I GIORNALISTI DI QUIRRA: TRE DILETTANTI ALLO SBARAGLIO (PER TACER DEL GIUDICE)

di Gabriele Ainis

 

In Italia, per leggere in un giornale qualcosa di vagamente simile all’informazione scientifica, è necessario razzolare dalle parti de La Repubblica (il gruppo pubblica l’edizione italiana di Scientific American) o di qualche blogger illuminato de Il Fatto. Per il resto è una disperante parata di ignoranti (detto in senso squisitamente tecnico, colui che ignora) abilitati tuttavia alla gestione dell’informazione, quindi alla formazione di quella che viene chiamata l’Opinione Pubblica.

Se possibile, in Sardegna è anche peggio, come dimostra l’informazione riguardante la pazzesca storia delle ben note indagini sul poligono di Quirra, ritornate prepotentemente alla ribalta (isolana) dopo la richiesta di rinvio a giudizio per venti imputati tra militari e tecnici, ma soprattutto dopo l’audizione del sostituto procuratore della repubblica Fiordalisi presso la Commissione parlamentare di inchiesta sull’esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all’uso dell’uranio impoverito.

Per chi conosce il metodo scientifico per averlo praticato, l’ascolto dell’audizione e la successiva lettura degli articoli sui quotidiani sardi (SQ, L’Unione, la Nuova) restituisce un senso di straniamento, come se gli estensori dei pezzi non avessero ascoltato le parole del procuratore di Lanusei (tra l’altro spesso in conflitto con la lingua italiana e con la terminologia tecnica) o se, avendo ascoltato, poco (o nulla) avessero capito).

Tanto per esser chiari, sarà bene riassumere i quasi cento minuti di esposizione e domande nei punti salienti, pochi e chiarissimi:

1)      come dichiarato testualmente dal procuratore: non esiste alcuna prova di una connessione causale tra il preteso inquinamento del sito (poi dirò perché «preteso») e il verificarsi di morti o malattie di alcun tipo per esseri umani o animali;

2)      l’analisi delle modalità di determinazione dell’inquinamento del sito è basata su supposizioni prive del minimo riscontro scientifico, trattandosi di ipotesi di lavoro legate a conclusioni parziali desunte da perizie di parte; come sia avvenuto l’inquinamento e di che tipo di inquinamento si tratti non lo sa nessuno e Fiordalisi non è in grado di dimostrarlo;

3)      non è stata portata alcuna prova della presenza di uranio impoverito ma soltanto un’ipotesi sui motivi per i quali non si sarebbe trovato!

Tutto il resto della traballante esposizione del procuratore, è un insieme di argomentazioni ascientifiche basate su circostanze episodiche (vera perla il racconto di un figlio che ricorda come la madre si sia ammalata di cancro dopo aver mangiato le radici raccolte sotto un carro armato!) veri e propri pettegolezzi raccolti dalle deposizioni della popolazione locale, certamente in buona fede (e ci mancherebbe) ma prive del minimo riscontro epidemiologico. Non per nulla, altra perla rara, il candido procuratore dichiara come un’analisi epidemiologica sia inutile perché non si conoscono i termini dell’esposizione agli inquinanti, avvenuta probabilmente nel corso di decenni di esercitazioni e con modalità impossibili da determinare!

In poche parole, un magistrato, evidentemente non in possesso di un bagaglio scientifico sufficiente a capire la complessità del problema, si affida a riflessioni che farebbero inorridire qualunque ricercatore scientifico, mostrando di non sapere cosa significhi «dimostrare scientificamente» una tesi (commoventi le argomentazioni sui maialini con sei zampe e Polifemo, l’agnello con un solo occhio!).

Per fortuna, e ci mancherebbe!, Fiordalisi specifica con attenzione che quanto illustra è posizione di parte, tutta da dimostrare nell’eventuale contradditorio di un’aula di tribunale.

Bene, è facile prevedere che si andrà a giudizio (nessun GUP è in grado di decidere sui due piedi se la montagna di argomenti portata da Fiordalisi abbia senso o meno, dalle bizzarre critiche sui metodi di campionamento, ai Polifemi vari) così com’è facile immaginare che in aula il procuratore non avrà vita facile perché gli avvocati e i periti di parte gli faranno le domande giuste, non le sconcertanti banalità dei membri della Commissione (incredibili le assurdità di Scanu, PD, che ha capito meno di Fiordalisi, o la collega che domanda cosa sia il Centro Sviluppo Materiali!). Altro tema riguarderebbe il reato ipotizzato, cervellotico anch’esso, ma non ne ho la competenza, mi limito ad osservare che mi pare un arrampicarsi sugli specchi (ah il Rapace Pubusa: perché non ne parla?).

