IL PROGRAM DI PROGRES: FRANCISCU SEDDA BATTE LAPOLA 2-0

di Gabriele Ainis

 

Poco più di un anno fa (all’inizio del 2011) si consumò la secessione tanto invocata da IRS. A forza di chiederla (la secessione) il buon Bainzu Sale finalmente l’ottenne e IRS si spaccò in due, generando, non senza un clamoroso sforzo linguistico, il partitino che si denominò Progres.

È un po’ il destino di tutte le sette: si costituiscono, a volte attecchiscono, poi crescono e necessariamente coltivano spinte centrifughe al proprio interno. IRS non ha fatto eccezione.

Ad essere sinceri, Progres (se possibile) è una setta ancora più bizzarra di IRS e raccoglie personaggi che si fatica a reputare veri. Un po’ come il Sindaco di Scraffingiu, che si sa bene quanto sia posticcio ma finisce per essere più autentico dei sindaci regolarmente eletti (e, a volte, anche più credibile, verrebbe voglia di votarlo!).

Uno di questi personaggi è Franciscu Sedda, semiologo, che di Progres è considerato, per certi versi, una sorta di ideologo, un ruolo tutto sommato non dissimile da quello che fu di Miglio per la Lega, prima che Bossi capisse del tutto (da buon antropologo da bar) da qual verso prendere i leghisti (dal culo!) relegandolo in un angolo.

Un paio di settimane fa, Sedda rilascia un’intervista all’Unione e ci fornisce quello che si potrebbe dire lo «stato dell’arte», dopo un annetto abbondante, della proposta politica della nuova setta gemmata da IRS. Un documento che mi era sinceramente sfuggito e mi è stato quasi imposto da una piccola discussione che ho avuto su un altro blog (ben più è meglio frequentato del nostro) in merito alla potenziale validità delle proposte indipendentiste.

Per cui ringrazio chi mi ha spinto a cercare le novità su Sedda, perché l’intervista di cui sopra è un vero gioiello e non si può fare a meno di leggerla.

Tralascio l’incipit per non infierire (la metafora della squadra di calcio è davvero una sciocchezza indegna di un politico o un intellettuale, posto che Sedda lo sia, naturalmente) passiamo subito ad una domanda interessante, qualcosa tipo: ma non è che la Sardegna è un po’ piccola per sopravvivere da sé?

In prima battuta, la risposta è che un quarto dei paesi aderenti all’ONU è più o meno come la Sardegna, ma non è che sia una replica molto acuta, anche perché è la domanda ad essere quantomeno banale. Di per sé, le dimensioni contano poco: ad esempio, il Qatar ha una popolazione simile a quella sarda però è un paese ricco sfondato perché vende petrolio, mentre la Sardegna non ha petrolio né altre materie prime, non ha un’industria né altre risorse, quindi?

Ma Sedda, ci vorrebbe ben altro!, non si fa certo intimorire e risponde: «La Slovenia, due milioni di abitanti, registra performance economiche eccezionali.»

Bene, bravo! La Slovenia è piccolina ma laggiù si sta benissimo grazie alle eccezionali performance! La Sardegna deve fare come loro, gli Sloveni, che parlano sloveno, sono indipendenti e stanno benissimo!

Performance eccezionali… e quali?

Semplice: basta cliccare qui ed Eurostat (tramite il Corriere della Sera) ci dice che i dati della retribuzione media annua disponibili al febbraio 2012(*) sono: Italia 23.406€, Slovenia 16.282€. In Europa, peggio della Slovenia c’è solo la Slovacchia (in realtà Malta è come la Slovenia). Tenuto conto che la Sardegna ha un divario di circa l’8% (in meno) rispetto alla media nazionale, non si capisce perché dovremmo ambire ad essere come la Slovenia(**): vogliamo diventare più poveri? Possibile che Sedda si informi leggendo Tex Willer e l’Uomo Ragno e impari l’economia discutendo con Tiramolla?

Secondo me, la bestialità che dice Sedda deriva dal fatto che le condizioni Slovene appaiono migliorare perché si notano indici di crescita positivi (ultimamente si decresce anche là, però) che tuttavia partono dalla situazione riferita all’appartenenza alla Jugoslavia (e quindi non ci vuole molto: per chi muore di fame anche un formaggino è una conquista!). In realtà, la Slovenia non conta un fico e in confronto con quanto abbiamo noi adesso in Sardegna e alle nostre abitudini c’è un abisso. Infatti (chissà se Sedda lo sa) quando Enel ha deciso di realizzare una centrale nucleare, lo ha fatto proprio lì, dietro la porta di casa: si renderà conto, Sedda, che parte del reddito deriva dall’energia nucleare? Ma soprattutto; sarà mai andato in Slovenia per vedere le condizioni dei lavoratori, le garanzie di sicurezza sul lavoro e l’istruzione? Ha mai provato ad entrare in un ospedale per vedere come sia l’assistenza sanitaria?

