QUIRRA: TRA URANIO IMPOVERITO E PEDOFILIA

di Gabriele Ainis

 

Tutti assolti. Gli imputati di pedofilia di Rignano Flaminio sono stati riconosciuti innocenti perché «Il fatto non Sussiste»!

Poco male: tutto grasso che cola per le trasmissioni del pomeriggio e per l’imperdibile Salvo Sottile, quello che costruisce saggiamente le trasmissioni sul nulla mandando giornalisti in giro per l’Italia a riferire fatti che si possono leggere sul sito dell’ANSA, seduti comodamente nel proprio ufficio. Però fa figo dire: «Dal nostro inviato a…», che leggerà i lanci dell’ANSA seduto in macchina e costretto a fare pipì in un bar o dietro un cespuglio. Il mestiere di giornalista, si sa, è pericoloso.

In ogni caso, ci penseranno gli opinionisti, dai criminologi pacati a quelli d’assalto, dalle giornaliste ex-bellocce agli ex-generali dell’arma a caccia di DNA. L’importante non sarà certo analizzare i motivi per i quali cinque cittadini – per i quali era stata richiesta una condanna a dodici anni di reclusione, mica noccioline – vanno assolti perché non è successo niente (questo significa «Il fatto non sussiste») bensì analizzare i «lati oscuri», straparlare dei perché e dei percome in tre battute tre, perché la trasmissione ha bisogno di ritmo e c’è Parolisi che incalza e Melania Rea che chiede giustizia, senza dimenticare il mitico cane molecolare Osso che spisciacchia a destra e a manca, tocco davvero di classe.

Cosa resta davvero, a parte l’ovvio ricorso in appello della procura e un secondo processo, cui seguirà l’immancabile ricorso in cassazione?

Resta molto moltissimo, ma citiamo almeno tre aspetti. Prima di tutto le vite sconvolte dei bambini. Poi quelle distrutte degli accusati (che rimarranno comunque colpevoli per una fetta non piccola di opinione pubblica). Infine, fatto del tutto secondario, ma importante per noi cittadini, un altro esempio eclatante del clamoroso fallimento dell’informazione e della strana commistione tra la pratica della giustizia e il giornalismo.

Ci ricordiamo degli articoli in prima pagina in cui si citavano i fatti incontrovertibili, le prove certe, anzi certissime, e l’«uomo nero», il povero benzinaio di colore indicato come vero e proprio deus ex machina dei gravissimi fatti di pedofilia? Ci ricordiamo le dichiarazioni degli inquirenti? E la successiva scomparsa dalle indagini dell’uomo nero diventato improvvisamente bianco o trasparente perché (fortunatamente) riconosciuto del tutto estraneo ai fatti (che poi semplicemente non c’erano, come afferma la sentenza)?

Già allora le Barbare Palombelle erano impegnatissime a concedere le proprie illuminate opinioni e non si dubita che continueranno ad andare avanti, perché guadagnarsi pane e caviale seduti in una poltrona, al calduccio, in uno studio televisivo è terribilmente comodo, mentre è assai più problematico fare davvero informazione e diventare spesso antipatici.

Bene: il caso di Rignano Flaminio potrebbe diventare uno degli esempi paradigmatici di come non si conduce un’inchiesta di pedofilia e di come non si fa buon giornalismo e tutto ciò a danno proprio di coloro che si dice di voler proteggere: i bambini.

Eppure, anche senza scendere nei dettagli dell’inchiesta della magistratura e delle indagini condotte con sconvolgente superficialità, appariva evidente fin da allora come un tribunale non avrebbe potuto emettere altra sentenza se non un’assoluzione, visto che la vicenda si basava solo ed esclusivamente su dichiarazioni di bimbi ottenute senza il minimo controllo scientifico e sul panico di un gruppo di poveri genitori sconvolti da una vicenda più grande di loro e facile preda di giornalisti ansiosi di stare sul pezzo. Quindi fiato alle trombe e fiato alle dichiarazioni degli inquirenti, brutta abitudine che porta alle sentenze pronunziate dalla GGente prima che nei tribunali, come dimostra recentissimamente l’altro tremendo esempio della bomba di Brindisi e del tentati vo di linciaggio di un poverino del tutto estraneo ai fatti!

Ed ora? Poche storie: si continuerà a rimescolare il minestrone, perché nessuno dei giornalisti che allora si pronunciarono in favore della colpevolezza ne vorrà sapere di riconoscere la propria incompetenza, così come una procura che ha chiesto una condanna a dodici anni di reclusione non potrà certo ammettere di aver condotto l’inchiesta con una sconcertante ignoranza e mancanza di professionalità. La storia di quella scuola diventerà un esempio da citare per coloro che, davvero pedofili e violentatori di bambini, potranno valersi di quanto accaduto per invocare l’errore giudiziario e trarne vantaggio, con buona pace dei bambini che vengono molestati ogni giorno, spesso in casa e in ambito familiare, senza uomini neri che invece fanno tanto comodo all’immaginario collettivo, perché citare i padri che molestano i figli o i preti che allungano le mani sui bambini a loro affidati non fa piacere al quieto vivere di tutti noi.

Un complimento alle Palombelle che continueranno ad imperversare, ai Sottili, ai cani molecolari e agli ex generali a caccia di DNA: dei bambini non frega un accidente a nessuno!

E Quirra?

Quirra è la copia aggiornata di Rignano Flaminio: in questo caso un esempio eclatante di come non si fa un’indagine su un presunto reato di pedofilia, in quello di come non si fa un’indagine su un presunto reato di inquinamento. Stessa pochezza da parte di magistrati e inquirenti, stessa passione (lodevole?) da parte di entrambi, stessa ignoranza dei giornalisti interessati al titolo di testa di un TG (locale) e non ai fatti, dunque stesso sensazionalismo!

Chi se ne giova? E chi altri se non coloro che hanno tutto l’interessa a lasciar correre le (eventuali, tutte da dimostrare) porcherie combinate nei poligoni? Se davvero ci sono state attività illegali e potenzialmente pericolose per la salute pubblica (o, forse peggio, attività legali, potenzialmente pericolose per la salute pubblica) i responsabili potranno stare tranquilli: nel gran casino sollevato dalle indagini approssimative e fantasiose di Fiordalisi (con l’aggravante dell’evidente buona fede), ma soprattutto nell’enorme confusione causata da un’informazione ignorante e pretenziosa, potranno defilarsi facilmente!

Naturalmente noi siamo contentissimi e attendiamo con ansia la prossima puntata della famosa trasmissione condotta dal famoso giornalista/scrittore/opinionista di turno: ce lo dirà lui/lei quanti e quali misteri ci sono. Vuoi vedere che Quirra è una succursale dell’Area 51 e non ce n’eravamo accorti?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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