GIOVANNI UGAS E I NEUTRINI NURAGGICI

di Gabriele Ainis

 

Il CERN ha commesso un errore. Come taluni avevano paventato: l’errore sistematico di una strumentazione tarata con approssimazione ha determinato la produzione di dati viziati (*). l’annuncio del rilevamento di neutrini più veloci della luce (nel vuoto) è stato corretto dallo stesso ricercatore (Antonio Ereditato, coordinatore di OPERA) che a settembre dell’anno scorso aveva annunciato la scoperta. Questa, se confermata, avrebbe costituito un vero cambio di paradigma nella fisica e nella concezione del mondo, ma pare non sia così. C’è ancora cautela, la stessa manifestata a settembre, ma in parecchi sogghignano, perché Ereditato rischia di ereditare una brutta nomea: è abbastanza probabile che diventi quello dei neutrini e chi conosce l’ambiente competitivo dei fisici sa che per lui non sarà piacevole.

Che lezione trarre dall’accaduto? Possiamo dire che a volte anche la scienza sbaglia?

No: ciò che bisogna dire è che la scienza sbaglia sempre!

Non è una provocazione: la scienza non cerca la verità (tanto i preti la conoscono già) ma si interessa dello studio della natura elaborando ipotesi di lavoro da sottoporre a verifica secondo un metodo condiviso dalla comunità scientifica di riferimento. Chiunque faccia scienza è consapevole che le proprie teorie, i risultati, saranno con ogni probabilità superati da altre teorie ed altri risultati che mostreranno maggiore aderenza con le verifiche sperimentali, quindi fornisce il proprio contributo e attende che qualcun altro più bravo lo sopravanzi.

Ciò che è successo è un esempio paradigmatico di quanto accade quando la scienza funziona bene: Ereditato ha presentato un risultato e l’ha posto all’attenzione della comunità scientifica; essendo rivoluzionario, la comunità l’ha accettato con la dovuta cautela ed è stato lo stesso ricercatore che si è preoccupato di analizzare con pignoleria tutta la catena sperimentale alla ricerca di eventuali errori (**), ben consapevole che se la magagna eventuale) l’avesse trovata un altro sarebbe stato molto peggio.

Accettare i propri errori come filosofia di lavoro e porre i propri risultati all’attenzione dei colleghi è la prassi della ricerca scientifica, senza eccezioni. Dove? Nelle riviste scientifiche, naturalmente, quelle specialistiche in cui prima della pubblicazione c’è un comitato di arbitri che giudica se valga la pena pubblicare o meno e si incarica di criticare il lavoro suggerendo all’autore eventuali modifiche o integrazioni.

Non si va sui giornali? E i blog? Dipende da ciò che si vuol dire. Su un giornale di può fare divulgazione (quando si è in grado, ma la buona divulgazione prevede l’illustrazione delle proprie teorie e di quelle altrui) e su un blog si può discutere con gli amici, ma chi ha qualcosa da dire al mondo scientifico non va sull’Unione Sarda, perché sa bene che i colleghi non valuteranno ciò che scrive come un contributo scientifico, visto che sull’UNnione Sarda ci vanno cani e porci e non c’è tempo per seguire né i latrati né i grugniti. Tanto per capirci, Ereditato organizza una conferenza stampa per illustrare la scoperta dei neutrini più veloci della luce (e per annunciare un probabile errore, e fa bene) ma la discussione scientifica non è quella, avviene nelle riviste specializzate (anche on-line, ovviamente) in cui si discute con modalità condivise dalla comunità scientifica.

E coloro che pretendono di far scienza sui quotidiani? Fanno altro, ad esempio propaganda politica, populismo, autopromozione e fantascienza: la scienza è altro.

Perché tutto questo?

Ecco:

Quando sono intervenuto con la mia nota “La resistenza degli Iliesi: un evento storico che l’archeologia non smentisce” avevo l’intento non di aprire una discussione, come si usa nei blog a botta e risposta, ma semplicemente di esprimere il mio pensiero decisamente contrario, quasi una sorta di recensione a caldo, alle conclusioni perentorie di Piera Serusi sull’Unione Sarda “….

Chi scrive è il dottor Giovanni Ugas, già ricercatore presso l’Università di Cagliari ed ora felice pensionato (beato lui!). Dove scrive? In un blog che pretende di ottenere l’Indipendenza della Sardegna con un metodo poco comune: sparando cazzate, spesso pseudoarcheologiche. È il sito dove veniamo edotti sulle sesquipedali sciocchezze riguardanti la scrittura nuragica, l’orientazione astronomica di qualunque cosa faccia finta di essere antica, le ziqqurat, Atlantide e gli tsunami, senza trascurare gli sherdanu invincibili creatori del cielo e della terra, ma soprattutto inventori del filo per tagliare il brodo.

Come dire che il dr Ugas imbastisce una bella polemica scientifica pensando che Einstein e Bohr lo facessero scrivendo l’uno su Il Corriere dei Piccoli e l’altro su Lanciostory o alla televisione a cavallo tra Zelig e Colorado Café. Mi immagino la scena: “Tutti pronti? Votate per Ugas…via!! L’applausometro segna 155. E adesso votate per Serusi. Pronti? Via!! Per una sola incollatura vince…”

Perché il problema, in fondo, non è solo formale e la scienza è altro dalla finta democrazia di un sondaggio in rete.

Ugas si rende conto che si mette a fianco di Sanna, quello che legge i bronzi medievali e ci vede il nome di dio ripetuto tre volte? Di un contadino che va a spasso per la campagna col teodolite in mano correndo appresso a qualunque sasso gli piaccia considerare allineato con la costellazione del Sirbone? A quel famoso ricercatore non allineato (chissà poi perché questa idiosincrasia a stare in fila) di cui non mi riesce mai di ricordare il nome e che trova din-don-dan ad ogni piè sospinto? A personaggi che sparano tante e tali fesserie da non avere neppure il coraggio di firmarsi nascondendosi dietro curiosi nick astrologici?

Lo dico in altro modo: si renderà conto che se uno scienziato pubblica le proprie scoperte su una rivista di barzellette, potrebbe darsi che finisca per essere considerato un comico?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

345

 

(*) forse un connettore serrato male che introduce un errore sistematico inferiore ai 100 nanosecondi;

(**) chi studia fisica e scienze sperimentali in genere, sa bene come la teoria degli errori sia la prima base per l’accesso all’attività sperimentale;

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2 risposte a GIOVANNI UGAS E I NEUTRINI NURAGGICI

  1. Yuri Cabras ha detto:

    bla bla bla… la scienza non si fa sui blog, non si fa sui quotidiani… poi però se uno pubblica non va bene la rivista… Ne sapete troppo!
    A proposito, poi, di chi si nasconde dietro “nick astrologici”… perché voi, invece, vi firmate! O anche voi pseudonimi? Anche voi che sintetizzate discernimento?

  2. luigi atzeni ha detto:

    Ah, ah, ah. Leonardo Melis, Sergio Frau e Giovanni Ugas: i re della fantarcheologia sarda. L’importante è vendere i libri, i libretti e i libercoli.

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