MICHELA MURGIA E I REFERENDUM: SPIEGARLI AL GATTO PERCHÉ TANTO SE NE FOTTE.

di Gabriele Ainis

 

La domanda potrebbe essere: «Ma una scrittrice di storielle per cuori teneri, può davvero lanciarsi nell’arduo mestiere di commentatrice politica?»

Risposta: «Certo che può lanciarsi, mica c’è una legge che lo vieta, può anche lanciarsi dentro un water o fuori dalla finestra: perché no?»

Ciò non significa che il commento politico di Murgia sia sensato, perché rappresentare un fenomeno editoriale (in calo, come tanti altri che esplodono per poi vivacchiare di rendita e pubblicità incrociate travestite da Kultura, spesso di sinistra) non significa automaticamente avere qualcosa di rilevante da dire.

Un esempio è appunto il bizzarro vademecum per il voto ai dieci referendum (I referendum spiegati al mio gatto) oppure i consigli per il piatto del giorno forniti a piene lettere in occasione delle prossime amministrative (Il voto davvero utile), testi di fondamentale importanza pubblicati dalla famosa autrice nel proprio blog.

Si spazia da commenti di alto profilo riguardo le province, come: «Le decine di dipendenti pubblici a tempo indeterminato che ci hanno lavorato fino a oggi possono essere messi sulla strada da un giorno all’altro perché sparisce l’ente che li aveva assunti? Naturalmente no, infatti saranno obbligatoriamente assorbiti negli organici dei comuni e della regione, restando in carico alla spesa pubblica. L’unico costo che verrà meno sarà quello risibile dei gettoni di presenza, la cui somma complessiva annuale non arriva nemmeno vicino alla spesa sostenuta per fare questi referendum». Da cui si evince che la suddetta scrittrice da una parte non ha capito un fico del senso del referendum, ma dall’altra (come tanti altri però) è dotata di non poca ignoranza e un alto tasso di pressapochismo e spocchia. Come si può equivocare, attribuendo la necessità dell’abolizione della Provincia dell’Ogliastra, ad esempio, al potenziale risparmio sugli stipendi degli addetti a tempo indeterminato? Ma davvero è possibile affermare una cazzata di questo genere, per di più in pubblico e probabilmente andandone orgogliosa?

Per arrivare alle primarie. Come non condividere la raffinata analisi politica che ci informa di quanto segue: «Questo quesito, che dovrebbe semplificarci la vita, ci chiama a votare (al referendum) per decidere se vogliamo andare a votare (alle primarie) per stabilire chi votare quando andremo a votare davvero (alle regionali): complimenti per la contorsione a chi lo ha pensato.» Ma certo, dopo questa impietosa quanto sconvolgente disamina gli americani cambieranno immediatamente sistema politico, annulleranno le inutili primarie (che rivendicano, a ragione, come l’espressione più alta del loro sistema politico, in cui vogliono vedere la faccia e leggere i dettagli della vita del candidato che chiede loro il voto) per affidarsi a Franciscu Sedda, di Progres, il movimento politico per il quale la preclara scrittrice impegna il proprio endorsement!

Perché il voto davvero utile è quello dato ai «[…] candidati indipendentisti di Progres nelle liste civiche Aristanis Noa». Insomma, come dire che Murgia condivide l’analisi economica di Sedda il quale, ottenuta la secessione, vorrebbe ottenere il miliardino di euro l’anno che secondo lui mancherebbe al bilancio regionale andando a chiederli in omaggio all’Europa! Ecco questi due, Sedda e Murgia, sono quelli convinti dell’esistenza di un’Europa deputata a regalare i quattrini, che probabilmente nascono sugli alberi di nespole e basta andare a raccoglierli!

Tempi di crisi, purtroppo, quindi poca voglia di ridere; meno male che c’è una come Murgia che ci allieta con una raffica di poderose cazzate politiche degne di una scolara (mediocre) di quinta elementare, convinta per di più di rappresentare il mondo intellettuale isolano…

Però, diciamolo francamente: e se davvero il mondo intellettuale fosse questo? Se l’isola che ha dato i natali a quell’immenso pensatore albanese di Ales che risponde al nome di Antonio Gramsci si fosse ridotta a generare la politica da Nonna Papera&Ciccio dei pronipoti sardi? Se davvero gli intellettuali sardi fossero il nulla di Murgia&C?

Certo, sparare su Michela Murgia è facile, come rubare un pacchetto di Crocchias a Renato Soru. Neppure Gad Lerner, avendola invitata una volta alla propria trasmissione (che guardano in tre, incluso Lerner e la moglie) è riuscito a farne un’ospite fissa: in tutta evidenza c’è un limite superiore anche alle cazzate! Ma io mi domando cosa ci sia oltre i Murgia che invitano a votare Progres, i Todde che accusano di scempio paesaggistico l’unico sindaco di Cagliari che ha provato a salvare Tuvixeddu dopo decenni di governi cittadini inetti al limite del surreale, la stravagante piccola pattuglia che ci allieta danzando giuliva attorno ai partiti di ogni tipo e colore e la pletora di «intellettuali» che si onorano di studiare il «fare le fiche nella Carta de Logu», passando per i curiosi comunisti del Manifesto Sardo, sparuti come le tigri bianche in estinzione ed altrettanto suggestivi, ordinatini di congiuntivi letali come fioretti e figure retoriche da sballo. E i pensatori geniali alla Gesuino Muledda, dove li mettiamo? Come non genuflettersi di fronte all’arcaicità moderna?

Chissà! Nel frattempo accontentiamoci delle carpe giornaliere, come dicevano i nostri antenati latini: la carpa non sarà gustosa come un sarago da mezzo chilo ma nei momenti di magra bisogna sapersi accontentare e Murgia, se non altro, ci fa scompisciare dalle risa, perché non basta copiare un titolo fortunato (La fisica spiegata al mio cane, di Chad Orzel) per scrivere qualcosa di ragionevole: Chad Orzel è uno scienziato che conosce benissimo ciò che spiega al proprio cane, mentre Murgia, al massimo, sa come si versano le crocchette nella ciotola del proprio gatto. La differenza, in fondo, è tutta qua… e si vede, ahimè, con buona pace del gatto, che ne ha palle piene anche lui!

 

PS – Non se ne abbiano a male i pochi intellettuali degni di tal nome che tentano disperatamente di dire qualcosa di dignitoso in mezzo allo sfacelo generale. Ci sono, nonostante tutto, anche tra le tigri in via di estinzione e qualche partito sparso, talvolta splendidamente indipendenti, ma meglio non fare i nomi: hai visto mai che riaprano la caccia?

gabriele.ainis@virgilio.it

385

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in CuLLtura, PoLLitica e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a MICHELA MURGIA E I REFERENDUM: SPIEGARLI AL GATTO PERCHÉ TANTO SE NE FOTTE.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...