QUELLI CHE QUIRRA E QUELLI CHE L’ILVA

di Gabriele Ainis

 

Nei libri di zoologia veniamo definiti animali sociali. Siccome siamo bravi e abbiamo trasferito la nostra evoluzione in gran parte nella cultura, abbiamo sviluppato enormemente la politica, intesa come strumento di mediazione dei conflitti. Lo fanno anche gli scimpanzé, animali con i quali siamo strettamente imparentati, sebbene non con la nostra sottigliezza. O almeno così pensiamo.

Conflitto è quello dell’ILVA, ma non tra le esigenze degli industriali di guadagnare a scapito della salute pubblica e dei cittadini la cui salute è minacciata, quanto tra i cittadini che ammettono il baratto tra salute e lavoro e quelli che lo rifiutano.

Alla notizia della possibilità di chiusura dello stabilimento di Taranto, gli operai sono scesi in piazza per difendere il posto di lavoro, anche contro la salute. Alla notizia della chiusura dello stabilimento, moltissimi cittadini che abitano nell’area dell’ILVA hanno richiesto a gran voce che si faccia in fretta.

Chi ha ragione?

La risposta sarebbe facile, se il mondo fosse fatto di maghi e bacchette magiche. Sarebbe sufficiente chiamare il Mago Merlino che con un incantesimo trasformerebbe l’ILVA in uno stabilimento privo di inquinamento e tutto andrebbe a posto. C’è chi ha detto di esserlo, un mago, c’è chi l’ha creduto e abbiamo visto com’è finita: il mago ha governato per vent’anni, l’ILVA inquina ancora e siamo allo sbando.

Ci vuole la politica, di buona qualità e ci vuole anche la fiducia dei cittadini nella politica. A dirlo, ci si sente quasi più ridicoli che non a parlare di maghi, con la politica di oggi che ha perso credibilità e tutto perché in troppi abbiamo pensato che se ne possa fare a meno, che davvero esistano i maghi capaci di operare incantesimi (o miracoli: questi maghi dei miracoli ce li teniamo da millenni e pare proprio non se ne possa fare a meno!).

Ci vuole una politica che parta da principi condivisi, ad esempio che il lavoro non si baratta con la salute.

Ci vuole una politica così responsabile e capace da ammettere che poiché da troppo tempo barattiamo lavoro e salute – e il sistema industriale è basato largamente su questo – non si può cambiare con un colpo di bacchetta magica, ma si può cominciare e mostrare una tendenza positiva.

Se ne parlo, è perché SEL mi incuriosisce. Mi intriga che Pisapia governi a Milano, città di lunga tradizione conservatrice e Zedda a Cagliari, luogo che pareva destinato a restare nelle mani dei mattonari per i secoli a venire. Mi intrigano le doti di mediazione di questi signori e dunque la loro capacità politica, il pragmatismo che può sfociare nella polemica aspra con i propri sostenitori in nome di un progetto. Mi intriga Vendola che si prende sulle spalle l’ILVA, una buona metafora delle difficoltà enormi del nostro futuro prossimo. In definitiva, mi intriga una politica di sinistra che persegua una strada di ideali senza isterismi, ma senza cedimenti, pragmatica ma senza trucchi. E soprattutto senza scappatoie dalla legalità, quindi seguirò con attenzione il processo a carico del Presidente della Regione Puglia, senza alcuna disponibilità a barattare un’ideologia con il rispetto delle leggi, anche quando non ci piacciono.

E Quirra?

Se una domenica mattina, in attesa che asciughi l’acqua del nubifragio di ieri notte per dedicarmi alle mie piante grasse, scrivo due righe è perché uno Stefano mi scrive un commento come questo:

«Caro Ainis, non s’incazzi non s’incazzi perde molto della sua lucidità. E’ sempre piacevole leggere i suoi post ma guai a contraddirlo perché Lei diventa una belva utilizzando termini poco lusinghieri per la Sua personalità. Intanto io non abito a Quirra e tantomeno ci lavoro, ho solamente degli amici a Villaputzu che lavorano al PISQ. Non esiste territorio al mondo che sia stato controllato come Quirra risultati: alta concentrazione di metalli pesanti sono stati trovati notevolmente nelle zone bianche, ossia a sud Maracalagonis e a nord Baunei: se ne faccia una ragione. Potrei citarle tutti i dati in possesso delle Asl sulla qualità della vita anche se questo è un rischio: Lei potrebbe decidere di venire a vivere nel Sarrabus. Ormai è certo: a Quirra si vive bene meglio e di più che nel resto della Sardegna. Infine Le ricordo che Carabinieri, Polizia e Finanza si esercitano nel Poligono; quando avviene una rapina sotto casa sua il Suo primo pensiero è: speriamo che le FF.OO. siano allenate e attrezzate e prendano quei furfanti. Io sto da questa parte: se ne faccia una ragione! Al di là della piccola polemica, è sempre piacevole leggere i Suoi post sia che sia incazzato o no. Cordialità»

