LINO BUSINCO, IL RAZZISMO DIMENTICATO NELL’ENCICLOPEDIA DELLA SARDEGNA

di Gabriele Ainis

 

Chi era Lino Businco? Di certo un sardo illustre se la Grande Enciclopedia della Sardegna, (vol II pag 150) gli dedica una voce e ci racconta:

 

Businco, Lino Medico (n. Montecreto 1908). Laureato in Medicina a Cagliari nel 1934, conseguı` la libera docenza in Allergologia a Roma; studiò alcuni aspetti dell’antropologia della Sardegna e nel secondo dopoguerra fu ingiustamente accusato di razzismo. [neretto mio] Uomo di cultura poliedrica, fu anche autore di musica leggera. Tra i suoi scritti: Gli antenati di Mameli, ‘‘L’Unione sarda’’, 1931; Ritrovamento di due ossari nuragici a Sardara e a Mogoro, ‘‘Atti della Società fra i cultori delle scienze mediche e naturali’’, 1932; Sardi nuragici e sardi odierni, ‘‘Le Colonne’’, 1933; I primi abitatori della Sardegna. Una pretesa razza di giganti costruttori dei nuraghi, ‘‘L’Unione sarda’’, 1939; Le antiche popolazioni d’Italia. I protosardi, ‘‘L’Unione sarda’’, 1939.

 

Bisognerebbe aggiornare la voce, oppure l’edizione dell’Enciclopedia consultabile in rete su http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4463&id=708 perché Lino Businco è morto nel 1997.

Spiace che a un sardo «ingiustamente accusato di razzismo» vengano dedicate così poche righe, un insignificante trafiletto: non avrebbe meritato di meglio un «perseguitato» come lui? L’enciclopedia non ce lo dice e ci restituisce invece una biografia serenamente orientata alla cultura, sebbene vagamente ironica, con quegli studi su «alcuni aspetti dell’antropologia della Sardegna» cui fa da contraltare l’essere «autore di musica leggera». Uno scienziato, insomma, vissuto in anni difficili in cui una feroce dittatura spingeva al conformismo per la sopravvivenza e c’era da scegliere tra l’adattarsi e il perire, ma anche così versatile da non ignorare altri aspetti dello spirito umano come le canzonette, forse valvola di sfogo per altri aneliti di libertà necessariamente sopiti. Farebbe quasi pensare a Richard Feynman e alla sua passione per il bongo, se non ci fosse l’amara considerazione che Feynman, beato lui, non fu mai «ingiustamente accusato » di razzismo!

Cos’avrà mai combinato una specchiata personalità scientifica per vedersi fatta oggetto di un’accusa così infamante come quella di «razzista»? Forse perché parlò di una «pretesa razza di giganti costruttori di nuraghi» pubblicandone incautamente sull’Unione Sarda, sebbene negandone l’esistenza?

No: per la verità…

… firmò, assieme ad altre nove personalità dell’epoca, Il Manifesto sulla Purezza della Razza, pubblicato il 14 luglio 1938;

… dal 1938 fu vice direttore dell’Ufficio studi sulla razza del Ministero della Cultura popolare;

… nel dicembre dello stesso anno divenne membro del Comitato segreto italo-germanico per le questioni razziali, che annoverava intellettuali del calibro di Hess e Himmler. In tale allegra compagnia Businco ebbe modo di apprezzare l’insegnamento impartito nella scuola delle politiche razziali di Babelsberg e il campo di concentramento di Sachsenhausen di cui, immaginiamo, ammirò l’organizzazione teutonica; infine incontrò anche Hitler, che lo insignì della Croce rossa tedesca di seconda classe;

…fino al 1942 scrisse su La difesa della Razza, del cui comitato di redazione aveva fatto parte fino al 1941.

Una carriera esemplare se, nel 1962, nel secondo dopoguerra, venne insignito di un’alta onorificenza divenendo «Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica».

«[…] per quale motivo è stata conferita la commenda al merito della repubblica italiana al professor Lino Businco, il quale firmò il famigerato «manifesto della razza» del luglio 1938, fu vice-direttore dell’ufficio studi razza del ministero fascista della cultura popolare e fu pertanto responsabile delle persecuzioni razziste in Italia, che costarono la vita a migliaia di vittime innocenti[?]». Così quattro parlamentari interrogano il Presidente del Consiglio dei Ministri il 27 maggio 1964.