Credo proprio di no, perché per ambire ad essere come la Slovenia dovremmo tornare indietro di almeno mezzo secolo, quando si moriva per un’appendicite e per una malformazione cardiaca si andava a Roma, col traghetto, facendo i debiti (ma molto più spesso si moriva). In realtà, la Slovenia è peggio della Romania, un posto che vive grazie al basso costo del lavoro, con stipendi da fame, nessuna garanzia per i lavoratori, servizi al limite del vivibile (per i nostri standard). Se avete un lavoro sporco da fare e non volete investire in sicurezza, igiene lavorativa e previdenza sociale, la Slovenia è il posto che fa per voi: è questo ciò che vuole Sedda per la Sardegna?

Insomma, potrei fermarmi a questo punto, perché davvero sembra impossibile che si possano dire sciocchezze di questo calibro (forse una fesseria peggiore l’avevo sentita da Pintore, che raccomandava Malta!) ma vorrei illustrare almeno un altro paio di indegni strafalcioni.

Come potrebbe sopravvivere la Sardegna in termini economici?

Ecco a voi il genio della finanza che ci insegna quanto siamo ricchi. Alla Sardegna servirebbero circa 13 miliardi di euro all’anno (non è così, ma poniamo che sia vero per seguire il Pico della Mirandola dell’economia che ci spiega la «sua» Sardegna) ed ora la regione dispone di circa 7 miliardi: e gli altri 6?

Semplice, prima di tutto non diamo allo stato italiano i tre miliardi di tasse (e siamo a 10) poi ci teniamo un miliardo e mezzo di accise (chissà se Sedda sa davvero cosa sia l’accisa) e siamo a 11,5. Il resto?

Il resto… ce lo dà l’Europa, almeno un miliardo! Cessss…. Questo è talmente furbo che se si presenta alle elezioni lo voto! Ma lo sapevate che l’Europa coltiva gli «euri» sugli alberi di pere e poi li regala alla Sardegna perché c’è Franciscu Sedda che glieli chiede? Me l’immagino, la Merkel, che telefona a Sarcò e gli dice: «Mì, o Sarcò, mi ha telefonato Sedda che vuole un miliardo di euri: dare glieli devo?» E Sarcò: «Eja Angela, dare glieli devi, ché senza la Sardegna l’Europa a fondo va!»

Mica la Merkel gli chiede il pareggio di bilancio, mì, gli regala i soldi perché ad Angela piacciono gli skinhead e Franciscu l’intriga da matti (eh, il fascino Sherdanu)!

Ma questo Sedda, da dove ne è uscito (come diciamo a Cagliari)? C’è qualcuno che gli spiega che mangiare i bocconi e laurearsi alla Bocconi sono due cose diverse? Glielo dite voi che l’Università Bocconi non è un allevamento di molluschi universitari?

Ma non è tutto qua, attenzione, perché ci sarebbe un piccolo particolare che al prossimo premio nobel per l’economia è sfuggito: e il debito? L’Italia ha un debito pubblico pari al 120% del PIL: se la Sardegna se ne va per i cavoli propri dovrà prendersi (almeno, se ci va bene) la propria quota di debito. E come lo paghiamo se il reddito sardo è costituito da attività produttive per non più di un 25% scarso? Emettiamo titoli di stato (gli ShardanaBond) e cerchiamo di farli sottoscrivere a qualcuno? E nel frattempo come tiriamo avanti, allevando e vendendo mungette? E se la SARAS decidesse di andare a farsi benedire altrove? Chiamiamo James Bond che venda a qualcuno i suoi cugini (gli ShardanaBond)? E lo spread? Se i BTP hanno uno spread di 400, gli ShardanaBond a quanto ce l’avrebbero, a 400.000.000?

