Lunedì e mercoledì dalle 16,00 alle 18,00

                   Sabato e domenica chiuso.

                   Ingresso gratuito

A questo punto butto il Twinings nel lavandino e mi preparo una camomilla, ché è meglio!

Però state sintonizzati (be tuned) perché siamo solo al primo tempo e ci sono anche altre succose novità in arrivo

To be continued.

 

Nota: a scanso di equivoci, ho stampato tutto il contenuto del sito, perché non si sa mai che qualcuno faccia il furbo e lo cambi. Se accadesse e c’è chi è interessato all’originale che sto commentando, mi mandi una mail e glielo invio.

Ciao!

 

Desi Satta – dsatta@katamail.com

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4 risposte a DESI JONES E LE NAVI DI RUBENS: PRIMO TEMPO

  1. pierluigi montalbano ha detto:

    La legislazione in materia prevede delle direttive da seguire scrupolosamente. Purtroppo, le indicazioni sugli orari del museo sopra descritte, rispecchiano lo scarso interesse di chi si alterna nell’incarico di promuovere il sito, e la cronica mancanza di controlli da parte delle autorità competenti.
    E’ la minestra riscaldata dello scaricabarile che distingue il “pubblico” in Italia: ogni collaboratore è utile, nessuno è indispensabile, e chi affronta con leggerezza l’incarico (non voglio sparare sulla croce rossa raccontando ciò che accade in molti casi) si nasconde dietro un dito perché non ha controllori.
    In campo privato, se si sbaglia una virgola nell’esporre il cartello degli orari del negozio, o si apre nei giorni di riposo, o si chiude in un giorno di apertura, si è multati alla prima verifica da parte degli organi di controllo, e i controlli sono frequenti perché portano soldi freschi nelle casse dello Stato.
    Ma nel “pubblico” non funziona così, pochi sono operativi, pochissimi producono per ciò che percepiscono, nessuno controlla (se non per irridere i colleghi) e i fruitori…si incazzano per il “mancato servizio”. Poche illuminate eccezioni si aggirano negli uffici…e tutti si tengono alla larga da questi pazzi: sono pericolosi perché ti obbligano a lavorare.

    • Virgilio ha detto:

      Egr. Dott.Montalbano
      L’irania é una forma di cultura molto sottile ma bisogna avere il porto d’arma. Dal suo intervento, agli occhi di un non addetto ai lavori, sembra che lei parli di una materia che conosca benissimo, ma questo non é assolutamente vero. Lei, parla per sentito dire, perché non conosce la realtà dei musei, e non conosce il mondo oscuro del MIBAC. Se avesse avuto la pazienza e la capacità di informarsi prima di esprimere giudizi sull’operato altrui, si renderebbe reso conto che chi ha lavorato con serietà e dedizione, (e continua nonostante tutto a lavorare nell’ombra), non ha niente a che vedere con la conduzione e la gestione del museo in questione. Parlo del comune di Olbia, proprietario dello stabile e concessionario dei beni archeologici in esso esposti. Permetta di ricordare a lei è ai “cibernauti” che il comune vive di cambiamenti di umore politico anzi troppo politico e poco rispettoso delle attenzioni per tutta l’utenza che vuole e vorrebbe, un museo sempre aperto e funzionante. Mi creda chi scrive ha dato l’anima insieme a tante altre persone, tutti insieme per dare alla cittá di Olbia un museo che avesse una valenza internazionale sopratutto per quanto al suo interno é esposto. Aimé non sempre le aspettative di coloro che lavorano in questo settore, non vengono corrisposte da determinate autorità locali come nel caso del museo di Olbia. É vero la comunicazione non é perfetta, ma a che servirebbe un sito web perfetto con orario, mappe, indicazioni in multilingue, e così via, ripeto a che serve se poi il turista arriva al cancello del museo, lo trova chiuso perché c’é il raduno del rally della costa Smeralda o il convegno dei medici di Vattelapesca. Il museo é prima un museo, deve avere una sua organizzazione (esistono delle normative che ne disciplinano l’attivitá) affidata ad una persona competente, ( e non al figlio dell’amico dell’amico) , deve essere conformato e avere un organico dove non bastano solo le guide laureate o laureande, ma servono anche dei buoni conservatori. Il tutto con un comandate a capo di una nave complessa e delicata dove l’attenzione deve essere giornaliera, poi, sempre sotto la guida di un manager, si puó anche organizzare una sfilata di moda, una mostra contemporanea, una mostra di costumi sardi, ma il tutto con programmazione e saggezza, tutte cose che sino a questo momento non sono nelle corde degli amministratori locali della più importante città del nord Sardegna che vanta solo nel periodo estivo, arrivi per migliaia di turisti croceristi, che vengono sbarcati in una città disordinata dove solo i bar sono pronti a sfornare capuccini e stappare bottiglie di vino italiano ai turisti. Ma il museo? Chiuso…..il comune, mediante cartelli disseminati lungo la passeggiata sopra il sottopasso, da indicazioni dove trovare un servizio igienico, naturalmente presso il museo.
      Mi fermò qui perché penso che anche questo mio sfogo non serva e non servirà, perché chi deve fare qualcosa non fa e non farà niente per cambiare questa situazione. Devo complimentarmi i con l’autore di questo articolo, con la speranza che la sua satira serva a cambiare qualcosa. Grazie
      Virgilio Gavini

      • sisaia ha detto:

        Egr. Sig. Gavini, fermo restando che quanto ha scritto è esatto fino alla punteggiatura, La invito ad aver fede: qualcosa si muoverà.
        Tra Natale e Capodanno.

  2. Ittocorre de Gunale ha detto:

    Ciao i nuovi orari son stati pubblicati sul sito del comune, http://www.comune.olbia.ot.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1506:orari-di-apertura-del-museo&catid=46:news-dalla-citta&Itemid=87, è grave il lassismo di chi crea questi fantomatici siti “turistici” dimenticando di aggiornarli.

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