LA CURA DEL CETRIOLO – PARTE SECONDA: L’UNIVERSITÀ DI SASSARI AMA IL CETRIOLO?

di Gabriele Ainis

 

Avete letto la prima parte? Avete visto come si può acquisire una roboante visibilità pseudoaccademica partecipando ad Importanti Congressi Internazionali? In fondo è facile, basta pagare e il gioco è fatto. Per certi versi, anche accedere a riviste internazionali non è poi così difficile e non è un caso se gli scienziati (quelli veri!) si pongono il problema di definire metodi condivisi che aiutino a riconoscere se e quando una rivista sia autorevole o meno (ad esempio l’Impact Factor). Però non divaghiamo e torniamo al nostro argomento.

Pagare per partecipare ad un convegno non è vietato dalla legge, ciascuno di noi è libero di farlo e di adoperare i propri soldi come gli pare. C’è chi si paga una notte con un/una partner, chi preferisce andare in Cina per parlare della cura del cetriolo, chi effettua una donazione ad Emergency: in ogni caso sono soldi privati.

Sì, ma che dire quando i soldi non sono privati? Ad esempio: supponiamo che non voglia spendere i soldi per partecipare ad un convegno internazionale in Cina e mi accontenti di meno, che so, una conferenza in un ateneo universitario italiano di riconosciuta fama. Come devo fare?

Si capisce bene che si cambia film, perché se Gabriele Ainis inventa la nuova cura per il cancro e la vuole illustrare in Cina spendendo (se ce li ha) un congruo numero di “euri”, nessuno si può lamentare, ma se lo stesso Ainis pretende di organizzare una conferenza in un Ateneo Universitario le cose non sono così semplici.

Ad esempio: oggi ho scoperto che gli Sherdanu curavano il cancro con applicazioni endorettali di cetriolo e desidero illustrare questa rivoluzionaria teoria all’Università di Sassari, possibilmente a Medicina: come devo fare? Mando una lettera raccomandata A/R al Rettore? Devo chiedere un’autorizzazione? Faccio un colpo di telefono ad un qualche direttore di dipartimento?

E se anche riuscissi a farmi ascoltare da qualcuno, com’è regolato l’uso dei beni pubblici (di tutti) riguardo la loro concessione per questo tipo di attività?

Me lo sono domandato di recente dopo che una gentile lettrice del nostro bLLog ci ha inviato un link:

http://www.sardolog.com/g-sanna/index.htm

Secondo quanto scritto nel sito (per precauzione ho stampato copia del contenuto) il 28 ottobre 2006, nell’aula Magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia, il preclaro Gigi Sanna teneva un “Seminario di Studi” così intitolato: ALLE ORIGINI DELLA SCRITTURA; Codici mesopotamici e codici mediterranei; La scrittura nuragica e quella greca di Pito (Delfi); Documenti e nuove acquisizioni paleografiche, linguistiche, storiche e religiose; Architettura, simbologia e scrittura; Scrittura, archetipi e genetica!

Prima domanda: che c’entra la Facoltà di Medicina con le origini della scrittura? Possibile che La facoltà di Medicina metta disposizione l’Aula magna per una conferenza di questo tipo? Non esiste forse una Facoltà di Lettere che sarebbe maggiormente adatta?

Seconda domanda: L’Aula Magna è a disposizione di chiunque? Nel senso che se io desiderassi parlare della mia nuova cura contro il cancro basata sulle applicazioni topiche endorettali del cetriolo (ben più in tema con il luogo, tra l’altro) ne avrei la possibilità? O non è forse vero che probabilmente incontrerei qualche difficoltà ad ottenere il permesso per parlare di un’idiozia palese come questa? Da cui:

Terza domanda: si potrebbe sapere con quali criteri è stato accordato l’uso dell’Aula Magna (bene pubblico) per una conferenza (o seminario che dir si voglia) che non ha nulla di scientifico visto che sulla pretesa «scrittura nuragica» non c’è neppure uno straccio di pubblicazione o di avvallo da parte della comunità accademica?

