QUIRRA: LA NUOVA SARDEGNA SPARA… L’INCHIESTA!

di Gabriele Ainis

 

Sapete com’è fatto un proiettile all’uranio impoverito? No? Fa niente: leggete l’Inchiesta de La Nuova Sardegna del 18 luglio u.s. a questo link e in basso a sinistra vedrete una fotografia.

Visto? Bello no? Nella didascalia si cita Quirra, ovviamente, e si mettono accanto due fotografie: a sinistra il proiettile, maneggiato da un uomo che indossa una maschera protettiva, a destra una foto di repertorio del PISQ. Cosa se ne deduce?

Vedete un po’ voi, perché l’articolo è un capolavoro del giornalismo: si cita l’audizione di un esperto che illustra i pericoli dell’uranio impoverito e va a raccontarli alla commissione parlamentare. Non dice nulla di nuovo, si badi bene, le stesse cose che dice l’esperto (e il giornalista riporta) si trovano in rete senza difficoltà. Poi si conclude il pezzo dicendo che a Quirra l’uranio impoverito è al centro dell’inchiesta aperta dal P.M. di Lanusei, che ha chiesto il rinvio a giudizio di venti persone.

Ebbene: forse si tratta di un proiettile trovato a Quirra?

No!

Fiordalisi ha trovato uranio impoverito a Quirra?

No!

Per caso lo ha trovato nelle ossa dei pastori esumati?

No! (Eppure l’uranio, come dice correttamente l’esperto, entra nella catena alimentare!).

E allora, perché affiancare due fotografie che non hanno alcuna relazione tra loro e possono, ragionevolmente, indurre in errore il lettore poco attento? Perché mettere la foto di un proiettile che non è stato trovato a Quirra (mai trovati proiettili all’uranio!) accanto ad una foto del PISQ? Possibile che nessuno si renda conto che potrebbe essere considerata una furbata? Certo, da nessuna parte c’è scritto che quel proiettile proviene dal PISQ, ma se mi metti una foto proprio lì c’è caso che qualcuno si sbagli, no? E poi: perché non dire che proiettili così al PISQ non ne sono mai stati trovati?

Però c’è da fare un’ulteriore considerazione: abbiamo visto la data dell’audizione dell’esperto? L’abbiamo letta bene? Era il 19 gennaio 2011: un anno e mezzo fa (Ecco il link)!

Ma possibile che trattandosi di un’inchiesta si citino solamente documenti così datati? Non ci sono altre notizie, altre audizioni sul problema di Quirra e sul possibile inquinamento da uranio?

Certo che ci sono, ad esempio nel nostro blog abbiamo citato l’audizione della dottoressa Musumeci che riporta i risultati preliminari dell’indagine epidemiologica, dati importanti e recenti, perché suggeriscono che a Quirra non si muore di tumore più che nel resto della Sardegna (anzi, parrebbe che si muoia di meno!).

Ora, se si parla di Quirra e di neoplasie, se si citano i pericoli dell’uranio impoverito, possibile che le parole della dottoressa Musumeci siano considerate così poco importanti da non meritare neppure un cenno? Come non rendersi conto che saranno proprio i risultati dell’indagine epidemiologica a dire se davvero a Quirra ci sia stato o meno danno da inquinamento?

Sì, è esattamente così: La Nuova Sardegna cita un’audizione di un anno e mezzo fa e non prende in considerazione tutto ciò che è intervenuto nel frattempo: come mai?

Mah, perché un quotidiano come La Nuova pubblichi articoli di questo livello lo saprà il direttore, però la verità è che l’inchiesta non riguarda Quirra bensì il problema dolente dei vaccini.

Di questi si parla nell’inchiesta, altro che storie, mentre l’articoletto su Quirra è un riempitivo che ha più meno questo significato: I troppi vaccini fanno male ai militari e comunque anche l’uranio impoverito è un pericolo!