Cesssssss…. altro che LaPola, questo è bravo davvero: sapete dove vendono i biglietti per il prossimo spettacolo?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

381

(*) dati relativi al 2009; Eurostat non fornisce dati più aggiornati;

(**) al 2012 potete trovare le retribuzioni della Sardegna a questo link ma il divario Slovenia Sardegna non cambia granché; tra l’altro le retribuzioni slovene sono in calo dal 2011 al 2012;

 

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10 risposte a IL PROGRAM DI PROGRES: FRANCISCU SEDDA BATTE LAPOLA 2-0

  1. campidanesu ha detto:

    molto sarcasmo però perdonami poco succo e poca conoscenza dei fatti soprattutto riguardo la scissione dell’iRS. Indipendentzia Repubrica de Sardigna c’è, esiste, resta. Ricordiamoci che in miliardi di altre galassie politiche sono successe e succederanno scissioni. Forse è vero che l’iRS era settaria proprio perchè THe others, quelli che se ne sono andati, davano questa direzione. Classico gioco delle tessere. Non sono un “seddiano” e manco vivo sul suo pianeta ma l’intervista sull’unione mi è sembrata bella, romantica, ricca di contenuti ma troppo poca politica. In ogni caso amico mio il sarcasmo serve fino ad un certo punto , l’indipendentismo è una realtà consolidata visto che tutti i partiti italiani ne copiano le tematiche ed ora si danno una bella imbracchinata di pseudo Sardità per raccogliere le bricciole…per prendere per il culo un popolo , quello sardo, che si è acorto del loro Fallimento. Spero che il mio commento venga pubblicato , grazie per lo spazio

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Campidanesu,
      sa cosa mi fa ritenere che Progres (come IRS e le altre stravaganti formazioni indipendentiste sarde) sia una setta? Che gli adepti (gli indipendentisti) si rifiutano pervicacemente di interessarsi dei fatti per dedicarsi alla fede(cioè l’indipendenza). Esattamente come gli adepti delle sette cristiane si rifiutano di leggere Darwin (e le conferme sperimentali).
      Io cito numeri (quelli che dimostrano come le affermazioni di Sedda siano delle invereconde cazzate) e lei se ne disinteressa, per di più accusandomi di superficialità!
      Trova poetico l’intervento di Sedda? Provi a mangiare un libro di poesie quando le capiterà di aver fame (non glielo auguro) oppure provi a farsi invitare a pranzo dall’Europa, come vorrebbe fare Sedda (che vivendo con uno stipendio pubblico ha poca necessità di capire da dove provenga e tanto tempo per sparare idiozie).
      Cordialmente,

      PS – Sul fatto che molte formazioni politiche si stiano dando all’autonomia in vista delle elezioni, è corretto (se per caso ha letto ciò che scrivo mi darà atto che ne parlo spesso) ma è solo perché hanno poco da dire. Dopo le elezioni ne riparliamo.

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      @Campidanesu
      “Spero che il mio commento venga pubblicato”

      Contento?
      (Perché non avremmo dovuto?)
      Saluti

  2. Gianluca ha detto:

    Non capisco questo attacco alla persona di Franciscu Sedda.
    Per coerenza allora dovrebbe fare la stessa cosa per Maninchedda, anche lui tempo fa scrisse che bisogna fare l’indipendenza come hanno fatto in Slovenia.

    La Slovenia o Malta son solo degli esempi, con la differenza che però loro hanno una propria politica economica, fiscale e sociale, la Sardegna che per qualsiasi cosa deve chiedere il “permesso” allo stato italiano.

    Stati come la Slovenia o Malta, forse non lo sa, sono membri della comunità europea ed hanno il diritto di presiederla per 6 mesi, in modo ciclico, come tutti gli stati membri e decidere a proprio favore.

    A livello internazionale il prestigio si costruisce, e poi senta uno che non ne sà, ultimamente Malta ha più valenza internazionale dello stato italiano, lo dimostrano i fatti es. gestione degli emigrati, oppure la vertenza della pesca.

    In conclusione
    Lei dall’alto della sua conoscenza economica, mi dica un paese al mondo senza debito pubblico?
    Lei dall’alto della sua conoscenza economica, mi spieghi se conviene vivere e fare impresa in uno stato indipendente oppure in una regione periferica che paga le tasse ma non riceve i servizi?

    Oppure il suo articolo è soltanto una critica a senso unico che portare a nulla, anzi denota il suo astio per una persona riconosciuta per il suo spessore culturale non solo in Italia, docente ordinario a Roma, ma anche a livello internazionale, altrimenti non insegnerebbe all’estero ed i suoi libri non sarebbero tradotti in altre lingue.