In data odierna, ho mandato la seguente e-mail al Preside della Facoltà, prof Giuseppe Madeddu e per conoscenza al Rettore, prof Attilio Mastino:

 

A:                     presmech@uniss.it

CC:                   rettore@uniss.it

DA:                  gabriele.ainis@virgilio.it

OGGETTO:    CONCESSIONE IN USO DELL’AULA MAGNA DELLA FACOLTA’

Gentile preside,

in data odierna, il nostro blog ha pubblicato un articolo (al link: https://exxworks.wordpress.com/2012/04/18/la-cura-del-cetriolo-parte-seconda-luniverista-di-sassari-ama-il-cetriolo/ ) in cui si commenta la concessione in uso dell’aula magna della Vs Facoltà per un “seminario” intitolato «ALLE ORIGINI DELLA SCRITTURA; Codici mesopotamici e codici mediterranei; La scrittura nuragica e quella greca di Pito (Delfi); Documenti e nuove acquisizioni paleografiche, linguistiche, storiche e religiose; Architettura, simbologia e scrittura; Scrittura, archetipi e genetica». Secondo quanto riportato dal sito http://www.sardolog.com/g-sanna/index.htm il seminario venne tenuto in data 28 ottobre 2006 da tale sig Gigi Sanna. Poiché il Sanna non possiede alcun titolo accademico che indichi una qualunque rilevanza scientifica del lavoro che propone, ma al contrario è ben nota la posizione del mondo accademico in merito, con la presente le chiedo cortesemente di volermi indicare le modalità attraverso le quali l’aula Magna della Vs facoltà venga concessa in uso per conferenze e/o seminari. In particolare, Le sarei grato se volesse informarmi in merito alla procedura seguita per la concessione dell’Aula Magna nell’occasione che segnalo e se la concessione in uso sia vincolata ad un qualche controllo sulla rilevanza scientifica del tema e/o dell’autorevolezza del relatore.

Certo che Lei (o il Rettore, prof Mastino) vorrà dare risposta a questa mia, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Gabriele Ainis

 

Nel caso, se per qualche accidente della rete il contenuto del sito segnalato non fosse più disponibile, le allego copia PDF scaricata in data 17 aprile 2012.

 

Spero che qualcuno mi risponda, altrimenti mi resterà il dubbio che le aule universitarie siano davvero a disposizione di chiunque. In fondo non pretendo molto, sono solo curioso di sapere chi sia stato (nome e cognome, prego) a dare l’avvallo per la conferenza sulle Origini della Scrittura tenuta in un’aula della Facoltà di Medicina da un relatore privo della seppur minima credibilità scientifica.

Se poi non ci fosse alcun controllo di questo tipo e chiunque potesse andare fin là a parlare delle più grandi stupidaggini che esistano, allora mi metto in lista per esporre la teoria del cetriolo Sherdanu come cura contro il cancro. Naturalmente presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere, no?

Attendo fiducioso.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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8 risposte a LA CURA DEL CETRIOLO – PARTE SECONDA: L’UNIVERSITÀ DI SASSARI AMA IL CETRIOLO?

  1. Michelangiolo ha detto:

    Segnalo anche questo all’attenzione:
    http://www.aousassari.it/index.php?xsl=7&s=23619&v=2&c=2847

  2. Michelangiolo ha detto:

    Tra un po’ avremo una rivoluzione nelle nostre università rimaste ancorate al passato e incapaci di rinnovarsi. Esame di lingua sarda ovunque, università per insegnanti di sardo, politecnico con tutti esami in sardo, corsi di epigrafia nuragica, bolognesi rettori a Cagliari e a Sassari… Magari qualcuno potente proverà a frenare nelle segrete stanze, ma si guarderà bene dal dire di no nettamente e pubblicamente, bisogna essere prudenti.
    Non ci credete? Guardate qui:
    http://www.sassarinotizie.com/articolo-10371-la_proposta_un_esame_in_limba_in_tutti_i_corsi_di_laurea_dell_ateneo.aspx

