CONTESTAZIONE AI CONSIGLIERI REGIONALI: LA SINDROME DEL TITANIC

di Gabriele Ainis

 

In realtà non è accaduto nulla di eclatante: un paio di centinaia di cittadini (definiti per lo più qualunquisti da tutti i mezzi di comunicazione e questo dovrebbe far riflettere) si è recato di fronte alla sede del consiglio regionale per manifestare la propria insoddisfazione per il provvedimento (votato di notte!) che regola le indennità dei consiglieri regionali dopo il voto al referendum. 

Ciò che stupisce non è l’accaduto, bensì i commenti, sgomenti, degli addetti all’informazione, che spaziano tra il riportare la notizia nuda e cruda e la considerazione che così non si fa, perché non è corretto e questa non è politica, è antipolitica e qualunquismo!

Da cittadini e osservatori, ciò che si nota, certo non per la prima volta, è l’incapacità di registrare la realtà. Chi si appella alla violazione della prassi politica, chi si indigna perché alla Zuncheddu e Palomba è stato impedito di parlare, pare sfugga un fatto che si potrebbe definire oggettivo: lo scollamento tra il sentire dei cittadini e l’azione politica degli addetti ai lavori, coloro che definiamo «politici», amministratori della cosa pubblica.

Certo, togliere la parola a Zuncheddu è sbagliato, chi lo nega!, si potrebbe dire «senza se e senza ma», espressione abusata che tuttavia rende bene l’idea di un fatto che non dovrebbe accadere. I presenti avrebbero dovuto farla parlare, ma poi, siamo sinceri, davvero siamo sicuri che non sarebbero seguite salve incontenibili di fischi?

Zuncheddu, poverina, è una persona forse in buona fede ma del tutto incapace di assolvere ai compiti che i cittadini si aspettano da una personalità mandata al consiglio regionale per elaborare strategie di gestione della cosa pubblica. Così, non diversamente, i Cappellacci, Lombardo e si potrebbe andare avanti dettagliando i nomi dei consiglieri uno ad uno, dalla A alla Z, senza possibilità di sbagliarsi. Negare che l’attuale classe dirigente sia desolatamente mediocre (per non dir di peggio) sarebbe del tutto idiota.

No, devo essere sincero, non sono un fautore del grillismo. Grillo, come a suo tempo Berlusconi (di cui condivide gli atteggiamenti da capo popolo) l’abbiamo inventato tutti noi, convinti che la realtà si possa piegare ai nostri desideri perché c’è un Cincinnato in grado di cavare il coniglio dal cilindro. Ci siamo convinti, non si capisce bene per quale motivo, che non esista il mondo delle cose ma solo quello delle rappresentazioni, un palcoscenico in cui è sufficiente cambiare copione per ottenere la realtà che più ci aggrada. Ieri Berlusconi ci prometteva gnocca a gogò, oggi Grillo cammina sulle acque e moltiplica i pani e i pesci, rigorosamente ecologici e biologici, ecosostenibili e privi di corruzione.

Il risultato è un «tutti a casa» (e Grillo in cattedra) che sgomenterebbe chiunque, perché non è necessario essere specializzati in scienze politiche per capire che niente uomini politici equivale a niente politica, dunque niente gestione della collettività e niente programmazione del futuro. Cioè niente futuro.

Ce la siamo cercata, tutti, poche storie, chi ha votato il Berlusca perché è facile illudersi di essere furbi (è la tecnica usata dai truffatori, fanno credere ai truffati di essere più furbi degli altri) ha avuto ciò che si meritava, ma anche gli altri, trascinati dall’illusione che bisogna essere più Berlusconiani di Berlusconi per prendere il potere, non ha fatto di meglio.

Il punto è: come se ne esce?

Se avessi la ricetta non mi chiamerei Gabriele, sarei Stampunieddu e fluttuerei a due metri da terra, però so per certo una cosa: se gli intellettuali e l’informazione (che poi sarebbe la stessa cosa) sono quelli che si indignano per quanto è accaduto di fronte al consiglio regionale, allora non ne usciamo. Abbiamo innescato una spirale che ci porterà esattamente dove finirono i nostri genitori (io ho sessant’anni suonati) quando mandarono al governo, convinti di far bene, un dittatore che distrusse l’Italia per un ventennio, determinando una tragedia dalla quale ancora non siamo usciti del tutto.

La piantino, i giornalisti, gli uomini politici, gli intellettuali, di indignarsi perché i cittadini sono smarriti e si agitano in una confusione apparentemente caotica e priva di idee. La società esprime il proprio disagio come può e, in mancanza di rappresentanza, lo fa disordinatamente, cercando chi possa interpretare i bisogni di chi realizza di avviarsi verso un futuro incerto e, per questo, cerca di individuare un responsabile.

Abbiamo bisogno di intellettuali forti, di persone che parlino chiaro, che dicano apertamente che la Sardegna non eviterà un futuro prossimo terribile se non la smettiamo di pensare che tanto ci sarà il solito Pantalone disponibile ad aprire le tasche per noi.

Basta puttanate come la sovranità, le alleanze alle prossime regionali, i partitini da 0,01%, le stupidaggini dei Bolognesi di turno che invocano la LSC e le stronzate dei Soru, valenti imprenditori, Berlusconi di sinistra.

Avremmo bisogno di politica, buona politica e buona intellettualità, ma soprattutto responsabilità di coloro che sanno di poter parlare alle persone. Possiamo sperare in un piccolo, minimo, sussulto di orgoglio da parte di chi è abituato ad essere ascoltato, tra giornali, radio e TV? Possiamo sperare che costoro la piantino di esibire la padronanza del sardo e ci raccontino che dobbiamo ritrovare la coesione, tutti assieme, perché ci stiamo avvicinando a una situazione di non ritorno che ci rimanderebbe indietro di mezzo secolo?

Di fronte al consiglio regionale c’erano delle persone, semplici cittadini, come me e altri, smarriti e preoccupati. È assurdo continuare a parlare di poveri politici perseguitati dal qualunquismo in un momento in cui non è questo il problema. Aprano gli occhi, i giornalisti, i professori che hanno tempo da dedicare ai blog (e meno ai propri studenti): la Sardegna ha bisogno di politica vera, in caso contrario saranno quei cittadini che sono andati di fronte al consiglio regionale a farsi male da sé e si trascineranno dietro coloro che non hanno intenzione di aprire gli occhi.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

416

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in PoLLitica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...