    Buona serata
    Gianluca

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Gianluca,
      intendiamoci, io mi interesso di chi mi pare e piace. Ciò detto, prima di scrivere almeno si informi: di Maninchedda (quando ne è valsa la pena) ne ho parlato (proprio in questo blog) né vedo per quale motivo debba necessariamente scrivere di tutti coloro, tra autonomisti e indipendentisti, che sparano cazzate (come Sedda, Maninchedda, Zuncheddu, Sale, Meloni, Cumpostu e via di seguito). Ogni tanto ho altro da fare.
      Lei ha ragione: Slovenia e Malta sono esempi… di postacci dove si vive malissimo e si vivrà ancora peggio in futuro (ma ha letto i numeri o no?). Coloro che indicano questi posti a mo’ di esempio dovrebbero almeno andarci prima di scrivere un cumulo di stupidaggini.
      Debito pubblico? Ma lei sa cos’è? Perché non studia un pochetto prima di scriverne? E perché non cerca di capire ciò che scrivo? La sua domanda (se esistano stati senza debito pubblico) è priva di senso in riferimento a ciò che ho scritto (che la Sardegna non sarebbe capace, da sola, di gestire quello che ha). Ma è sicuro di riuscire a capire ciò che legge, o è come Sedda?).
      Se sia più facile fare impresa in un luogo indipendente? E’ una domanda da ignoranti: si fa impresa dove conviene e, in una Sardegna indipendente, converrebbe meno (e soprattutto non si avrebbe la possibilità di battere cassa a Roma) a meno di non ridursi come la Slovenia (che infatti si è presa una centrale nucleare e condizioni di lavoro inconcepibili per gli italiani). Ci sarà un motivo se coloro che fanno impresa in Slovenia non sono imprenditori sloveni (ma stranieri interessati ai bassi salari e ai lavori di bassa lega)! Prima di parlare, provi ad informarsi, su, non è così difficile!
      Su Sedda, si informi riguardo il suo curriculum e, soprattutto, non scriva che il mio sarebbe un «attacco alla persona di Sedda». Io parlo della cazzate che dice, non di lui, solo che per capirlo bisognerebbe essere in grado di leggere: lei è sicuro di esserlo?
      Cordialmente,

  3. campidanesu ha detto:

    Carissimo certo che sono contento 🙂 ed anche della risposta che denota che Lei non conosce nè il mondo indipendentista e nè le sue dinamiche. Questo eterno lamentarsi … ma lei cosa fa invece di concreto per queste nostra terra ? Il suo scritto resta simpatico insomma strappa qualche risata e dice anche qualche Verità ma non è che un’analisi superficiale. Forse poco ha visto di quanto fatto negli anni NEI FATTI. Oppure devo elencare questi FATTI… Ultimo è mandare a processo l’ENI e che dire qualcuno si è anche Sporcato le mani di merda tossica a Minciaredda. L’elenco dei FATTI è lungo. La Fede. Beh anche quella ci vuole perchè quella che lei chiama FEDE per me è Coscienza. In definitiva se lei ha la soluzione ci dimostri fondando un suo movimento oppure non so un club, una setta, un qualcosa che possa dare un’alternativa. vede, io sono per il pluralismo, mille voci libere che danno soluzioni ma nel suo articolo mi perdoni non mi sembra ci siano soluzioni… oppure non le capisco io perchè limitato. Comunque spero che mi pubblichi anche questa risposta e sarò contento due volte, adiosu e bonu trabballu a totus.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Campidanesu,
      la pianti di dire sciocchezze, prego. Per sua comodità le traduco il post: Sedda (non per la prima volta) ha detto un sacco di cazzate in merito alla sopravvivenza dell’economia sarda in caso di secessione (mostrando di non capirne un belino): punto!
      Il resto (ciò che dice lei) sono stronzate da adepto.
      Cordialmente,
      Ps – Che lei sia limitato non l’ho detto io, sia chiaro.