  3. Tetragramma Sardo ha detto:

    Se lo scopo è quello di “fare parlare di sé – anche male – purché se ne parli”, esso è stato pienamente raggiunto… Se lo scopo era quello di coinvolgere gli ambienti accademici in una Pulcinellata di enorme calibro, facendoli cadere nel ridicolo, anche questo scopo è stato pienamente raggiunto.
    Piuttosto, ci si dovrebbe interrogare – nelle giuste sedi legali, visto che quelle accademiche si sono sbracate da sé – del perché e del come tra “amici e conoscenti” ci si aiuti reciprocamente, seguendo strade così doverosamente tortuose e vicoli tanto opportunamente oscuri, riuscendo – alla fine – nell’intento di presentare un argomento non medico in un’Aula Magna di Medicina, facendovi partecipare un’Armata Brancaleone che con la Medicina (ma anche con l’argomento proposto!) nulla ha a che fare.
    Provo un profondo senso di pietà per chi ha dovuto fare atto di presenza, per omaggio a questo o quel professore, (ma mi auguro che ad ognuno – se dotato di cervello – sia servito da vaccinazione preventiva a tutte le Pulcinellate a venire).
    Preside e Rettore dovrebbero essere tenuti a spiegare bene a tutti quali pressioni, quali procedimenti mentali hanno condotto a questi deprecabili sviluppi, a meno che non sia loro concesso di fare uso proprio ed insindacabile di beni pubblici.
    A ben vedere molti – tra i sagaci promotori di questa Pulcinellata – sono dipendenti a vario titolo di istituti e di organizzazioni cattoliche: non v’è dubbio che anche una molto (ma MOLTO!) malintesa propaganda cattolica vi abbia avuto maldestra parte.
    E credo che proprio al fine di stimolare i meccanismi di quest’ultimo strumento propagandistico sia stata formulata la bizzarra ipotesi di un inesistenteTetragramma Sardo, 2.000 anni prima di Cristo.

    • Jonathan Livingstone ha detto:

      Veramente il collegamento a Medicina ci sarebbe (?!), poichè in un convegno tenuto nel Nord-Est dell’Isola è stato presentato anche un libro sulle regressioni cognitive causate dal Morbo di Alzheimer. In breve, i pazienti esaminati perdevano gradualmente la capacità di rapportarsi al mondo reale “disimparando” quanto avevano appreso lungo il corso della vita. Per esempio, anzichè dire o scrivere la parola “piede”, disegnano qualcosa che somiglia a un piede. Regrediscono, nella prima mezz’ora di relazione, allo stadio infantile. Nella seconda mezz’ora (?), ai livelli presunti di un Neanderthal. Il tutto si evince dalla perdita di capacità di scrivere dei pazienti, fino ad arrivare a “segni” UGUALI alle tavolette “nuragiche” di Tzicottru, il cui “decifratore” è doverosamente citato nella bibliografia.
      Volume che mi sono guardato bene dall’acquistare al termine della deludente conferenza, vista la massa dello stesso ed il suo prezzo stratosferico. Ho rifiutato anche l’offerta di prestito per trarne fotocopie (!) da parte degli organizzatori del convegno.
      “Altered states” in loop.

      Jonathan Livingston

  4. Tetragramma ha detto:

    Ho letto, purtroppo. E’ una tesi psicopatica (ecco il rapporto con la branca medica della Psichiatria!), che è stata molto lodata da alcuni sospetti (che cosa non si fa per gli amici degli amici!) e che equivale a dire che i sardi attuali sono diretti discendenti di Alzheimeriani ante litteram.
    E’ evidente che una certa parte della “intellighentzia” sarda non riesce proprio a vedersi erede di gente normale, del tutto uguale a tanti altri gruppi etnici: per loro i Sardi devono essere super eroi oppure minus habentes(*). Disposti a tutto pur di distinguersi!

    (*)Per loro – in particolare – più probabile la seconda ipotesi…

    • Jonathan Livingstone ha detto:

      Davvero si è sciroppato quel mattone??? Intellighentzia? Mi chiedo quante parti ci siano…Lei ha individuato la più ovvia. Durante la prossima settimana (si spera!) si avrà qualche indizio sulla composizione dell’altra/e parte/i.
      Infatti è la settimana della Cultura e per par condicio, anche quella della s-cultura. Basta fare un giretto nel web.

      Jonathan Livingston

  5. Jonathan Livingstone ha detto:

    Vedo che ancora nessuna risposta è arrivata alla mail di Ainis. Allora, in questo caso : “Niente nuove, uguale pessime nuove”. E intanto, colà dove tutto si puote, si continua imperterriti a sfornare “mine vaganti” che rotolano per ogni dove. Si salvi chi può!

    Jonathan Livingston

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