1948-2012: 64 ANNI DI OCCUPAZIONE DELLA PALESTINA

Associazione Amicizia Sardegna Palestina

 

Il punto in un incontro-dibattito che si terrà il 17 maggio 2012 alle 17,00, in viale S.Ignazio 78, presso l’aula magna della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari

Nel corso dell’incontro, si affronterà l’irrisolta questione dei rifugiati politici palestinesi.

 

Da 64 anni, dal 1948, il 15 maggio di ogni anno il popolo palestinese commemora, ovunque si trovi, l’anniversario della Nakba (letteralmente, “catastrofe”), ossia, l’espulsione di 900 mila palestinesi dalle loro case in Palestina da parte delle bande terroristiche sioniste, come Haganah, Stern e l’Irgun di Menache Begin,  l’esecutore materiale del tristemente famoso massacro di Deir Yasin, villaggio palestinese alle porte di Gerusalemme, il 9 aprile del 1948, dopo qualche settimana dal quale, e due anni di pulizia etnica, le stesse bande terroristiche sioniste proclamarono la nascita dello stato israeliano sulle macerie del popolo palestinese.

La Nakba è la pulizia etnica: espulsione,  massacri ovunque in Palestina, 532 villaggi e 9 città palestinesi furono distrutte.

La continuazione delle pratiche coloniali sioniste, apartheid, prigionia e tortura, bombardamenti indiscriminati, demolizioni di case, furto della terra, sono tutti crimini contro l’umanità compiuti da Israele ai danni del popolo palestinese, che poi non si sono mai arrestati, grazie anche alla complicità e al silenzio della comunità internazionale sulla conduzione della pulizia etnica e sulla costruzione delle colonie sulle terre della Palestina. 

Nel corso dell’incontro-dibattito, in diretta dal campo profughi di al-Baddawi in Libano, testimonieranno la loro drammatica vicenda umana alcuni reduci dell’espulsione del 1948.

All’incontro-dibattito interverrà anche la parlamentare palestinese, Khalida Jarrar, che parlerà delle condizioni dei duemila detenuti palestinesi nelle prigioni israeliane che hanno iniziato il 17 aprile 2012 un lungo sciopero della fame per chiedere la fine della detenzione amministrativa, dell’isolamento e delle altre misure punitive contro di loro, tra cui il divieto di ricevere le visite dei familiari e di studiare all’università. 

 

nmelis@unica.it

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