Perché lo richiese il principe e gran maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta dopo uno scambio di visite con il Presidente della Repubblica, risponde serafico l’allora Sottosegretario di Stato Angelo Salizzoni. Il professor Businco era infatti direttore del centro Studi biologici dell’associazione cavalieri italiani del S.M.O.M..

Un vero scandalo, un’obbrobriosa vergogna che nello scarno trafiletto della Grande Enciclopedia della Sardegna, orgogliosamente messa a disposizione in rete dalla R.A.S., venga ignorata questa onorificenza conferita al preclaro professore per evidenti alti meriti maturati in una vita di intensa attività scientifica, culminata, forse, nella firma apposta al Manifesto sulla Purezza della Razza.

Mobilitiamoci, chiediamo ai nostri rappresentati nell’assemblea regionale che interroghino il Presidente della Regione Autonoma affinché metta fine a questa persecuzione ideologica nei confronti di un uomo che, con la propria vita, ha dato esempio ai sardi e può costituire un faro per le giovani generazioni. Vogliamo che la Grande Enciclopedia della Sardegna renda merito al grande uomo!

Diciamolo ai Maninchedda che perdono tempo nel Bollettino di Studi Sardi con Il fare le fiche nella Carta de Logu: c’è da ridare dignità a uno scienziato «ingiustamente accusato di razzismo», altro che storie!

 

«Nessuno li dimentichi. Nessuno si scordi mai di ciò che impersonarono nella storia del razzismo italiano Lino Businco, Lidio Cipriani, Arturo Donaggio, Leone Franzi, Guido Landra, Nicola Pende, Marcello Ricci, Franco Savorgnan, Sabato Visco ed Edoardo Zavattari.

Volevano dimostrare che esistono esseri inferiori. E ci riuscirono, in prima persona. Perché lo furono.»

(F. Cuomo, I dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il Manifesto della razza, L’Unità/Baldini Castoldi Dalai, Roma-Milano 2008.

 

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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Link.

Il manifesto sulla purezza della razza: http://archivio900.globalist.it/it/documenti/doc.aspx?id=546

Interrogazione parlamentare sul conferimento dell’onorificenza di «Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica» (pag 2224)

 http://legislature.camera.it/_dati/leg04/lavori/stenografici/sed0149/rsi0149.pdf

Per una bibliografia esauriente sulla biografia di Lino Businco: Sardegna Ariana, di Alfonso Stiglitz, 2010

 

Ringrazio il dr Alfonso Stiglitz per avermi aperto gli occhi con il suo lavoro e per quello che fa al Centro di documentazione della memoria “Cosimo Orrù” di San Vero; ho bassamente saccheggiato il suo scritto “Sardegna Ariana” sopra citato… e non me ne vergogno neppure un poco.

 

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9 risposte a LINO BUSINCO, IL RAZZISMO DIMENTICATO NELL’ENCICLOPEDIA DELLA SARDEGNA

  1. Maurizio Feo ha detto:

    Mio caro amico: è con distacco e serenità che si deve scrivere e parlare di questi fatti lontani e dei soggetti che ne furono protagonisti.
    Perché l’argomento riguarda un problema grave, che va soprattutto impostato e compreso bene: e alcuni, ancora oggi, lo fraintendono molto, rischiando certamente di ripetere i medesimi errori di allora.
    La noncuranza e la leggerezza di alcuni è senza dubbio colpevole, perché non fare nulla e confidare nella reazione di (pochi) altri è già una colpevole connivenza.
    Lo vediamo tutti i giorni, anche e proprio in questi giorni, nei Forum e nei Weblog, nelle chat e tutto intorno.
    E come si offendono per “essere stati fraintesi ed ingiustamente accusati”, dopo!

  2. Maurizio Feo ha detto:

    D’altro canto tu conosci la famosa barzelletta delle due mucche…
    Guardandole pascolare nel campo, un agricoltore dice a quell’altro: “Lo vedi com’è bella e sana la mucca bianca!”
    – e l’altro: “A me sembra bella e sana anche quella nera” –
    E il primo: “Sì, però, guarda quanta erba riesce a mangiare la bianca!”
    – e l’altro: “A me sembra che quella nera se ne mangia almeno altrettanto”. –
    E ancora, il primo: “Guarda che mammelle piene di latte ha la bianca; produce una ricchezza di latte”
    – e l’altro: “Ma se ho visto che quella nera ne prouce uguale!”.
    E infine il primo dichiara: “Ma quella bianca è la mia!”
    – e l’altro chiede: “E la nera?”
    “Anche”.
    Sorridi pure, ma al tempo stesso, sii ben cosciente del fatto che, per molto meno, in qualche posto della terra nascono ancora oggi risse mortali.