Già… e cosa c’entra? Perché si parla di vaccini e si finisce con uno stranissimo articoletto che non parla di Quirra ma in fondo ne parla e come?

Un momento, leggiamo gli altri articoli… com’è che giovani e sanissimi soldati mai stati in missione finiscono all’altro mondo anche se l’uranio impoverito non l’hanno mai visto (se non in fotografia, forse, perché pubblicato da un giornalista in vena di stranezze)?

Già… perché? Non sarà colpa dei vaccini? Perché, a sentire il professor Trenta, audito dalla commissione e citato nel nostro blog a questo link, proprio i militari esposti all’uranio impoverito in teatro di guerra non hanno mostrato una particolare sensibilità alle sindromi attese dall’uranio… e allora?

Insomma:

·         non è stato trovato uranio a Quirra

·         a Quirra si muore di tumore meno che nel resto della Sardegna

·         i soldati esposti all’uranio non mostrano una particolare incidenza di tumori

·         ci sono militari sanissimi che muoiono senza che si capisca bene il perché…

Di cosa stiamo parlando? Di uranio, di vaccini o di un casino immenso in cui il polverone sollevato da metodologie d’indagine confuse e da un’informazione incomprensibile finirà per coprire, se pure ci fosse, la possibilità di arrivare ad uno straccio di verità?

Chissà, nel frattempo, mi sia consentito dirlo, secondo me La Nuova non ha sparato… un’inchiesta! Cos’abbia sparato decidetelo da voi!

Cosa succede attorno a Quirra?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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8 risposte a QUIRRA: LA NUOVA SARDEGNA SPARA… L’INCHIESTA!

  1. Tetragramma Sardo ha detto:

    Caro Ainis: dal computer di guano che ho sul lavoro non riesco ad aprire il primo link che tu proponi (pazienza: me lo guarderò a casa, più tardi). Ma mi prude il [CENSURA] di risponderti subito, quindi lo faccio subito.
    Il problema non è certamente la Nuova Sardegna: bensì è la sQuola giornalistica. Lì, si insegna che nulla inizia, comincia, esordisce, prende piede, sussurra, ha luogo serenamente, o avviene normalmente: tutto, invece, DEVE scattare d’un colpo, esplodere di sorpresa, deflagrare rumorosamente, reboare, attaccare alle spalle, urlare e gridare, sorprendere, improvvisamente e incomprensibilmente, pur di VENDERE il maledetto fogliaccio (quale che esso sia).
    Una volta che il fogliaccio sia venduto al povero malcapitato compratore (grazie anche alle fotografie messe ad arte, che però non rischiano l’azione legale, perché NESSUNO HA DICHIARATO ALCUNCHE’), il “chissenefrega” diventa il motto dell’autore dell’articolo, che eventualmente può – dopo avere gettato i lettori nella più nera disperazione – correre sorridente e salvifico in loro aiuto il giorno dopo, con una smentita che li risollevi dal loro stato di prostrazione.
    Ma so bene – con questo – di non affermare alcunché di eclatante, né di originale: questa è solo una premessa.
    Ciò che realmente m’importa di affermare è altro: non tutti i professionisti (quelli seri, per i quali mi dispiace; e quelli meno seri chevvadanammoràmmazzati) sono perseguibili personalmente per i loro errori.
    Spesso, alcuni professionisti sono tenuti a pagare in prima persona per i loro errori (ad esempio: i medici).
    Non è giusto, invece, che altri professionisti non paghino affatto per i propri errori (esempio: un giudice), per i quali è chiamata a pagare tutta la Società.
    Un giornalista parla e scrive da un pulpito preferenziale: può influenzare moltissima gente che non sia affatto attrezzata a comprendere l’entità di una manipolazione della notizia, ma persino anche a rilevarne l’eventuale sola presenza, o addirittura l’invenzione di sana pianta di detta notizia. NON PUO’ E NON DEVE MODIFICARE I FATTI!
    Invece lo fa: e non viene punito.
    Che questi fatti – gravi, orribili, antiEtici – non siano perseguibili è il vero scandalo. Dovremmo indignarci e pretendere che quialche passo sia preso in direzione del controllo della Verità.
    Anche per affetto verso Festo ed i nostri cugini Etruschi, che meritano rispetto anche se sono tutti morti (fu una brutta epidemia di vaiolo, ricordi?).

