LA SARDITA’ PUO’ UCCIDERE CON TRASPORTO? Parte prima

di Gabriele Ainis

 

“[…] l’identità può uccidere, uccidere con trasporto.”

Amartya Sen (Identità e violenza, Laterza 2006)

 

Che diamine sarebbe la “sardità”?

Non lo sa nessuno, forse perché non esiste, come non esistono tutti gli stereotipi creati ad arte per riunire ed escludere ad un tempo: riunire attorno ad una bandiera, escludere dal recinto, il nostro!

Del resto, la definizione di questa bizzarra categoria antropologica si scontra anche contro il sentire comune di coloro che potremmo, forse, chiamare davvero “sardi” e precisamente chi tale si ritiene. Non essendo un addetto ai lavori, pertanto privo dei vincoli imposti da una ricerca scientifica, mi limito a segnalare due link relativi ad un forum di “cose sarde”, www.paradisola.it, cui fanno riferimento parecchi “isolani”, residenti e non, che condividono un forte senso di appartenenza – interpretato, probabilmente, come “sardità” – discorrendo di tutto un po’, dalla cucina alla storia, dalla lingua al folklore.

Sebbene sia doveroso ripetere che non è certamente compulsando i post frettolosi affidati alla rete da un piccolo insieme di dubbia validità statistica, che si potrà pretendere di descrivere il sentire di tutti coloro che si ritengono “portatori di sardità” (ma ho ben specificato come non si abbia alcuna velleità scientifica) ne suggerisco la lettura perché rappresentano un esempio di ciò che si potrebbe ascoltare salendo su un autobus o rubando le altrui conversazioni al bar, insomma una curiosità dalla quale ci illudiamo di ottenere una rappresentazione di ciò che le persone come noi (dunque non intellettuali in possesso di un lessico raffinato) pensano del sentirsi sardi.

Il primo link è relativo ad una discussione dal titolo: Cagliaritani: sardi veri oppure no?

Il nick Jolao si domanda: «[…]i Cagliaritani sono sardi veri oppure no?» e si risponde (dopo un abbozzo di argomentazione simil-archeologica – ha sentito dire che attorno a Cagliari ci sono insediamenti precedenti l’epoca nuragica, sempre lei): «[…] i cagliaritani sono sardi esattamente come tutti gli altri abitanti della sardegna.» Bene!

Neppure Jolao è un addetto ai lavori, né uno scienziato (e si vede!); se lo fosse, si porrebbe prima di tutto il problema di definire cosa sia un sardo, poi cosa sia un cagliaritano ed infine si domanderebbe se il cagliaritano risponda o meno alle caratteristiche minime necessarie per appartenere alla categoria dei sardi.

Per lui ci pensa un altro nick, tal trifola (nick chiaramente sardissimo!) che informa: «I Sardi Veri sono coloro che portano un cognome Sardo anche se il destino ha voluto che nascessero in terra “strangia”[…]»

Si scopre così che trifola è nato in continente, ma rivendica la propria sardità definendola in modo inequivoco: il cognome! Peccato che non ci dica cosa sia un “cognome sardo”, tuttavia cala un asso: «I Sardi isolani non pensino di avere un DNA diverso da chi è nato fuori dall’ISOLA […]». (Ho conservato minuscole e maiuscole come nell’originale). A questo punto, tutto si chiarisce: essere sardi è prima di tutto un fatto genetico!

C’è chi dubita (Antonellocor): «[…]chi è più sardo? Uno nato in terra “strangia”, per citare trifola, od uno nato in Sardegna da genitori “strangiusu”? […]Mi torna in mente […]mi trovavo in Francia per lavoro ed ho incontrato un ragazzo italiano. Lui sentendo il mio accento mi ha chiesto se fossi sardo ed alla mia risposta affermativa ha detto di esserlo anche lui, e per la precisione di Mores, nonostante parlasse con un fortissimo accento ligure […] ho scoperto che i suoi nonni paterni erano sardi, i suoi genitori nati in Liguria, e che lui in tutta la sua vita era stato in Sardegna due volte… Sinceramente il fatto che dicesse “sono sardo” mi faceva un po’ sorridere…»

Chi non ha dubbi è Turritano: «Cognomi a parte […] quello che non si può ignorare è il DNA che […] in Sardegna ha delle particolarità rispetto a tutte le regioni europee: studi recenti hanno dimostrato che c’è ancora, nei sardi attuali, una abondante quota di DNA nuragico, estrapolato da resti umani dell’epoca prelevati in varie zone della Sardegna.» Non solo c’è un DNA “sardo” ma questo è pure nuragico!

Mentre trakadda, argomenta: «[…] Per quanto riguarda la sardità io ho alcuni amici che hanno uno dei genitori che nn è sardo ma che sono in tutto e per tutto sardi come tutti gli altri che conosco. […] Essere sardo significa essere legato da un legame indissolubile al proprio territorio, città o paese […]»

Jolao risponde a Turritano: «[…] hai ragione […] per quanto riguarda la “purezza” dei sardi, ma permettimi di allontanarmi da questo tipo di concetti.» Commovente il palese sconcerto per essere andati a parare su categorie (la purezza) il cui suono appare decisamente sgradevole.

babborcu (nick di persona dotata di ottima scolarità) interviene: «[…] direi che questo discorso parrebbe presupporre un-dei modelli di “vero sardo-vera sardita” difficili da delineare e con pericolo di cadere in ridicoli luoghi comuni e cliche’ di cui mi meraviglio non si abbiano le p..lle piene( scusate!) di questo passo : alla fin fine il Tonteddu o la signora Desolina di benito Urgu sarebbero i veri sardi..ajo’

quanto alla questione di “razza sarda” ( discorso pericolosissimo e che richiama esperienze scioccanti dell’umanità) e’ ovvi, stradimostrato che simo un “crogiulo di apporti” »

Finalmente qualcuno si accorge che il discorso è scaduto su tematiche esplicitamente razziste (esemplare quella del DNA sardo) e tenta di metterci una pezza.

Ciò che avanza della discussione è probabilmente il residuo di un lavoro di taglia/cuci dei moderatori ed appare vagamente slegato; è probabile che l’uso delle forbici sia stato necessario per eliminare commenti inguardabili, ma infine trakadda sbotta (rispondendo ad un commento moderato e non più visibile): «A parte che io nn bevo filu e ferru, semmai bevo acquavite o abbardente…odio quando lo chiamano filu e ferru è la stessa cosa se si chiamasse la birra ichnusa e basta… Identificare con questi stereotipi la sardità è stupido e dannoso. ps questa parola sardità proprio nn mi suona…» (grassetto mio).

Poi la discussione viene chiusa dai moderatori!

(Continua)

 

gabriele ainis@virgilio.it

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