MATTEO RENZI, LO SHERDANU

di Gabriele Ainis

 

Matteo Renzi lo conosciamo tutti, è l’avatar di Berlusconi dentro il PD (o forse uno dei suoi avatar dentro il PD) quello tutto immagine e poco succo che amministra Firenze con la parlantina (e buone chance di far carriera perché è un tipo antropologico che agli italiani piace parecchio).

A me piace pochino, perché, esattamente come Berlusconi, passa il proprio tempo alla ricerca del colpo mediatico che lo porti alla ribalta, giustamente consapevole che, al momento buono (nella cabina elettorale) il suo nome salterà fuori da solo dalla pancia delle persone – come al bar quello di un aperitivo magnificato da una pubblicità martellante e priva di contenuti – se riuscirà a farlo ripetere come un mantra dai mezzi di informazione, creando clamore attorno ad esso. Non c’è bisogno di sapere cosa ci sia dentro lo Spruzz, tanto tutti gli aperitivi sono pressappoco equivalenti (e fanno schifo allo stesso modo) però vende quello che salta in mente quando il barista, dall’altra parte del bancone, domanda: “Chettidò?”

“Uno Spruzz!” esclama la nostra voce, chiaramente disconnessa dal cervello, perché la parola magica è entrata da qualche parte dentro i meccanismo occulti delle risposte automatiche a forza di sentirla ripetere in tutte le salse. Non c’è una bevanda chiamata Gnocca, ma ne hanno inventato una che si chiama Figa: accattivante bottiglia bianco latte e scritte da griffe di alta classe, una porcheria invereconda che, naturalmente, prende parecchio. “Ho bevuto una Figa!”: vuoi mettere?

Tra le tante bestialità ammannite da Renzi c’è un qualcosa che noi potremmo chiamare Fiorentinità, ipotizzando un azzardato parallelo con quello che recentemente tutti i politici isolani hanno adottato nel proprio lessico politico: la Sardità in salsa storico-archeologica

Colto da sacro furore, Renzi ha rivendicato al comune di Firenze la proprietà del David di Michelangelo e ritiene che si dovrebbe costruire la facciata della Basilica di San Lorenzo seguendo i disegni originali dello stesso artista, proposta di profondo significato culturale che ha posto ai cittadini un interrogativo angosciante: chi studia queste bestialità la notte affinché Renzi le renda pubbliche di giorno? Fa tutto da sé oppure c’è un consulente lautamente pagato?

Se ne parla nei bar tra uno Spruzz e l’altro, non senza frequenti soste al cesso per una Spruzz-zata tattica che facili l’introduzione di ulteriori Spruzz nella dinamica idrica degli esausti fiorentini. Nel frattempo si sparge un’altra notizia: Renzi avrebbe l’intenzione di chiedere a Ravenna la restituzione del corpo di Dante Alighieri!

È una bufala, ma non importa, l’importante è che se ne parli e il nome del sindaco voli di bocca in bocca, com’è accaduto per la ricerca della fantomatica battaglia d’Anghiari di Leonardo che si vorrebbe celata dietro gli splendidi affreschi del Vasari. I più eminenti storici dell’arte del mondo hanno informato Renzi che questi affreschi non sono fatti di Lerdammer, pertanto sarebbe il caso di evitare di forarli per andare a cercare qualcosa la cui realtà è la stessa del Graal o di Atlantide, ma lui niente, li ha accusati di essere affetti da pregiudizi ideologici e di non sapere cosa sia la scienza, senza contare la grettezza da cui sono affetti perché non si può non essere coinvolti dal “mistero” degli affreschi leonardeschi scomparsi.

La cultura come Voyager, insomma e Renzi come Giacobbo: “Care Fiorentine e cari Fiorentini, adesso vi racconto della nostra nuova ricerca: le ossa della Gioconda! Sì, ma non subito: dopo la pubblicità!”

Questa non è una bufala, perché la Provincia di Firenze promuove un immaginifico quanto stravagante scavo archeologico per la ricerca delle ossa di tal Lisa Gherardini, che si vorrebbe presa a modello per il più famoso quadro di tutti i tempi.

Time-out o meglio, visto che ci troviamo nella culla della lingua italiana, una pausa.

Lasciamo la Toscana e passiamo il Tirreno: davvero tutto ciò non ci ricorda nulla? Sarà pur vero che la Provincia di Firenze sponsorizza la possibilità di cercare le ossa di Monnalisa, ma non c’è forse stato chi ha presentato una proposta di legge per l’istituzione di Nur-At? E non abbiamo un Maninchedda, orgogliosamente sardista, titolare della proposta di discettare di scrittura nuragica (una puttanata obbrobriosa) sul Bollettino di Studi Sardi? Sarà pur vero che si tratta di una rivista di rilevanza prossima ai 273, 15°C, (come dire lo zero assoluto) ma non per questo la si deve mandare sotto lo zero assoluto facendola precipitare nel ridicolo tentativo di dimostrare l’inconsistenza di una legge fondamentale della fisica (non si può scendere al disotto dello zero assoluto, ma forse Manichedda non lo sa e ci prova ugualmente. Hai visto mai che gli assegnano il Nobel per la fisica?).

Insomma, la culturazza alla Giacobbo non è solo ed esclusivamente appannaggio della nostra Insula Felix. La cultura presentata come mezzo per addormentare il pubblico in cerca di sogni – e non come strumento di emancipazione intellettuale dei cittadini – funziona anche nelle plaghe che i poderosi e feroci sherdanu conquistarono qualche millennio addietro, navigando spavaldi tra i flutti sulle lunghe navi spinte dai motori ad antimateria.

E magari il motivo delle puttanate storico-cultural-archeologiche di Renzi è proprio questo: gli sherdanu presero la Toscana e il giovine sindigu, come Otzi, non è altro che un discendente dei sardi vittoriosi! Che questo possa consolarci proprio non direi: allargare la cerchia degli scemi non è consolatorio né farne parte un titolo di merito. Forse, il fatto che la deriva cultural-identitaria non sia confinata dentro il perimetro della Sardegna servirà a sollevare un minimo di dibattito, ed infatti ne ho trovato l’eco nella stampa nazionale, perché sputtanare il David non è come sputtanare Monte d’Accoddi, però non mi faccio troppe illusioni: seguendo Renzi, il mistero affascina molto di più dello studio e soprattutto impegna meno il cervello. Insomma una questione di risparmio energetico, mica noccioline!

Nel frattempo accendiamo la tele e consoliamoci con un po’ di fantascienza.

 

Signor Spock, alzi i deflettori che devo andare al cesso e non desidero essere disturbato!

Subito capitano Renzi, anche noi siamo felici se non sentiamo la puzza!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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