    Coccodrilli, sQuali, zanzare avranno tutti un loro perché, nell’evoluzione misteriosa delle varie linee filogenetiche esistenti: ma se mai incontro il Padreterno voglio proprio chiedergli che cosa ci stanno a fare, in questa bella compagnia, proprio i giornalisti..

  2. Priamo ha detto:

    Sparare cavolate su cavolate, l’uranio impoverito ce l’abbiamo in testa, colpa della vergognosa campagna dei media regionali, che volta per volta si danno il cambio, prima l’unione ora segue la nuova. Guardate che la parola “fine” sull’uranio impoverito, nel salto di Quirra, l’ha messa il P.M. Fiordalisi nell’ultima audizione in commissione Senato. A conferma il modo in cui si è defilato prof. Zucchetti, dopo la magra figura rimediata, di ritrovamento di radioattività sul famigerato agnello. Il professor Armando Zingales, presidente del Consiglio nazionale dei chimici, e il professor Sergio Facchetti, docente di tossicologia all’Università Statale di Milano, i calcoli di Zucchetti sarebbero sbagliati: “Il sistema di calcolo è errato, poiché non conforme agli standard scientifici internazionali”. Tutto questo ha convinto la commissione senatoriale, nella figura del presidente Costa e lo stesso p.m., che hanno affermato che di uranio impoverito nessuna certezza di utilizzo nel Salto di Quirra. Inoltre, ricordo che la relazione del Politecnico di Torino suggeriva così: “1) analisi nell’acqua del comune di Escalaplano. 2) prelievi di campioni erbe e terreno dello stesso allevamento. 3) ulteriori prelievi in zone limitrofe a Escalaplano, quali ad esempio Isili, Nurallao, Laconi……” Neanche prof. Zucchetti e prof. Cristaldi hanno mai affermato con assoluta certezza del ritrovamento di uranio impoverito. Una miriade di errori, inoltre, offusca il loro lavoro: analisi congelate per 8 anni (dal 2003 al 2011) dalla società privata U-Series di Bologna; agnello di Escalaplano con codice aziendale di Villaputzu. Altra testimonianza del Prof. Paolo Randaccio, docente di Fisica Applicata all’Università di Cagliari e ricercatore dell’INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare), ha escluso che, nel Salto di Quirra, sia stato utilizzato uranio impoverito. Questa la conclusione della sua relazione: “su ogni campione è presente una debole contaminazione da radioisotopi naturali presenti nell’ambiente, non è stato possibile eliminare del tutto la presenza di polveri ambientali che trasportano piccole quantità di radioisotopi naturali. I segnali rilevati corrispondono alla emissione di radioisotopi discendenti dell’uranio, il che dimostra che la contaminazione è dovuta a uranio naturale in equilibrio con i suoi discendenti. Dalle misure effettuate non si può dimostrare la presenza di uranio impoverito nei campioni metallici prelevati”.
    Da parte dei vertici militari assoluto silenzio, sarà il processo a far emergere le verità, in compenso a sparare (cazzate e cavolate) ci pensano i media regionali.

  3. andrew ha detto:

    E meno male che c’è internet. Mi vengono i brividi al pensiero degli effetti ancora più gravi che questa manipolazione mediatica avrebbe potuto produrre in un’altra epoca, senza fonti alternative di informazione. In Sardegna poi, dove il monopolio dell’informazione continua a imperversare. Purtroppo.