Domanda: possibile che nessun giornalista abbia compreso lo stato delle cose? Eppure il procuratore afferma chiaramente come non ci siano nessi causali, aggiunge come la sua esposizione riguardi tesi di parte da dibattere in aula! Perché rincorrere le sciocchezze sui Polifemi, le malformazioni e i casi sdi cancro senza specificare che ci si trova di fronte a ipotesi, per quanto legittime e comprensibili?

Non so. Forse davvero ignoranza, oppure incapacità di affrontare il peso di una notizia, perché è molto più semplice assecondare gli umori popolari piuttosto che assumere una posizione scientificamente corretta, come avviene di norma nella divulgazione scientifica italiana, piena zeppa di orrende idiozie spesso funzionali a ben precisi interessi di parte.

Però una bella sceneggiatura per un film comico, magari interpretato da paolo Rossi che mostra una vaso con una pianta di Marjuana chiamandola Geranio Impoverito: un vero spasso!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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23 risposte a I GIORNALISTI DI QUIRRA: TRE DILETTANTI ALLO SBARAGLIO (PER TACER DEL GIUDICE)

  1. Franco Anedda ha detto:

    Stupenda analisi, torno ad avere fiducia nell’intelligenza umana.

  2. Annesedda Macca ha detto:

    Gentile Ainis (maestro di stile)
    sono sicuro che ormai siano numerosi coloro che come me ogni giorno fanno una capatina su questo blog, leggono e vanno via senza commentare e con il rammarico di non poter commentare perchè i Suoi articoli (?) difficilmente lasciano spazio alla discussione (posto che a Lei interessi suscitare una discussione).
    Anche questo post è, sembrerebbe, indiscutibile.
    La domanda che Lei non pone, e che io mi pongo, rispetto a Quirra e alla sua ormai surreale storia, giornalisticamente parlando, è: i cittadini hanno diritto di sapere la Verità? e se si, come si arriva ad avere una informazione scientificamente corretta e politicamente discutibile?
    Io di torio e di uranio so un accidente, come il procuratore Fiordalisi, ma rilevo delle “stranezze” in un territorio preciso; non ho nessun titolo per dire, e non lo faccio, che esiste un nesso causale fra le due cose ma da qualche parte dovrò pur indagare per darmi ragione delle stranezze rilevate. O è scientificamente provato che le miniere d’argento dismesse siano causa di tumori e malformazioni?
    A me sembra che il tentativo di andare a giudizio sia una maniera di forzare una risposta che lo Stato deve dare ai cittadini; Fiordalisi è procuratore della Repubblica e non è scienziato, io sono un cittadino e non sono nè procuratore nè scienziato e pongo una domanda – attraverso il procuratore Fiordalisi – che attiene la convivenza tra me e il poligono militare di Quirra.
    Umilmente,
    A.Macca

