QUIRRA: DUE SPAGHI ALLA FIORDALISI, AGLIO, OLIO E URANIO IMPOVERITO

di Gabriele Ainis

 

Proviamo a immaginare la scena.

Il giudice per l’udienza preliminare ha rimandato a giudizio i venti indagati per l’Affaire Quirra. Quindi, in data opportuna, si apre il processo e il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, tuona in aula con voce stentorea: C’è qualcuno che potrebbe dubitare che l’inquinamento del Poligono Interforze di Quirra abbia causato gravi danni alla salute pubblica?

Silenzio. Gli astanti si guardano in viso, smarriti. Eppure non sono propriamente dei ragazzini: ci sono generali, scienziati di fama, un ex-sindaco, persone avvezze alle pressioni psicologiche, per non parlare degli avvocati, professionisti scafati che ne hanno visto di ogni sorta e colore. Però tutti tacciono, pensosi, soverchiati dal disastro ambientale del PISQ.

Il dottor Fiordalisi, compiaciuto, prolunga la pausa. Vorrebbe che non finisse mai e gli imputati cominciassero a scontare la pena da quell’istante, altro che indulti e attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate!

Però anche i momenti topici della vita hanno una fine, purtroppo, così il magistrato abbassa lo sguardo sui fogli degli appunti che tiene in mano, prende fiato e…

…una voce che gli pare di riconoscere si leva nell’aria immobile: Non esiste alcuna correlazione dimostrabile tra l’inquinamento del PISQ e la salute pubblica!

Cazzo, ma chi si permette di dire una sciocchezza del genere?

Si tratta del procuratore di Lanusei, dottor Domenico Fiordalisi, in carne, ossa e incapacità di pronunziare decentemente Is Pibiris, che per lui continua ad essere Is Pibìris.

Per chi fatica ad immaginare la scena, suggerisco di spendere qualche minuto per confrontare due documenti disponibili in rete:

·         L’audizione del procuratore di fronte alla commissione per l’uranio impoverito;

·         L’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, per una bizzarra coincidenza, proprio in occasione della prima udienza per il rinvio a giudizio dei venti indagati.

Cosa dice Fiordalisi? Nel primo caso, senza esitazioni né sollecitazioni della commissione, afferma non poter dimostrare alcun legame tra il preteso inquinamento del PISQ (ancora in attesa di essere rilevato!) e un danno biologico alle popolazioni che vivono attorno ad esso. In realtà, a parte i titoli roboanti dei mezzi di informazione, proprio questo è il nocciolo di tutta l’audizione, assieme all’altra affermazione (passata sotto silenzio e mai riportata dai giornalisti) che le tracce di torio rilevate nelle ossa dei pastori riesumati non hanno avuto alcuna influenza sulla loro salute.

Eppure, nel secondo documento, Fiordalisi afferma come il disastro ambientale del PISQ abbia avuto gravi ripercussioni sulla salute pubblica!

Ci si potrebbe domandare a chi si possa credere, se al dottor Fiordalisi o al dottor Fiordalisi, ma in realtà il fatto davvero sconcertante è l’atteggiamento dei mezzi di informazione, tutti concordi nel non prendere minimamente in considerazione i dati scientifici disponibili, questa volta tutt’altro che vaghi, dati che affermano, per l’appunto, l’inconsistenza, per ora, dell’ipotesi di un’influenza di un preteso inquinamento sulla salute degli abitanti dell’area, senza parlare, tra l’altro, del fatto che non è stata trovata alcuna traccia di uranio impoverito né di radioattività.

Certo, per dire una cosa del genere i giornali avrebbero dovuto pubblicare la lettera del Direttore del dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari che domanda al procuratore se si può tenere un paio delle valvole al torio – che sono state sbandierate come arnesi pericolosissimi – per metterle in un museo, oppure l’audizione del professor Giorgio Nazareno Trenta di fronte alla commissione sull’uranio impoverito, perché mentre il dottor Fiordalisi e il dottor Fiordalisi sono impegnati in una contesa in cui l’uno afferma il contrario di quanto dice l’altro, la commissione continua i lavori, anche se nessuno, fatto misteriosissimo ne parla!

