CHIUDIAMO QUIRRA? MA NEPPURE PER IDEA!

di Gabriele Ainis

 

«[…]è scaturita l’esigenza – condivisa da tutti i Gruppi politici – di non rinviare alle conclusioni che la Commissione rassegnerà alla Presidenza del Senato al termine del suo mandato, ma di pervenire, con ogni consentita urgenza, all’approvazione di una Relazione Intermedia sull’argomento, dovendosi pronunciare su situazioni che richiedono risposte forti e tempestive.»

Lo dice la Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito,

 presentando una “Relazione di medio termine sulla situazione dei poligoni di tiro”. Come dire che, avendo riscontrato uno stato di profonda preoccupazione in merito alle condizioni ambientali di alcuni poligoni, ritiene necessario non attendere la scadenza naturale della commissione, proponendo azioni immediate che possano scongiurare l’aggravarsi di una situazione particolarmente inquietante e potenzialmente pericolosa per la salute pubblica.

Ci sarebbe da spellarsi le mani, ovvio: hai visto mai che i politici abbiano finalmente preso ad agire con prontezza, senza tante palle, affrontando i problemi per le corna? Il poligono di Quirra è dannoso per la salute dei cittadini? Allora chiudiamolo, bonifichiamo il territorio interessato da grave inquinamento restituendolo alla comunità dei cittadini e tanti saluti, senza pensarci due volte. Bravi, bene, bis!!

La prossima volta voto Scanu, anzi gli faccio anche campagna elettorale e convinco tutti i miei amici leghisti! Tanto hanno tutti una casa in Sardegna (vuota per undici mesi all’anno, ma comunque un buon investimento) gli faccio prendere la residenza per il periodo sufficiente ad esercitare il diritto di voto, poi che se tornino pure in Val Brembana, Val Seriana, Val Chiusella, Val d’la Ciornia: l’importante è eleggere un eroe come Scanu!

«In particolare, la presunta individuazione di una causa alla base di denunciate patologie e decessi vede confrontarsi ipotesi diverse, spesso corredate di considerazioni e dimostrazioni solo verosimilmente ma non definitivamente scientificamente solide, e nessuna di queste sembra poter fornire assoluta evidenza di un deterministico rapporto causa-effetto tra fattori di rischio considerati ed effetti sulla salute umana e animale Un momento, chi diamine si permette di contestare i dati inequivocabili che legano i fattori di rischio introdotti dalla presenza del PISQ alla salute pubblica?

La stessa commissione! E inoltre:

«[…] non sono state riscontrate tracce significative di uranio impoverito nel Poligono Interforze di Salto di Quirra».

Calma, vediamo di orientarci: non ci sono evidenze scientifiche che il poligono influisca sulla salute pubblica, non c’è uranio impoverito… dove starebbero allora le gravi ragioni di urgenza che richiedono provvedimenti immediati?

Sarà bene essere chiari fin da subito: i poligoni militari sono una vera e propria ciofeca, in Sardegna come in qualunque altro luogo, su questo non può esserci il minimo dubbio. Pertanto, se davvero la politica decidesse di chiuderli e bonificare (posto che la bonifica abbia senso!) ben venga, senza tante storie e palle.

Resta tuttavia un piccolo problema, che a mio avviso dovrebbe mettere sul chi va là chiunque desideri vivere in uno stato di diritto in cui le decisioni della politica devono essere chiare, trasparenti ed avere un senso compiuto. Dove stanno queste gravi cause che spingono ad un’azione immediata?

Bisogna leggere tutta la relazione, per capire che il nodo centrale è l’inchiesta condotta dal Procuratore di Lanusei, Fiordalisi, quello che riporta la deposizione del figlio della signora che è morta di tumore perché mangiava le radici raccolte sotto i carri armati, la nascita delle bestie deformi, il torio nel formaggio (una forma!) e nelle ossa dei pastori esumati (per i quali, però, esclude che abbia avuto un ruolo nel danneggiarne la salute!). In definitiva una lunga serie di «forse», di pretesi indizi che di scientifico non hanno assolutamente nulla, tanto che la stessa commissione deve dichiarare apertamente che uranio impoverito non ce n’è così come non è stata trovata alcuna connessione tra PISQ e salute: contenti?

No, per niente, ma non perché si ventila la possibilità di chiudere il PISQ…

Un momenti: chiudere il PISQ? E dove sta scritto?

Da nessuna parte, naturalmente. Farei sommessamente notare che in tutta la relazione della commissione non c’è il minimo accenno alla possibilità di chiudere i poligoni, se non nell’ottica di uno snellimento delle forze armate. Come dire: siccome razionalizziamo l’esercito, allora non abbiamo più bisogno di tutti questi poligoni. E infatti si propone: «[…] la progressiva riduzione dei Poligoni di Capo Frasca e di Capo Teulada e la concentrazione di tutte le attività sostenibili nel Poligono Interforze di Salto di Quirra […]»

Chiaro? Vediamo di tradurlo in poche parole: Siccome i poligoni di Capo Frasca e Teulada non ci servono più, perché ne abbiamo troppi e i soldi per gestire tutta questa roba non bastano, allora cogliamo la palla al balzo e usiamo tutto il casino mediatico creato dalla Sindrome di Quirra, così sfruttiamo la situazione e ci facciamo belli di fronte all’opinione pubblica!

E le bonifiche?

Ma quali bonifiche? Cosa dobbiamo bonificare se ancora non sappiamo in quali termini il poligono sia inquinato? Ed infatti il Generale Ludovisi, audito dalla commissione, dichiara candidamente (e correttamente) di non sapere quanto possa costare un’eventuale bonifica perché non si sa bene cosa bonificare!

Fa niente, perché anche se non c’è uranio e non si dimostra che la salute pubblica è in pericolo, bisogna: «avviare, senza alcun ulteriore indugio, l’opera di bonifica radicale, coerentemente con le indicazioni sulla criticità della condizione ambientale, delle zone emerse dai progetti di caratterizzazione condotti e dall’indagine della Procura della Repubblica di Lanusei;»!

Fantastico, così, se per caso l’inquinamento c’è davvero e magari non lo sappiamo, ci illudiamo di aver «bonificato» mentre in realtà non abbiamo fatto un belino di niente!

Consoliamoci: se non altro la commissione recepisce la necessità di portare a termine nel più breve tempo possibile l’indagine epidemiologica decisa dalla R.A.S. e speriamo che ciò avvenga, perché i cittadini che vivono attorno ai poligoni avrebbero necessità di avere una risposta scientificamente dignitosa ai propri (e sacrosanti) dubbi!

Nel frattempo godiamoci le scempiaggini mediatiche dell’informazione isolana (e non solo, cazzate su Quirra ne sono comparse ovunque!) e attendiamo la prossima puntata della telenovela: tanto a noi sardi piace così, tutti seguaci del Dio Tafazzi e mai completamente soddisfatti di frammentarci coscienziosamente le palle. Secondo me, se davvero la SharDNA riuscirà a sequenziare il DNA di noi sardi, scoprirà che esiste un gene specifico per questo: prenderci a bottigliate sulle palle ci piace e ne andiamo orgogliosi!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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