  4. SERRELI Giovanni ha detto:

    secondo me il PISQ da fastidio a qualcuno, con la storia dell’uranio impoverito hanno rovinato l’economia di un paese dell’Ogliastra e della Sardegna, Forse i giornalisti che hanno pubblicato solo cazzate pur di vendere i fogliacci e non pubblicando quello che hanno detto tanti dottori ed esperti ( vedi la Musumeci) non hanno intervistato i tantissimi quasi centenari che abitano a Perdas non hanno chiesto alla ultracentenaria 106 anni e zia Consola comincia ad avere qualche acciacco solo ora. L’opinione pubblica da retta a certe notizie tendenziose, molte persone parlano di Perdas come qualcosa da evitare e secondo tanti siamo degli appestati, bene queste persone che scrivono solo per aumentare la tiratuta del giornale dovrebbero vergognarsi per avere distrutto un paese intero, la Provincia dell’Ogliatra e della Sardegna tutta. Secondo me tutto è iniziato dalla denuncia falsa e tendenziona di due persone che non avevano credibilità in Perdas ma si sono vendicati di chi ha fatto loro solo bene. Persone che io conosco bene e con una di queste tanto tempo fa ho avuto qualche diverbio. Si parla di un agnello a due teste e considerato che mi ritengo una persona educata non rispondo. Ho lavorato dal 1965 a stretto contatto di gomito con le persone che sparavano e con me i vari militari che si sono succeduti al laboratorio dove io lavoravo e da quel che mi risulta nessuno è morto di tumore causato dall’uranio impoverito. Con quanta rabbia e con quanta accredine alcune persone si sono scagliate contro il PISQ credo per farsi un nome, Sono da compiangere.

  5. Stefano ha detto:

    Grazie Giovanni per la tua diretta e appropriata testimonianza. Anche se lentamente la verità prepotentemente sta emergendo, nonostante la spudorata campagna mediatica alimentata dai quotidiani regionali. Un immenso GRAZIE a ” Argheologgia Nuraggica”, che ci permette e ci da la possibilità di divulgare e far conoscere le verità sulla questione Quirra.

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      Caro Stefano,
      a noi interessa che si chiarisca ciò che accade attorno a Quirra. Non abbiamo alcun preconcetto e siamo convinti che i poligoni dovrebbero essere chiusi (anche se venisse accertato che non hanno influito sulla salute dei cittadini).
      Questa precisazione è dovuta a coloro che ci leggono (e talvolta commentano). L’abbiamo già detto ma è meglio precisare.
      Grazie del commento.
      Boicheddu Segurani

  6. Stefano ha detto:

    Caro Ains,
    la mia voleva essere solamente una risposta al Suo post, e con l’occasione risaltare le persone (Giovanni Serreli) che lavorano al PISQ che sono state letteralmente “bersagliate” in modo vergognoso e offensivo. Lei, sposta l’argomento in un’altra direzione, e io la seguo. Noto che ha le idee un po confuse in quanto, appare evidente, non conosce la realtà PISQ. La guerra fredda è terminata da oltre vent’anni e l’elettronica , l’informatica la tecnologia hanno preso il sopravvento. E’ vero si parla sempre di guerre: guerra elettronica, guerra simulata, oppure di UAV civili e militari, ecc.ecc.. Va evidenziato che principalmente dietro queste lavorazioni ci sono fior di ingegneri e tecnici della Vitrociset, l’unica azienda, in questo momento, che sta assumendo in Sardegna (informatici-elettronici-spaziali-meccanici). Vada Lei a raccontare a queste persone di cambiare mestiere o di fare i pastori nelle immense e solitarie vallate di Alussara. Venga Lei a raccontare a 1200 lavoratori e rispettive famiglie che bisogna chiudere che bisogna tagliare che non “se magna più”. Davvero una grande contraddizione dopo che dalle analisi e dai dati dell’IZS e ISS è emerso: “a Quirra si vive bene meglio e di più che nel resto della Sardegna”.
    Grazie per l’ospitalità.

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