Chi è Giorgio Nazareno Trenta? Diamo un’occhiata al curriculum e lo scopriremo: in breve un luminare per quanto riguarda la radioprotezione. Viene sentito dalla commissione affinché i membri vengano edotti in merito ai pericoli per la salute indotti dall’uranio impoverito, dal trizio e dal torio.

Ci fidiamo di uno così, oppure è anche lui un bastardo venduto all’esercito? Mah, tanto per usare le bretelle assieme alla cintura, la commissione si fa sostenere dal parere di un altro esperto, il dottor Armando Benedetti, così sentiamo almeno un’altra campana.

E cosa ci dice l’esimio professor Trenta?

«Pertanto, si può concludere che né le indagini cliniche, né` quelle epidemiologiche, né quelle radiotossicologiche, né quelle fisiche hanno mostrato una valida giustificazione per associare un nesso di causa tra la quantità` di uranio impoverito valutata per indurre con probabilità del 50 per cento la leucemia – più radioinducibile dei linfomi di Hodgkin e non Hodgkin – e i riscontri clinici e laboratoristici condotti sul personale esposto.»

Ooooops! Ma come, gli domanda la senatrice Granaiola, membro della commissione «[…] dalle conclusioni si desume che l’esposizione all’uranio impoverito non costituirebbe in alcun modo un elemento causale delle patologie, anche mortali, contratte dai militari. Sorge pertanto un interrogativo, relativamente all’individuazione delle cause effettive che hanno prodotto le predette patologie e i predetti decessi. Inoltre, non si comprende su quali basi sono state pronunciate sentenze della Magistratura che hanno riconosciuto il danno alla salute subito da alcuni militari, e il relativo risarcimento, in seguito all’esposizione all’uranio impoverito.»

Già, proprio così! E visto che ci siamo: «La senatrice Granaiola chiede inoltre al professor Trenta di chiarire quali rischi possono derivare dalla ingestione o dall’inalazione di trizio e di torio.»

Ah! E adesso? Adesso «Il professor TRENTA si dichiara convinto che l’esposizione all’uranio impoverito non ha alcuna responsabilità` nell’induzione dei linfomi di Hodgkin e non Hodgkin. Tale convinzione, peraltro, è` suffragata dalla più` qualificata letteratura scientifica in materia. Per quel che riguarda il trizio, occorre preliminarmente ricordare che anche esso è` un elemento che esiste in natura. Il professor Trenta dichiara altresì` di non disporre di dati esatti sulle quantità` di trizio sprigionate a seguito di attività` militari, ma a quanto gli risulta essa non dovrebbe essere superiore a quella naturalmente presente nell’ambiente e non dovrebbe pertanto essere responsabile di patologie. L’esposizione al trizio è suscettibile di comportare mutazioni del DNA, che però` possono essere corrette fisiologicamente dai sistemi di protezione presenti nell’organismo.»

Possibile? L’uranio impoverito non causa i linfomi? Ma cosa ne pensa il dottor Benedetti, consulente della commissione?

«Su invito del PRESIDENTE, il dottor BENEDETTI prende la parola, dichiarando di condividere la relazione del professor Trenta che si basa sui fondamenti scientifici e legislativi della radioprotezione. Sarebbe invece utile, a suo avviso, cercare di tracciare un parallelo tra gli effetti del torio, del trizio e dell’uranio.»

Capito? L’esposizione all’uranio impoverito (o ai suoi derivati, perché le analisi sono state svolte proprio su personale esposto) non causa i linfomi!! E il torio?

«Il professor TRENTA osserva che per effettuare una valutazione comparativa del rischio derivante dall’esposizione all’uranio, al torio e al trizio si deve anzitutto fare riferimento ai rispettivi periodi di dimezzamento. Il periodo di dimezzamento del torio – anch’esso è un elemento presente in natura – è molto più` lungo di quello delle altre due sostanze e per questo aspetto si può affermare che l’irradiamento del torio, più blando, è ancora meno pericoloso di quello dell’uranio.»

