INDIPENDENTISTI OGM: «UNO STUDIO RECENTE DIMOSTRA CHE…»

di Gabriele Ainis

 

Un mio caro amico beve come una spugna. Diciamo un litrozzo abbondante di vino a pasto, preceduto da un aperitivo doppio e seguito da un paio di ammazzacaffè. Se poi ci si siede a parlare del più e del meno, allora compare un whiskino… ma anche due o tre, se l’argomento è particolarmente delicato ed è necessario discutere a lungo. Che so: i politici sono tutti ladri, Berlusconi è stato tradito dai suoi amici, Bossi è in fondo una gran brava persona, Mussolini non era poi così malaccio…

Quando gli faccio notare che l’alcol etilico è tossico, mi risponde che non capisco una mazza e che «Uno studio scientifico dimostra che il vino rosso fa bene alla salute». Inutile fargli notare che da tempo si è scoperto come il preteso «studio scientifico» fosse una bufala, perché gran parte del nostro interesse per la scienza è dovuto a ciò che ci fa comodo. In genere mi risponde che mi sono sbagliato e che anche la saggezza antica dice come un bicchiere faccia buon sangue. Si versa un altro whiskino, lo tracanna con gusto, lanciandomi uno sguardo di commiserazione, poi mi parla di Mussolini e ripete che quando c’era lui si dormiva con le porte aperte.

È vero invece (ed è pure incontrovertibile) che l’alcol etilico è tossico, sempre e comunque, così come il fumo fa male, sempre e comunque. A ben vedere lo sappiamo benissimo, però continuiamo a bere acolici e a fumare. Magari, se non siamo votati ad aumentare vertiginosamente le probabilità di contrarre un’affezione cardiaca o polmonare, cercheremo di non esagerare, definendo però «esagerazione» ciò che ci fa comodo. Il mio amico, ad esempio, non ritiene di esagerare se beve tre litri di vino al giorno, un quarto di litro di superalcolico e fuma un pacchetto di sigarette. Per lui è «normale», frutto di abitudine, come dice sempre criticando le leggi che vietano di assumere alcolici prima di guidare. Ritiene corretto «non esagerare», ma a suo dire si dovrebbe riferire il consumo di alcol alle abitudini di ciascuno di noi. Per lui, ad esempio, andrebbe bene un etilometro tarato sui tre litri di vino e un quarto di grappa, mentre per me vanno benissimo le leggi attuali.

Cosa c’entra con gli indipendentisti OGM?

Apparentemente nulla, ma in realtà moltissimo, perché gli indipendentisti sono come il mio amico: vorrebbero piegare una realtà incontrovertibile ad un desiderio irrealizzabile. Il mio amico pretende di bere come una spugna senza che l’organismo ne risenta, l’indipendentista pretende di avere una Sardegna indipendente godendo degli stessi diritti di cui gode adesso, istruzione e salute in testa. Vagli a spiegare che i numeri dicono altro: non ti ascolta, oppure dice che ti sbagli perché Franciscu Sedda e Michela Murgia hanno detto che invece no, è possibilissimo ed anzi auspicabile. Si potrebbe argomentare che Sedda sa di economia come Murgia sa di politica, qualcosa sotto lo zero assoluto, ma non c’è verso: contro i sogni è inutile ragionare, al massimo bisogna proporne di alternativi.

Come se ne esce, posto che sia possibile?

La faccenda è tutt’altro che semplice, perché per passare dai sogni alla realtà è necessario disporre di strumenti adatti, di cui spesso siamo privi. Per capire che Murgia, quando va bene, dice un sacco di cazzate, bisognerebbe informarsi nel merito di ciò che dice, evitando di cadere nell’equivoco che una scrittrice di novelle che vende bene sia per questo una specie di oracolo. Così come Sedda, semiologo, non per questo è autorizzato a disquisire dottamente di economia, di cui non capisce, nel migliore dei casi, un’emerita fava!

Ci vorrebbe un tramite, un mediatore, come dire… ecco: ci vorrebbe un giornalista!

Cosa dovrebbe essere un giornalista, se non un mediatore incaricato di rendere maggiormente accessibile, a noi poveri ignoranti, una realtà terribilmente complicata?

Ad esempio: supponiamo che Sedda, intervistato, dica: «Quando saremo indipendenti, un miliardo all’anno ce lo darà l’Europa!» Ecco, in questo caso il giornalista dovrebbe dire a Sedda: «Per favore non dica cazzate: l’Europa non è un istituto di beneficenza e non regala i quattrini!» E poi dovrebbe dire a noi: «Sedda, quando l’ho intervistato, mi ha sparato una cazzata enorme: che la Sardegna indipendente sarebbe mantenuta anche dai soldi europei gentilmente forniti a titolo di omaggio!».

Invece, se un giornalista dell’Unione Sarda intervista Sedda, si limita a riferire la cazzata, come un registratore, senza alcun commento e senza neppure chiedere da dove l’intervistato derivi tale stravagante convinzione: che gli europei regalino i quattrini alla Sardegna per il piacere di vederla indipendente e parte della grande Europa!

Intendiamoci, parlo di Sedda e Murgia, ma non è che gli altri siano meno bizzarri: da Gavino Sale a Doddore Meloni, da Muledda a Cumpostu, passando per l’Indy-chic Zuncheddu, è tutto un fiorire di idiozie enormi, facilmente contestabili anche senza bisogno di un master in economia: basterebbe un nulla di buon senso e poche letture.

Invece no: gli indipendentisti, in Sardegna, sono tutti OGM, Organismi Giornalisticamente Modificati (*), abilitati a dire qualsivoglia enorme sciocchezza senza che nessun organo di informazione (mi scappa da ridere, perché significa La Nuova e l’Unione, SQ neppure lo cito!) lo faccia notare! Sedda può dire che l’Europa regala i quattrini, Murgia che le province è inutile abolirle perché tanto i lavoratori a tempo indeterminato assunti alla provincia dell’Ogliastra non li possiamo licenziare, Sale che l’oro della Sardegna è il vento (una cazzata talmente enorme, per come la dice lui, che si stenta a ripeterla) ma nessuno si pone il problema di scavare appena sotto la superficie delle frasi cacate da questi fini pensatori. Un po’ come se davvero fare informazione significasse attendere l’uscita di uno stronzo da uno sfintere per poi scattare una foto e sbatterla in prima pagina! Titolo a quattro colonne: «Oggi uno stronzo da dieci chili!» editoriale di Pinco e commento in terza del professor Sempronio. Nessuno dei due cita il fatto che si tratti di merda, ma entrambi disquisiscono del colore tendente al verde e della consistenza gommosa. Il processo OGM ha avuto successo e una cacca è diventata una succosa chicca.

No, non ci sono neppure le campagna anti alcol nei quotidiani nazionali, eppure, al confronto con la strage provocata dagli alcolici, le morti per droga, per la guerra in Afghanistan, per gli omicidi passionali, per la lotta alla mafia, sono noccioline, ma tant’è: la pratica OGM non l’abbiamo inventata in Sardegna…

… però l’abbiamo perfezionata un bel po’, perché a noi mica ci fregano così!

 

Dimenticavo: il mio amico si ritiene un ambientalista e, a casa propria, spegne tutti gli elettrodomestici per non lasciare accesi i LED rossi!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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(*) naturalmente la Battuta non è mia: l’ho presa da «Pane e Bugie» di Dario Bressanini, ed. Chiarelettere (2010)

 

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