MAI GRATTARSI IL SEDERE CON UN ISTRICE (*)

di Gabriele Ainis

 

C’è crisi, pochi soldi, nessuna voglia di muoversi e tante palle cui badare: che si fa per Pasquetta?

Si legge l’uovo di Pasqua di un amico che, un po’ per scherzo un po’ sul serio, ti ha regalato un libro poco impegnativo, molto inglese e per nulla nuovo, visto che è stato pubblicato nel 2009.

A suo tempo mi ero rifiutato di leggerlo (non amo particolarmente le lunghe liste di aneddoti e curiosità, né i saggi costruiti accatastando sul tavolo libri infarciti di bandierine gialle) ma una volta che te lo ritrovi in mano (il libro, ma potrebbe essere una bella metafora per un giorno in cui si ha poco da fare) la tentazione è troppo forte.

Siete maschietti assatanati e adorate il sesso bizzarro? Sceglietevi un canguro come amante (un canguro femmina, altrimenti c’è poco di strambo): potrete soddisfare i vostri bollenti spiriti con l’offerta paghi uno (canguro) prendi due (vagine).

Per la verità la signora ne avrebbe tre (vagine) ma una è dedicata al parto, quindi non ve la dà. Se doveste trovarla particolarmente ritrosa perché i canguri hanno i testicoli che pendono sopra il pene – e non sotto, come accade a noi – provate a testa in giù: così non dovrebbero esserci problemi.

Se siete sardi, non leggete le notizie sulla pecora. Non c’è nulla di nuovo, gli autori non capiscono un fico e affermano falsamente come il grazioso animale sia sessualmente meno interessante della capra. Una vera bestialità: possibile che non abbiano mai sentito parlare di Paolo Villaggio e Cappellacci?

Se siete esseri umani, leggete a pag. 90 per scoprire come non siete fatti: probabilmente la parte peggiore del libro, a proposito di ignoranza!

Volete avere un’idea di come sono fatti i nostri politici? Pag. 54, prego: Cetriolo di Mare. Respirano dal culo e, se minacciati, assumono una consistenza liquida (a proposito di trasformismo) che permette loro di intrufolarsi in una fessura ridiventando solidi: poi non li schiodate di lì manco morti! Oppure estroflettono gli intestini dal culo ed emettono una sorta di venefica zuppa tossica. Insomma coprono di merda chi li circonda. Se li fate essiccare, diventano una vera squisitezza per palati capaci di apprezzarli, si chiamano Trepang e anche Salgari deve averne sentito parlare visto che ha pure scritto un libro sui pescatori di cetrioli di mare. A forza di essere mangiati, alcune specie sono a rischio di estinzione… e se noi cominciassimo a mangiare i nostri politici, vincendo il disgusto, cercando di farli estinguere? I romani li chiamavano Phallus Marinus e ancora una volta ci dimostrano quanto fossero intelligenti: potremmo dubitare che i politici siano di norma delle emerite teste di Phallus?

A proposito di estinzioni, leggete a pag. 202: il pidocchio del colombo migratore si è estinto! Sì, accidenti, spiace dirlo ma l’estinzione dell’ospite ha causato la scomparsa anche del grazioso ed utile animaletto. C’è un’altra specie di pidocchi a rischio, l’Haematopinus oliveti; se non si trova il modo di risollevare le sorti del cinghiale nano della savana indiana, la cui popolazione è in netto calo, non ci saranno speranze. Per ora, l’Haematopinus oliveti è stato inserito nella lista delle specie a rischio, poi si vedrà.

Qualche notizia che ci riguarda più da vicino? Pag. 305: Indipendentista Sardo (Sardus Penecephalus). Specie in bilico tra sopravvivenza ed estinzione (per fortuna). Si nutre essenzialmente di cazzate, dimostrando così una notevole lungimiranza perché, al contrario dei pidocchi, queste non saranno mai a rischio di estinzione. Se maschio, tende spesso a tagliarsi i testicoli per fare uno sgarro a chi indipendentista non è, così impara! Se femmina, taglia i testicoli al primo indipendentista maschio su cui riesce a mettere le mani, dimostrando, ancora una volta e se ce ne fosse bisogno, che le donne sono molto più furbe degli uomini. L’IS tende a seguire acriticamente bizzarri personaggi che occupano gli scogli dichiarandoli indipendenti (anche loro!) o si dedicano agli spettacoli comici assieme ad affermati cabarettisti prestati alla politica. Poiché il vero IS pensa solo alla Sardegna, non conosce l’esistenza del Ghana, quindi si pulisce il culo con un istrice (che non è per nulla contento, pag.141). In mancanza di istrici, poiché il vero IS è furbo come un alce (pag. 9) adopera una raspa. A quanto è dato sapere, pare che le raspe, al contrario degli istrici, non si siamo mai lamentate.

Comunque le 304 pagine non valgono la spesa di 16,00€. Se proprio volete leggerlo mandatemi 2,50€ e ve lo spedisco investendo di mio i 30 centesimi per la busta gialla col pluriball di Poste Italiane. Unica richiesta, che lo facciate girare tra gli amici con le medesime modalità: mica vorrete evitare di distribuire tanta kultura, no?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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(*) Proverbio del Ghana

 

J. Mitchinson, J. Lloyd, Il libro dell’ignoranza sugli animali, Einaudi 2009

 

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