Adesso chi glielo dice a Fiordalisi che tutto quello che ha detto sul torio è una scemenza?

Ma non è che mentre il dottor Fiordalisi si reca in aula, c’è il dottor fiordaslisi che resta a casa e gli prepara un piatto di spaghetti aglio, olio uranio impoverito e una bella spruzzata di torio? Tanto non fa male, no?

Da cui la domanda che ci poniamo in tanti: perché i mezzi di informazione sbattono in prima pagina un sacco di sciocchezze, con l’avvallo di un procuratore evidentemente poco attrezzato per trattare temi come questi?

Qualcuno sa spiegarlo?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

419

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in InformaZZione, ScienZZa e dintorni e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

12 risposte a QUIRRA: DUE SPAGHI ALLA FIORDALISI, AGLIO, OLIO E URANIO IMPOVERITO

  1. Franco Anedda ha detto:

    Spiegazione breve ma priva di documenti che posso fornire in altra sede.
    L’ultima legislatura è iniziata nel 2008, il Senatore Costa (pdl) ha preteso la presidenza della Commissione “Uranio impoverito” in quanto convinto, come la maggior parte dei senatori veterani dell’argomento, che la principale causa delle malattie dei militari fosse la somministrazione massiva di vaccini.
    Per questo voleva, facendo tesoro di quanto evidenziato dalle precedenti Commissioni “Uranio impoverito”, focalizzare l’attenzione sulle vaccinazioni militari.
    Tale Commissione ha visto la luce solo in autunno 2009 ma subito dopo è uscita l’analisi “epidemiologica” dei due veterinari di Lanusei sul Salto di Quirra.

    Tutto il bailamme mediatico, e l’inchiesta giudiziaria che ne è seguita, hanno fatto perdere tantissimo tempo alla Commissione la quale, pure quando ha semplificato l’iter per riconoscere la causa di servizio ai militari ammalati, è stata pesantemente contestata dalle Associazioni che, ufficialmente, dovrebbero difendere i militari.

    L’uranio impoverito, ed i vari inquinanti che lo hanno sostituito, servivano per inquinare una inchiesta che dà un enorme fastidio alla Sanità Militare la quale fa vaccinare intensivamente i militari violando i suoi stessi protocolli.

  2. Gianni Campus ha detto:

    Forse mi sono perso qualcosa, ma ho il vago sospetto che questo Uranio – che mi pare dovesse star bene di famiglia (gas nobili, terre rare…) – sia stato gravemente impoverito dalle misure del patto di stabilità, più che da quelle del patto di Varsavia.
    Bisognerebbe che almeno sui suoi terreni non si pagasse IMU, altrimenti finisce che l’Uranio si impoverisce ulteriormente, e ce lo giochiamo, con tutta la sua carica di signorilità e di simpatia.

  3. Angela Peschechera ha detto:

    ci sono lavori internazionali che affermano il contrario …mi chiedo il Ministero della Difesa ha riconosciuto malattie infondate ? ha risarcito militari che non avevano diritto ?…la magistratura ha riconosciuto il danno .?..è tutta una farsa
    https://www.facebook.com/#!/photo.php?fbid=354506727916759&set=a.354506717916760.89355.140922859275148&type=3&theater

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      Allora veda di citare i “lavori internazionali”, non l’articolo di un giornale! Quando lei si ammala va da un medico come il professor Trenta o da un giornalista?
      Per i danni accertati, l’incidenza dei linfomi è aumentata (e Trenta lo dice chiaramente) ma non dipende dal’uranio o dal torio. Almeno cerchi di leggere ciò che scriviamo e riportiamo in originale.

