ELIA NIEDDU E TELESHERDANU

di Gabriele Ainis

 

Elia Nieddu? E chi è?

Una gentile signora che ama dipingere, prima di tutto per sé stessa come si può notare osservando il filmato qua accanto. No, non è famosa ma probabilmente vorrebbe esserlo, per questo ha pagato Andrea Dipré – avvocato e critico d’arte che ha trovato un nuovo filone di vendita negli spazi televisivi per aspiranti artisti – e si è fatta organizzare una presentazione televisiva!

Diprè ha operato per lungo tempo nelle televendite di quadri. Chi è amante del genere (io lo trovo delizioso, molto meglio degli sceneggiati polizieschi) lo conoscerà di certo. Fa parte di quella categoria di personaggi che si presenta alla televisione e «illustra» le «opere d’arte» cercando di convincere i telespettatori all’acquisto. Quanto questa questa prassi commerciale abbia preso piede è dimostrato dall’elevato numero di televendite (non solo quadri, beninteso, anche tappeti, mobili, gioielli) ma anche dallo spazio loro riservato da veri mostri sacri della satira, come Corrado Guzzanti che, con la sua Teleproboscide, scimmiotta Telemarket, forse la più famosa emittente dedicata alla vendita di «opere d’arte» in video.

Diprè, credo genialmente, ha fatto un passettino in avanti: poiché la vendita dei quadri è inflazionata e il mercato occupato da veri colossi della televendita (come per l’appunto Telemarket) ha pensato bene di vendere gli artisti e, per andare sul sicuro, li vende a sé stessi!

Siete un artista sconosciuto, desideroso di assurgere a fama mondiale? Contattate Dipré, pagate il giusto e lui si reca presso il vostro atelier (se ne avete uno, oppure va benissimo anche il soggiorno di casa vostra) assieme alle telecamere; realizza un servizio descrivendo voi e la vostra opera e trasmette il tutto alla televisione: la sua!

Eh sì, certo, mica RAI o Mediaset, è la tele di Dipré, che non si sa bene quanti la guarderanno, ma fa niente: alle tele ci siete andati e potrete dirlo agli amici.

In realtà, non si tratta solamente di quadri, perché Dipré fornisce un servizio completo, come dimostra questo filmato in cui un’artista si racconta descrivendo l’estasi di un contatto ravvicinato con un alieno, molto ravvicinato, tanto ravvicinato che più ravvicinato non si può, neppure col candeggio, per poi mostrare raggiante i libri pubblicati. Libri importanti, si badi bene, importantissimi, anzi: fondamentali! Libri!

Dipré, nel corso della propria attività, ha avuto qualche piccolo problema, come si può facilmente immaginare. Invitato a Mi manda RAI3, si esibì in difesa del proprio mestiere messo in dubbio come attività al limite della legalità da alcuni clienti poco soddisfatti, ma in realtà sono poco interessato a Diprè, così come non desidero mettere in ridicolo i suoi clienti (tutt’altro: la signora Elia a me sta veramente simpatica e, se sapessi come fare, sarei quasi disponibile ad andare da lei per prendere il suo copriletto).

Diprè mi intriga perché fa leva sulle debolezze umane, quelle che ci raccontano a noi stessi. Chi di noi non aspirerebbe ad essere considerato un grande artista? Chi non sogna di entrare in una galleria di New York, ospite atteso di una moltitudine di ricchi clienti col libretto degli assegni in mano? Chi non si è mai immaginato come Andy Warhol, capace di fare un montagna di grana con la fotografia di una scatoletta di zuppa? E chi, soprattutto, non ritiene di essere capacissimo di produrre opere equivalenti – o superiori – a quei casini informali che si vendono a pacchi di milioni? E che diamine: siamo meno bravi di Pollock?

E infatti Dipré non ha scoperto nulla di nuovo, in realtà, perché sedicenti galleristi che si fanno pagare per organizzare una mostra nell’importante centro culturale di Roccacannuccia ce ne sono una quantità, così come le case editrici che vivono sulle spalle di coloro che ritengono di essere scrittori e si pagano la pubblicazione dei propri libri.

Diprè ha solo aggiornato la tecnica, sfruttando ciò che passa oggidì la tecnologia: un tempo una galleria era un luogo ben preciso, magari un corridoio in un centro storico, oggi è l’universo virtuale televisivo, oppure quello web.

Così la signora Elia, di chiara origine sarda, sebbene residente altrove, vive il proprio momento di gloria, vagamente irrequieta di fronte alla telecamera ma non importa, pagando ciò che avrà pagato e, speriamo per lei, recuperando con gli interessi i soldi investiti con una buona vendita delle proprie opere (forse, eh?).

Ciò che mi domando è come mai, nella nostra grande e ubertosa isola di sogno, tenuto conto del fatto che generiamo sceneggiatori, scrittori, registi&C, ancora nessuno abbia pensato a Telesherdanu, l’emittente che trasmette l’ora di Scrittura NuraGGica e la lettura di una pagina scelta de La genesi delle Urine, di Melardo Leonis, o de La Genesi delle Feci, con due notiziari a tema che si occupano, esclusivamente di ArcheoloGGia!

Poi la pagina dell’archeologo indipendentista, quello che scova sardi ovunque e quella dell’indipendentista archeologo (che non è la stessa cosa di prima!).

L’angolo del CazzuraGGico, il cazzone nuraGGico che non ha una vita e passa il proprio tempo a commentare le cazzate NuraGGiche di Melardo Leonis, dell’archeologo indipendentista e dell’indipendentista archeologo, con una capatina dall’archeoastronozzone, l’archeoastronomo cazzone convinto che le garitte della Caserma Ederle (a Calamosca) siano orientate con i calcoli renali della famosa scrittrice indipendentista, primi responsabili di ciò che scrive!

Insomma, sono un amante del trash, per questo ammiro le televendite e le guardo spesso quando non dormo la notte a causa dei pensieri nuraGGici che mi opprimono la mente.

Perché nessuno ha ancora pensato a Telesherdanu?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a ELIA NIEDDU E TELESHERDANU

  1. panurk ha detto:

    L’unico vero osservatorio dell’arte ….?
    Non posso credere. Che bel scherzo!

  2. Jonathan Livingstone ha detto:

    Perchè, perchè! Perchè al momento sono occupatissimi a tappare le falle di una traduzione maccheronica dal latino.
    Perchè, perchè! Perchè al momento stanno organizzando un contro-archeoattack: tutta colpa vostra che gli avete spiegato la metodologia con cui “leggere” rumente varie ed eventuali.
    L’unica cosa di buono è che stanno ripulendo dalla rumenta…Ma faranno la differenziata?????
    Jonathan Livingston

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