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Annisedda Macca,
      Le rispondo con la consapevolezza che con ogni probabilità non riuscirò a spiegarmi per almeno due motivi:
      1) abbiamo poca dimestichezza con il metodo scientifico (intendo come comunità dei cittadini);
      2) il metodo scientifico è una soluzione (per certi versi) cui non siamo evolutivamente preparati (ed infatti spesso tendiamo a non credere ai risultati scientifici).
      Partiamo dall’inizio: lei mi domanda se i cittadini abbiano il diritto di conoscere la «verità». Il punto è che una «verità scientifica» è altro da ciò che comunemente s’intende, così come una «verità processuale» è ben altro dalla «realtà dei fatti».
      Lei osserva correttamente come a Quirra si registrino delle «stranezze», ma queste sono ben altro dalla dimostrazione che a Quirra ci siano state delle morti (o malformazioni o malattie) causate da un preteso inquinamento. Non solo: non ci sono neppure prove certe che ci sia un inquinamento potenzialmente pericoloso (ad esempio, Fiordalisi specifica che il torio trovato nelle ossa dei pastori riesumati non si può mettere in connessione con un possibile danno)! Le «stranezze» di cui Lei parla si formano attraverso un meccanismo che non ha nulla di scientifico, altrimenti bisognerebbe convincersi che esistano le persone che portano sfortuna, che la Madonna compaia a Lourdes e compia i miracoli e gli oroscopi abbiano senso (lo dico diversamente: maialini con sei zampe ne compaiono dappertutto, così come si muore di leucemia ovunque: il fatto che accada anche a Quirra non dimostra che ci sia un nesso con l’inquinamento, posto che ci sia).
      Il territorio di Quirra è inquinato? Penso proprio di sì, ma è un poligono attivo da così tanto tempo che sarebbe sciocco pensare il contrario. Vuole che un territorio in cui si fanno esplodere ordigni per decine d’anni non contenga percentuali elevate, ad esempio, di metalli pesanti?
      Sono state violate delle leggi? Questo è un è problema del tutto differente, perché negli anni la legislazione in tema ambientale è cambiata ed è divenuta (fortunatamente) sempre più restrittiva. Il punto è che, posto che l’inquinamento ci sia, circostanza ancora da dimostrare, nonostante le affermazioni di Fiordalisi, sarà impossibile capire come e quando si sia determinato.
      L’inquinamento ha causato un danno? Ad oggi non c’è alcun dato in grado di dimostrarlo, come proprio Fiordalisi ha detto chiaramente! Prova ne sia che non ci sono rinviati a giudizio per specie legate a danno biologico!
      Fiordalisi ha sbagliato? Secondo me sì, perché fin dall’inizio ha agito basandosi sulle proprie (molto limitate, in tutta evidenza) competenze scientifiche. A mio (modesto) avviso avrebbe dovuto consultarsi con un esperto epidemiologo prima di disporre perizie e analisi, discutendo con lui preventivamente le modalità attraverso le quali poter arrivare a qualcosa di credibile, piuttosto che parlare di maialini, polifemi e mamme che raccolgono radici. Allo stato attuale ha speso una marea di soldi per rimanere ad uno stadio deludente: spendendo gli stessi soldi con maggiore cognizione di causa avrebbe forse potuto raggiungere risultati migliori.
      Infine la sua convivenza con Quirra. È un problema che esula dalla scienza: io potrei dimostrarle «scientificamente» che il livello di inquinamento di Quirra è inferiore a quello di un campo di carciofi (o che un pomodoro «biologico» è inquinato quanto un pomodoro da coltura non biologica), ma lei probabilmente preferirebbe vivere accanto ai carciofi (e mangiare il pomodoro biologico). Badi bene che non le assegno la patente d ignorante, ma stiamo davvero parlando su piani diversi: ciascuno di noi vive come gli pare (correttamente) e sceglie in base ai parametri che preferisce.
      Infine, come avrà notato, mi interesso di giudici e giornalisti, nel caso specifico entrambi meno che mediocri. Non le pare che giornalisti degni di tal nome avrebbe ro quantomeno dovuto segnalare i problemi che ho sollevato io? Ecco, in questo caso sono ragionevolmente certo di non sbagliarmi: sono, almeno, ignoranti (la buonafede non si discute mai, a meno che non si sia magistrati).
      Cordialmente,

  3. Annesedda Macca ha detto:

    Gentile Ainis
    la sua risposta è molto chiara; ovviamente quoto in toto la sua disamina sui giornalisti e l’informazione ma, sa com’è, viviamo in tempi di democrazia a buon mercato dove anche l’ignoranza è un diritto e non una manchevolezza.
    La ringrazio con sorriso

  4. andrea ha detto:

    Ma quella dei 3 giornalisti è veramente ignoranza dilettantistica o cosciente malafede? Questo è il dilemma.

  5. mauri ha detto:

    ….io consiglio il libro: l’olio di lorenzo…perchè alla fine è tutto una questione economica finanziaria…scentificamente provato!!!….chi è morto pace all’anima sua,chi è in vita c…i suoi!! ..ecco quello che la mia mente mediocre capisce delle sue parole…

    • carolfra ha detto:

      Sig. Mauri lei altro non è che il Maurizio Mancosu che su facebook su quirra.it dice le stesse cose:”leggete l’olio di lorenzo”. Mi fa ricordare tanto un certo “farmacista” che alla fine dei suoi interventi proponeva una colletta per un certo microscopio…
      La saluto.