    • Patrizia Pani ha detto:

      Il torio ha una caratteristica estremamente negativa rispetto all’uranio. La pericolosità deriva dall’emissione delle particelle alfa. L’uranio emette una particella alfa che diventa un nuovo elemento. Questo praticamente non da più fastidio all’organismo perché non emette altre particelle alfa. Il nuovo nucleo emette particelle alfa ogni 250mila anni, quindi, praticamente è inoperativo nell’organismo umano. Il torio, oltre alla caratteristica di essere insolubile, resta nell’organismo umano, ridistribuendosi in certe parti di esso piuttosto che in altre. Non basta: emette una prima particella alfa che si trasforma in un nuovo elemento e questo a sua volta emette una nuova particella alfa il quale nell’arco di un paio d’anni al massimo ne emette un’altra. La cosa drammatica è che la cosa non finisce qui. Questa mitragliatrice spara altri quattro colpi a distanza ravvicinatissima. Quindi l’organismo umano viene “mitragliato” nella stessa posizione. Ecco spiegato il ritardo con cui poi si segnalano certe forme di tumore che poi possono degenerare nella peggiore delle situazioni. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=00627341&part=doc_dc-sedetit_adpelradpelr&parse=no “E ora chi glielo dice al Fisico Nucleare che ciò che ha detto sul Torio sono un sacco di scemenze?”

      • Gabriele Ainis ha detto:

        Gentile Patrizia Pani,
        sono d’accordo con lei, il fisico nucleare (Lodi Rizzini è infatti un fisico nucleare) ha detto un mucchio di cazzate e le spiego il perché.
        L’uranio impoverito è l’isotopo 238, che ha un tempo di dimezzamento di 4,51 miliardi d’anni.
        Il torio si presenta in natura (quasi) con un solo isotopo, quello 232 che ha un periodo di dimezzamento superiore ai 15 miliardi d’anni (tre volte l’uranio). In natura il torio è comune come il piombo (lo sapeva?).
        Allora come si spiega ciò che dice il fisico nucleare?
        Si spiega perché alcuni degli altri isotopi del torio (in tutto sono nove e solo 6 decadono con un meccanismo alfa) hanno tempi di decadimento più bassi e quindi potrebbero essere effettivamente pericolosi per la salute (dal punto di vista dell’irraggiamento). Peccato che l’ammontare in natura degli altri isotopi del torio (diversi dal 232) sia talmente basso che essi risultino inessenziali per la potenziale pericolosità, ed è per questo che se cerca “torio” su wiki troverà che si presenta in natura con un unico isotopo, stabilissimo e non pericoloso (da punto di vista dell’irraggiamento, legga bene perché lei mi sembra poco ferrata nella materia). Le faccio notare che se il torio fosse pericoloso (dal punto di vista dell’irraggiamento), saremmo da tempo tutti morti, poiché esso è molto abbondante in natura (fortunatamente nell’isotopo 232).
        Gli altri isotopi sono stati prodotti artificialmente e studiati: sono pericolosi e fortunatamente, se non li produciamo noi (solo per applicazioni scientifiche), non ci sono!
        Le faccio anche notare che il torio trovato nelle ossa dei pastori esumati è, guarda un po’ quello 232.
        Ecco spiegato perché Lodi Rizzini dice un sacco di cazzate e Trenta (quello di cui abbiamo riportato l’audizione e dice che il torio è meno pericoloso dell’uranio impoverito, quello 238) invece no.
        Soddisfatta? Rizzini dice cazzate (Trenta no) e lei pure: complimenti!
        Adesso, a parte le sue cazzate (penso dette in buonafede) immagini cosa accadrà in aula quando un qualunque fisico che non sia Rizzini dirà ciò che le ho detto io e Rizzini sarà costretto a riconoscere che sì, effettivamente di torio c’è un solo isotopo (come chiunque può verificare informandosi) e dovrà dire che il materiale di cui lamenta la pericolosità (ed è verissimo) o si produce artificialmente oppure non esiste.
        Questo è uno dei tanti motivi per i quali vado ripetendo da tempo che il materiale probatorio di Fiordalisi è debole e se me ne sono accorto io, s’immagini cosa faranno i periti di parte.
        Ecco perché prima di sparare cazzate bisognerebbe studiare (e rivolgersi a periti esperti di studi epidemiologici, non fisici del CERN!).
        Se poi vuole sapere da dove provenga il torio trovato nelle ossa dei pastori, le dirò che ci possono essere tante sorgenti (da quelle naturali a quelle artificiali) ma anche in questo caso Fiordalisi ha impostato male il problema, perché assieme ai pastori avrebbe dovuto esumare anche altre salme per verificare se solo i pastori abbiano assorbito torio oppure sia un dato caratteristico della popolazione locale. Questo in tribunale glielo faranno notare e sarà un’altra figuraccia!
        Insomma veda di studiare un poco e la pianti di scrivere cose che non capisce.
        Cordialmente,