  3. panurk ha detto:

    Caro Signor Feo, non concordo con la formula “e alcuni, ancora oggi, lo fraintendono molto”: Non sono alcuni. Sono (di nuovo) non pochi – consapevoli della propria responsabilità.di “difendere i Valori di ieri, di oggi, di sempre!”

    Ma ha ragione: DOPO, tutti si sentiranno di nuovo ingiustamente accusati – cosí come un certo Indro Montanelli (un’altro collaboratore di “La Diefesa della Razza”) che egregiamente ha formulato il verdetto di assoluzione universale per tutti i collaboratori di tutti i tempi:

    “I più fecero come chi scrive, cioè nulla. Ci lasciammo portare dagli avvenimenti quasi dissolvendoci in essi, e senza contribuirvi nè in un senso nè nell’altro”

    Insomma, l’azione razzista come bagno da wellness, lasciandosi portare dalla onda soave dello Zeitgeist …. quasi dissolvendosi ….

  4. Maurizio Feo ha detto:

    Ho inteso parlare degli alcuni che lo fraintendono e che – se esposti ad un dialogo ed un confronto – possono ancora essere condotti su un percorso più corretto e convinti ad una partecipazione più attiva. Non dei molti irrecuperabili, che sono al di là delle possibilità dell’opera di convincimento.. Quindi sono più pessimista di lei, che sembra credere nella possibilità di scuoterli.

  5. meria ha detto:

    Sono d’accordo con Maurizio Feo quando afferma (in altre sede) che il razzismo è dentro di noi. Esso proviene, probabilmente, dalla nostra parte più vecchia del cervello, quella che tende a ripudiare e ad aggredire tutto ciò che appare “diverso”, non canonico e pertanto fonte di pericolo.
    La lotta tra il razzismo e chi lo combatte è una battaglia che ha origini nella nostra evoluzione. I primi segni di questa esigenza di liberarsi da questi impulsi “bestiali” (nel senso di istintivi), si possono individuare già nella religione mitraica, poi in quella cristiana e, in tempi più vicini, nel pensiero Kantiano. In ultima analisi, la battaglia contro il razzismo, è uno scontro tra ragione e istinto. Senza esitazione dovremo collocarci dalla parte della ragione, pur consapevoli che essa porterà all’estinzione della “razza umana” (come la definiva quel signore che aveva un sacco di neuroni).
    saluti,
    meria

  6. Gabriele Ainis ha detto:

    Gentili Tutti,
    vorrei solo ricordare che io pongo una questione terra terra: davvero dobbiamo tenerci una Grande Enciclopedia della Sardegna in cui non si ricorda che Lino Businco fu uno dei dieci firmatari del manifesto sulla Purezza della Razza?
    Cordialmente,

  7. Jonathan Livingstone ha detto:

    @ Ainis
    Una ristampa gratuita (?) del/ dei volumi non credo sia proponibile, nè consigliabile. I soldi servono per ristampare … ben altro. Qualcosa come 100.000 Euro.
    Ho paura dovrà accontentarsi di un fogliettino di errata corrige. Ma non ci speri troppo, stampare costa!
    J. Livingston

  8. panurk ha detto:

    O.K., torramus in terra terra: La gente cerca le info in rete e non nelle enciclopedie stampate. Ecco. E dopo il blog archive del manifesto sardo con questo blog ci sarà un link in più. Altri seguiranno. E se mai uno sentirà la necessità di dedicare una voce wikipediana al Businco … avrà da linkare a sufficienza.

    Più dei razzisti dei tempi del nazionalismo italiano d’ieri mi sto preoccupando del modo in che certi razzisti nell’ambito del natzionalismo sardo di oggi stanno affrontando il tema della Sardegna ariana:

    “Ma quando la finiscono sos istrajos di fare i PADRONI nella nostra casa e raccontarci la storia distorta? I sardi sono famosi per l’Ospitalità. ma non lo sono per la pazienza verso chi da OSPITE diventa PADRONE in casa loro!”

    Si ricorda?

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