  6. Gabriele Ainis ha detto:

    Gentile Mauri,
    concordo con lei: la sua mente è mediocre. Tuttavia glielo rispiego: agendo come i giornalisti di cui parlo, come la commissione parlamentare di cui parlo, come il procuratore di cui parlo, si finisce per incasinare le cose ed ottenere risultati opposti a quelli che si dichiara di voler perseguire. Ha capito? No?
    Ancora una volta: lavorando male, come hanno fatto e continuano a fare giornalisti, magistrati e politici come questi, si fa il gioco di coloro che si vorrebbe contrastare.
    Se non ha acnora capito provi a mangiare più pesce; non serve a nulla, ovviamente, ma la saggezza popolare invita ad assumere più pesce nell’illusione che il fosforo faccia bene al cervello; bisognerebbe anche averne uno, ma in ogni caso il pesce è buono.
    Buon appetito.
    Cordialmente,

  7. mauri ha detto:

    bene ora è stato chiaro,vuole gente competente che in modo INCONFUTABILE dimostri che ormai la gente è fottuta…contaminata…danneggiata…ecc ecc …buono il pesce..

  8. mauri ha detto:

    io consiglio il libro..l’olio di lorenzo…perchè sono dell’opinione che a volte bisogna diventari esperti della propria ignoranza…..

    • andrea ha detto:

      sì signor mauri, l’ha già scritto. in un libro troveremo l’illuminazione con tanto di inconfutabile prova SCIENTIFICA su questa fantomatica questione economica e finanziaria. evviva.

  9. argiolasfabio ha detto:

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  10. Zaneddu ha detto:

    Caro Ainis,

    lei ha perfettamente ragione. La vicenda del poligono di Quirra è davvero un case history molto interessante: mostra esattamente come condurre una perfetta indagine campata per aria.

    Ma soprattutto fa capire quanto il senso comune – opportunamente ideologizzato e basato su una qualche correlazione esistente – sia sempre prospero e continui a insidiare il metodo scientifico e la ricerca sistematica di relazioni di causa-effetto, soprattutto in coloro che dovrebbero affrontare in modo rigoroso un fenomeno così importante come i possibili effetti sulla salute di una attività umana.

    Beninteso, non mi piacciono i militari e le armi: per quanto mi riguarda il poligono potrebbe anche levare le tende da domani; però imbastire un processo senza un reato, senza una vittima accertata e, di conseguenza, senza alcuna responsabilità, è davvero preoccupante.

    By the way: complimenti per il suo blog. L’ho scoperto da pochissimo e mi fa piacere che ci siano teste pensanti in questa terra intellettualmente sgarruppata.

  11. Bastanegazionismo ha detto:

    ma di cosa stai parlando se è stato trovato il torio che è peggio dell’uranio se si sa che son stati sparati migliaia di missili al torio se il procuratore ha detto che è stato trovato il torio con altre sostanze che escludono il fatto che sia torio naturale, ma di che diavolo di prove scientifiche parli

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Bastanegazionismo,
      è grazie ai poveri ignoranti come lei che chi inquina continua a farlo impunemente.
      Capisco che lei non riesca a distinguere tra “prove” e “chiacchiere” (le sue) però almeno potrebbe provare a leggere (sa leggere?) oppure ad ascoltare ciò che dichiara il Procuratore.
      Per tacere dei cretini che neppure capiscono chi siano gli amici e i nemici!
      Cordialmente

  12. Ogliastra ha detto:

    Vorrei precisare che il torio è presente in quantità industriali nel rivestimento degli elettrodi per saldatura dei metalli (vari tipi di acciai), è molto probabile che se si analizza la terra dell’area dell’INTERMARESARDA ad Arbatax dove vengono costruite piattaforme petrolifere (quindi si utilizzano tonnellate di elettrodi da decenni), nei 4 o 5 ettari utilizzati ad Arbatax troveremo valori di torio e altri metalli pesanti decine di volte superiori a Quirra&Cardiga, solo che nessuno ne parla o ha mai provveduto a fare i dovuti controlli scientifici… Spero solo si chiarisca (in modo serio e coscienzioso) quanto prima tutta la situazione!!!