        PS – Attenzione, parliamo di irraggiamento, naturalmente: il torio è un elemento potenzialmente cancerogeno e da maneggiare con le dovute cautele, sebbene sia assai comune nella pratica industriale (ad esempio negli elettrodi per saldatura). Fortunatamente i dati epidemiologici forniti dalla dottoressa Musumeci, dell’ISS (di cui abbiamo citato l’audizione) esclude la presenza di un aumento dei tumori specifici della contaminazione da torio nell’area di Quirra! Ciò sarebbe un buon indice che non ci sia torio introdotto da attività umane (ma solo quello naturale, ovviamente presente; auguriamoci che sia così).

  4. Angela Peschechera ha detto:

    Purtroppo in Italia siamo il lumicino di coda nella ricerca e abbiamo iniziato 60 anni dopo gli anglasassoni. I primi test in Australia (Marilinga e Christmas Isleland) sono dei primi anni 50.
    Chiedo come mai il Ministero ha riconosciuto i militari e i civili ?
    è almeno dal 1984 che la NATO ha segnalato il pericolo dell’uranio e non solo con riferimento all’ossido di uranio generato da esplosioni, ma anche al semplice maneggio di prodotti costituiti con questo metallo.
    Pericoli e norme
    Forse può essere utile rileggere quanto dichiara il col. Osvaldo Bizzari, specializzato NBC (Nucleare Batteriologico Chimico), nelle disposizioni di sicurezza per le forze della KFOR operanti nei Balcani in data 22 novembre 1999, che recano la sua firma: “Evitate ogni mezzo che sospettate essere colpito da munizionamento UI o missili da crociera Tomahawk. Non raccogliere o collezionare munizionamento UI trovato sul terreno, informate immediatamente il vostro comando circa le aree che voi ritenete contaminate da munizionamento UI […].

  5. Angela Peschechera ha detto:

    la rete è piena ,fatti un giro……https://www.facebook.com/#!/groups/DUvictims
    intanto il Ministero della Difesa continua a risarcire i militari malati …un motivo ci sarà ….

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      La gente come lei, convinta di fare chissà cosa, danneggia proprio coloro che dice di voler proteggere. Se provesse ad usare il cervello si renderebbe conto che anche nel caso che è stato trattato in questo post (l’audizione di Trenta) esiste la prova di una connessione tra l’aver prestato servizio e un’aumento del rischio per i linfomi. Quindi questi militari hanno diritto ad essere risarciti. Però il danno accertato non è dovuto né all’uranio, né al torio né al trizio. Facendo come fa lei (e Fiordalisi) si produce solo confusione e se lei non ragionasse coi piedi lo capirebbe. Quanto alla sua risposta, conferma solamente che non sa neppure di che parla. Se ha da portare i documenti di una connessione tra i linfomi e l’esposizione a uranio impoverito in teatri di guerra, lo faccia, altrimenti smetta di sparare cazzate e faccia il piacere di levarsi dai piedi. Grazie.

  6. Tetragramma sardo ha detto:

    E’ purtroppo un’ulteriore dimostrazione dell’Italica versatilità nell’eterno “Teatrino dei Pupi”.
    Il fatto che il Ministero rimborsi, poi, non costituisce affatto una prova: fino a non molti anni fa riconosceva come “dipendente da causa di servizio” persino una malattia degenerativa da invecchiamento, come l’artrosi .
    Evidentemente, in questo caso (come in molti altri, davvero) si dovrebbe adottare maggiore rigore e meno spettacolo.

  7. Pingback: QUIRRA: LA NUOVA SARDEGNA SPARA… L’INCHIESTA! | ArcheoloGGia NuraGGica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...