GIOVANNI UGAS E ARCHEOPOLI: BOICHEDDU PERDE LA PARTITA

di Boicheddu Segurani

 

Questo post non avrebbe mai dovuto essere scritto, né firmato da Boicheddu. La storia è semplice.

Un mesetto fa, le varie parti del corpo mistico di Boicheddu chattavano cazzeggiando come al solito e discutevano dell’abitudine di alcuni archeologi di pubblicare le proprie teorie in luoghi non opportuni, come quotidiani o blog non specialistici. Detto senza tanti giri di parole, si parlava ad esempio del dottor Giovanni Ugas e delle sue «pubblicazioni» su L’unione Sarda.

Unanimemente riconosciuto il diritto di comportarsi come meglio ritenga, si argomentava in merito al ruolo della «divulgazione» che è ben altro dalla presentazione di una propria teoria (magari con un lessico meno sofisticato rispetto alle pubblicazioni specialistiche) su un quotidiano, sede alla quale, per ovvi motivi, non è riconosciuta dignità sufficiente per un confronto scientifico (come avviene al contrario nelle riviste specialistiche in cui si pubblica previo parere di congruità metodologica da parte di un comitato di pari – prassi conosciuta come peer review).

Poi il blog di Pintore ha pubblicato un post che riportava uno speech di Ugas all’Università di Haifa, la stessa in cui opera Adam Zertal, archeologo che ha scavato ad El Ahwat e asserisce di aver «visto» qualcosa che si potrebbe porre in reazione con la Sardegna nuragica (impressione condivisa da Ugas!).

Nello speech, Ugas presenta la propria bizzarra teoria riguardo l’origine sarda degli sherdanu (detto in due parole, naturalmente, siamo in un blog e non si possono usare toni e lessici troppo raffinati) esibendo una metodologia che lascia interdetti, nonché dando per acquisite ipotesi prive di riscontro (per chi fosse interessato, si suggerisce la lettura di un interessante lavoro di Alfonso Stiglitz, disponibile in rete a questo link: si potrà capire cosa significhi esaminare i dati disponibili con rigore, senza lasciarsi coinvolgere dalle suggestioni).

Naturalmente, nuova sessione di cazzeggio, che si è rapidamente diretto verso un tema che da tempo intriga Boicheddu: la commistione tra archeologia e nazionalismo di cui Lilliu fu buon esempio e caposcuola, ma, a un certo punto, uno degli organi nobili del corpo mistico ha lanciato una battuta, più o meno così: E se per caso non si trattasse d’altro che di un gioco? Qualcosa come il Monopoli, solo che al posto del parco della Vittoria c’è Giza e al posto di Vicolo Corto c’è El Ahwat: agli archeologi che hanno culo capitano le piramidi, a quelli sfigati una collinetta brulla che nessuno caga e conosce!

L’idea ha attecchito immediatamente, così Boicheddu si è messo a scherzare su quello che sarebbe potuto essere il tabellone di Archeopoli, il nuovo gioco estivo on-line che impazza sul web, tanto che a un certo punto una parte del corpo mistico ha gettato là: Sapete una cosa? Mi piacerebbe scrivere un post in cui racconto che un archeologo pensionato si imbuca in un supermarket di Nonna Sherdanu per contrastare l’ondata di caldo, accende l’I-Pad e comincia a giocare ad Archeopoli on-line; solo che è un giocatore sfigato, capita nella casella imprevisti e pesca il talloncino dove c’è scritto: “Rendetevi ridicoli immediatamente e senza passare dal via!”, allora pubblica un articolo su L’Unione Sarda”. In fondo, per un archeologo, rendersi ridicolo sparando qualche fesseria è peggio che finire in prigione senza passare dal via, no?

Il corpo mistico di Boicheddu si è virtualmente scompisciato dalle risa, poi si è ripreso e ha deciso di appoggiare la proposta. Poiché, quanto ad assuefazione, il cazzeggio è peggio della cocaina, si è dedicato qualche venti minuti al tabellone, che poi uno dei giovani componenti il corpo mistico si è incaricato di tradurre in grafica, con un lavorio durato qualche ora. A quel punto Archeopoli era pronto e Boicheddu aspettava il testo per la pubblicazione, pregustando le risate.

Invece, poiché la realtà supera di gran lunga la fantasia – e il responsabile della redazione del post la tirava per le lunghe, giustificandosi con il lavoro, come se il corpo di Boicheddu sia dedito a questa insulsa attività! – il dottor Ugas si è impegnato in una polemica con Mauro Peppino Zedda (sic!) sulla funzione dei nuraghi, rispondendo sul blog di Pintore ad un preteso «articolo» pubblicato sul blog di Zedda!

A questo punto, altra sessione di cazzeggio – questa volta densa di perplessità – e decisione unanime: ammettiamo la sconfitta: il dottor Giovanni Ugas ha vinto senza possibilità di contestazione!

Boicheddu, molto semplicemente, non è in grado di immaginare una cosa come questa!

Ci dichiariamo battuti e regaliamo agli appassionati dei giochi estivi il tabellone di Archeopoli. Se volete giocare, scaricatelo da questo link e divertitevi.

Non invitate Ugas perché con lui avete poche chances!

 

boicheddu.segurani@virgilio.it

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