MELISSA NON C’E’ PIU’

di Boicheddu Segurani

 

C’è stato qualcuno che ha progettato ciò che è accaduto. Qualcuno che ha pensato a come costruire una bomba. Forse ne ha discusso con altri. Hanno prodotto disegni, schemi, ipotesi. Magari hanno litigato su un paio di dettagli bevendoci sopra un bicchiere di vino. A un certo punto avranno avuto fame e avranno mangiato qualcosa.

C’è stato qualcuno che si è procurato tre bombole di gas, il timer, che ha assemblato l’ordigno. Che ha caricato le bombole in macchina, le ha portate di fronte alla scuola, le ha scaricate e poi ha innescato il timer. Sarà stato contento perché nessuno l’ha visto. Che fortuna!

Poi ha aspettato.

A che ora avrà lasciato le bombole: di notte? Col buio? Alle undici, a mezzanotte?

Quanto saranno durate, per lui, le sette, otto, nove ore prima che l’esplosione uccidesse una ragazzina di sedici anni mandandone altre all’ospedale in fin di vita, sfigurate, orrendamente ferite? Sarà stato ansioso? Preoccupato che non funzionasse? Che l’esplosione non sortisse il risultato previsto?

E poi, a cose fatte, si sarà stizzito perché ne è morta solo una? Perché voleva ammazzarne tante, tantissime? Dieci l’avrebbero soddisfatto? Venti?

Si sarà allontanato oppure è rimasto a portata d’orecchio per sentire il boato dell’esplosione? Ne sarà stato orgoglioso? Avrà acceso subito la radio, la tele, oppure si sarà connesso in rete per leggere avidamente le notizie?

E adesso, alle undici di notte, starà dormendo per riprendersi dalla fatica o sarà incollato alla televisione per ascoltare le opinioni sconnesse degli uomini d’immagine, tutti in fila, pazienti, in attesa di un microfono?

Chissà cosa passa per la testa di uno così, uno che ordina una strage, uno che la pianifica, uno che l’esegue, uno che guarda il risultato recriminando perché sarebbe potuta riuscire meglio.

Per la verità mi interessa poco.

Non m’importa cosa passi per la testa di questa gente e per quale motivo qualcuno abbia ordinato una strage, qualcuno l’abbia pianificata e qualcun altro l’abbia eseguita. Non m’importa neppure di sapere se sia uno solo, o tre, dieci, cento.

Neppure sono curioso di sapere se stiano guardando la tele o no, se siano soddisfatti o meno.

Però sono certo, del tutto sicuro, che qualunque sia il motivo che li ha portati a pianificare un massacro di ragazzine di fronte a una scuola, non l’avranno vinta. Forse non sapremo mai chi siano, potrebbe capitare, ma non ci faremo spaventare. Lunedì riapriranno le scuole e ci daremo una mano tutti assieme impugnando la democrazia per rispondere agli assassini, qualunque sia la loro provenienza e qualunque siano i loro obiettivi. Che le indagini portino a qualcosa o no, la collettività risponderà in modo forte.

Dobbiamo farlo per tutti noi, ma soprattutto per Melissa, che non c’è più e per le altre che cercano di lasciarla andar via da sola.

Anche per loro, dobbiamo vincere.

 

boicheddu.segurani@virgilio.it

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2 risposte a MELISSA NON C’E’ PIU’

  1. graziano ha detto:

    Con la ricchezza della cultura,del libero scambio delle idee e delle esperienze,con il sereno convivere nella vita con tutta la forza del crescere insieme come “esseri viventi” riusciremo ad avvilire e deprimere questi “esseri bestia” poveri con la loro violenza vigliacca.Saluti Graziano

  2. Tetragramma Sardo ha detto:

    S’applica ancora benissimo, seppure scritto settecento anni fa:
    “Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave sanza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di province, ma bordello! ”
    (Dante, Purgatorio, Canto VI, 76-78)
    E l’amara considerazione che facciamo è purtroppo simile a quella di Roberto Gervaso:
    ” Chi dice che l’inferno è nell’aldilà conosce male l’aldiquà”.

    Che brucino eternamente nell’Inferno e vi si contorcano soffrendo orribilmente.

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