  4. Annesedda Macca ha detto:

    Gentile Ainis
    faccia attenzione al suo ego (forse ha bisogno di fumare o di bere una camomilla) perchè con queste risposte sta invalidando la sua proverbiale cordialità. Io, navigando nella mia grassa ignoranza, spesso mi domando se è il mondo che governa gli uomini o se sono gli uomini che dirigono il mondo; mi domando se è meglio avere una Fede, un Sogno e metterci tutto il Cuore e la Forza per far sì che qualcosa di quel sogno si concretizzi o se è meglio che impari a far di conto e a riempire il granaio per l’inverno sperando che qualche Grande (sono una nobile formica) semini grano.
    A volte leggo i titoli sui giornali (solo i titoli sia chiaro!), leggo di spread, di bond, di banche e banchieri, della Grecia che soccombe, della Spagna che sta per cadere, della Germania che è forte, della Francia che non so come sia e mi sembra una guerra; e siccome le guerre mi fanno paura penso che ci deve essere un modo per farla finire e se non c’è dobbiamo inventarcelo, e se non sappiamo inventarci qualcosa di grande inventiamoci una storia piccola che però abbia il potere di tenerci uniti almeno noi della famiglia perchè di questi tempi sciagurati la guerra dei titoli sui giornali sta diventando sangue nelle nostre strade.
    O Gabriele glielo dice lei ai giovanotti sardi che non si fanno le rapine? E che non si ruba il bestiame? E non si danneggiano le cose pubbliche?
    Dopo la Guerra ultima, il “Proletari di tutto il mondo unitevi” (che grande sciocchezza!?) ha salvato vite quante il piano Marshall (lo sa, vero, che i banditi di Orgosolo avevano preso la tessera del PCI? e pure i banditi emiliani ). Ecco, a volte penso che per governare la rabbia e la frustrazione ci vuole un Sogno, una Bandiera…e l’opzione Indipendenza non stia proprio tra le sciocchezze (sto parlando di bandiere e di sogni).
    Franciscu Sedda non saprà la differenza tra i bocconi e la Bocconi ma qualcosa a chi penso io la sa dire. Fumo? sarà; ma intanto di arrosto non se ne vede da nessuna parte.
    A meno che lei, Gabriele…
    Accetti con un sorriso buono le mie sciocchezze, siamo in tanti che navighiamo nell’Ignoranza e non sempre per colpa nostra.
    Cordialmente, e con ammirazione sincera (nella mia lingua direi: ti tenzo in cunzettu)
    Annesedda Macca
    p.s.
    quella del pezzo di Finmeccanica in Sardegna (sul blog di Biolchini) me la potrebbe spiegare bene? perchè io sognavo un pezzo di Wolkswagen.

    [I commenti sono benvenuti, però la pianti di cambiare nick – grazie – BS]

  5. Gabriele Ainis ha detto:

    Gentile A. Macca,
    vuole le risposte alle sue domande? Esse (risposte) sono dentro di lei…
    …e sono sbagliate (Vangelo secondo Guzzanti, parola di «Quelo»).
    Anch’io bramerei un pezzo di VolksWagen, ma il mio spacciatore di ricambi ha finito gli spinterogeni del Maggiolone: devo farmene una ragione.

    Adesso, esaurite le risposte serie, passiamo al caZZeggio.

    Lei parla di Fede (non Emilio, spero) e Sogno. Esatto: Sedda è uno spacciatore di sogni, come un prete (non a caso ho definito «setta» la neonata formazione politica Progres). Non è certo proibito, ma bisogna esserne consci, perché i sogni ci mettono poco a diventare incubi.
    Si vuole sognare una Sardegna indipendente? Lo si faccia, ma bisogna sapere che uno stato sardo non sarebbe in grado di garantire ai cittadini ciò che essi si attendono (ad esempio scuole e ospedali), non certamente con i balbettamenti di Sedda in tema di economia (davvero delle invereconde cazzate).
    Inoltre, e non è secondario, Sedda è un intellettuale che, a mio avviso, ha il dovere (e non uso a caso la parola «dovere») di informarsi prima di parlare (oppure è in malafede, cosa che non credo). Se scorre i commenti precedenti, ci troverà un poverino (e sono in tanti) che dice a sé stesso: «Sedda è un famoso professore universitario, quindi le sue parole contano!» Gli intellettuali fanno parte della classe dirigente, perché le persone li ascoltano e un intellettuale ignorante (come Sedda) ha una responsabilità maggiore di un comune cittadino ignorante. Noi, spesso, non stiamo a cercare cosa sia un’accisa, quindi non sappiamo perché separandoci dall’Italia non potremmo avere il miliardo e mezzo di cui parla Sedda. Noi, spesso, non andiamo a studiare i meccanismi economici alla base dell’Unione Europea, quindi non possiamo capire perché Angela Merkel non ci può «regalare» il miliardo che vuole Sedda. Noi, spesso, tendiamo a dimenticare che abbiamo un debito enorme che grava sull’economia, debito i cui interessi devono essere onorati e che deve essere ridotto, e se Sedda non ne tiene conto allora bisogna dirgli che non sta parlando di economia ma si comporta da macchietta, come il Sindaco di Scraffingiu (che alla fine risulta più credibile di lui).

    Ciò non le impedisce di sognare o di fare la formica: è una sua scelta. Basta che sia informata.
    Cordialmente,

    (PS – Per Finmeccanica, stavo semplicemente parlando metaforicamente di intervento pubblico.)

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