  13. Luca ha detto:

    Indubbiamente il procuratore fa il suo mestiere.
    Amiamo credere che ogni persona che abbia determinate funzioni e poteri annessi, dati in consegna dallo Stato, siano persone super partes, alla sola ricerca della Verità e della Giustizia per tutti. Non sempre è così.
    E’ noto che ci sono persone che non amano la caccia, come persone che non amano la carne o il calcio. E ci sono persone che non amano certe ideologie, movimenti di pensiero. Ma quando rivestono una carica pubblica non devono fare dei distinguo nei confronti di categorie di persone che non sopportano fin dai tempi del liceo e dell’università.
    E non devono cercare rivalse, vendette o creare mostri con la copertura del loro potere.
    Per farla breve, è notorio che in Sardegna e fuori ci sono persone che vedono i militari come il fumo negli occhi. Indubbiamente non servono a niente; secondo il loro criterio una divisa vuol dire repressione e fascismo, e loro vogliono la libertà.
    Si può essere daccordo. Allora lo dicano che vogliono estromettere i militari da Quirra come da altri posti perchè non li possono vedere per motivi ideologici.
    Non mascherino questo loro fortissimo e insopprimibile desiderio con il fatto che i militari “producono” uranio o torio o che in certi posti dove sono loro è nato un agnello con un occhio solo o due teste.
    Da che mondo è mondo animali con difetti genetici sono sempre nati, come anche persone, purtroppo.
    Si sono fatti dibattiti e si è scritto tanto. I giornalisti sardi hanno enfatizzato la nascita di agnelli malformati a Quirra, ma perchè non hanno detto anche che non sono nati solo adesso, ma anche negli anni Venti del secolo scorso e che ci sono persone che ne conservano memoria?
    Di chi era la colpa di queste nascite? Forse di Einstain che in quegli anni elaborava le sue teorie sull’atomo e qualche suo foglio di appunti era volato in Sardegna?
    Quindi a questi giornalisti non interessa la verità ma, appoggiandosi al Procuratore che è con loro, ingigantiscono e trasformano un evento, non gli sembra manco vero averlo trovato, indirizzandolo a senso unico per le loro idee: buttare a mare i militari. Molto bene. Buttateli a mare i militari, ma dopo mettevi voi al vostro posto e fate il minimo di quello che deve fare una Forza Armata.
    Quali sono i compiti dei militari? A cosa servono i militari? Ah, è come dire a cosa servono i Vigili del Fuoco, allora. Stanno tutto il giorno in caserma a “fare niente”.
    Ma se scoppia un incendio chi ci va? I giornalisti e gli ambientalisti? A fare cosa?

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      Bravo Luca. Lo chieda ai bambini che muoiono sotto le bombe di tutte le sante guerre di questo santo mondo: glielo spiegano loro a cosa servono gli eserciti.

      • Luca ha detto:

        Perfetto, Boicheddu Segurani.
        Gli Alleati bombardarono Dresda nel 1945 causando 300.000 morti fra i civili.
        Se avessero vinto i tedeschi avrebbero fatto il processo di New York contro chi lo fece.
        Ma del senno di poi sono piene le fosse.
        Eliminiamo gli eserciti, ma solo in casa nostra.
        Quando qualcuno, in nome dell’umanità, verrà a imporci che non possiamo fare quello che ci pare e a inculcarci il suo modo di vivere, accettiamolo senza reagire, qualunque cosa sia, che ci piaccia o no. O ribelliamoci con le doppiette da caccia, fra uno spuntino e l’altro. O speriamo nella rivoluzione francese.
        Omettendo di dire e di sapere che in Vandea preferirono morire a migliaia per non essere liberati.
        A questo punto eliminiamo le tasse, tanto c’è chi le paga e chi no. Costruiamo dove ci pare, recintiamo il terreno che vogliamo e passiamo con il rosso. E spariamo a uno che ci guarda male. Tanto, chi ci ferma?

  14. Luca ha detto:

    Certo Boicheddu Segurani, sto valutando, grazie per il suo esperto e provato consiglio.
    Considerate le sue notevoli, documentate e in particolar modo accurate risposte, ricche di interessanti spunti, ritengo non sia difficile proseguire il discorso, ma assolutamente inutile.
    Chiedo scusa se la mia ignoranza non è uguale alla sua.
    (Citazione da un film con Vittorio Gasmann e Alberto Sordi, ma immagino non sappia di che parlo)

  15. carolfra ha detto:

    Correggo il mio precedente post. Maurizio Tola e non Mancosu. Un dettaglio.

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