Stefano può avere tutte le idee sbagliate che vuole, ma dovrebbe migliorare le proprie capacità dialettiche, piuttosto povere (cambiare argomento lo si può fare, se si è capaci), perché il punto è che l’alternativa, per Quirra, non può essere tra un poligono che aiuta la produzione e la vendita delle armi lanciando bombe sulla Sardegna (o qualunque altro luogo, s’intende) e la pastorizia di sussistenza.

Molto semplicemente non è così. I poligoni si chiudono perché sono sbagliati. E sono sbagliati perché il paesaggio, il luogo in cui viviamo, non può essere adibito a fabbrica di morte, se anche non nostra, di altri da qualche altra parte lontana. I poligoni sono sbagliati perché generati da una cultura sbagliata e portatori di una cultura sbagliata, quella di Stefano che vorrebbe barattarli con il lavoro.

Sono sbagliati perché a Quirra si facevano esplodere missili, munizionamento obsoleto e il paesaggio non è un luogo nel quale si lanciano missili e si fanno esplodere le bombe, per quanto qualche imbecille cerchi di giustificarlo con le esercitazioni dei Carabinieri o della Guardia di Finanza (che non catturano i ladri, gli evasori fiscali o i trafficanti di droga con i missili e le bombe, mi pare!).

Ecco perché ci vorrebbe la politica e non quella dei parlamentari che si lanciano in conferenza stampa cercando di spacciare la possibilità che ci siano poligoni «buoni» che forse chiudono e forse no, perché ci sono da salvaguardare i posti di lavoro. I poligoni chiudono, punto, e i posti di lavoro si salvaguardano con la buona politica che indica indirizzi industriali validi, che non mancano e si possono perseguire.

Soprattutto, a Quirra come a Taranto, si mettono all’ordine del giorno i buoni principi e poi si perseguono con la buona politica, quella pragmatica che riconosce l’inesistenza della bacchette magiche e mostra ai cittadini una tendenza positiva.

Ecco perché scrivo di Quirra e mi piacerebbe evitare processi «alla Fiordalisi». Perché a Taranto, con buona pace di coloro che vanno alla televisione a spacciare menzogne (e i dati sono lì, a disposizione di tutti), e pur considerando che ci troviamo in Italia, dunque in tribunale può avvenire di tutto, ci sarà un processo importante, giocato su indagini robuste. Poi ci penserà la politica.

Da noi, la cattiva politica potrà giocare a proprio piacimento spacciando l’assunto che l’alternativa sia tra poligono e lavoro. Non è così.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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Una risposta a QUELLI CHE QUIRRA E QUELLI CHE L’ILVA

  1. Stefano ha detto:

    A Lei lascio la volgare ridda d’insulti, io mi limito a togliere il saluto iniziale. Visto la mia confusione e la pochezza di idee, le risposte al “saggio Gabriele”. Mai barattare il lavoro con la salute; pertanto, chiudiamo Portotorres, Sulcis, Quirra, Teulada, Arbatax (intermare-cartiera), Sarroch e tutti i P.I.P. della Sardegna perché alterano l’ambiente. Inquinamento elettromagnetico: via tutti gli elettrodotti e le cabine di trasformazione, via tutti gli elettrodomestici casalinghi (televisore: il tubo catodico è a 15 Kv), ripetitori per telefonia cellulare(stazioni radio base), motori elettrici ecc. ecc.. Smog: Le polveri ultrasottili derivanti dalla combustione dei motori diesel sono il fattore più inquinante e dannoso per la salute. Causano ogni anno centinaia di morti e migliaia di affezioni invalidanti. Evviva tutti a piedi! Scie chimiche: stop alle scie chimiche veleni in cielo, malattie in terra; chiusura immediata di tutti gli aeroporti –Elmas, Olbia, Decimomannu, Alghero e Tortolì. Salute; gravi pericoli da farmaci vaccini stare lontani dalle case farmaceutiche. Alimentazione-cibi; meglio non parlarne è quasi ora di cena. Potrei continuare Sig. Ainis, mi fermo qui, a Lei uomo di mirabolanti idee le conclusioni.
    P.S. La invito a togliersi la maschera “Gabriele Ainis”, così si finisce di sparare da dietro un muretto a secco. Inoltre, non mi dia dell’imbecille, cretino e ignorante ne sono risentito. Aspetto risposta, in attesa mi dedico alle mie piante grasse.

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