ROSSELLA URRU: DUE PAROLE IN LIBERTA’

di Gabriele Ainis

 

Scrivere di Rossella (che mi permetto di chiamare così perché potrei essere suo padre) non può che finire in banalità, non per nulla ne ho appena detta una enorme con la sciocchezza dell’età e del chiamarla per nome.

Però non bisogna avere paura di far la figura degli stupidi, soprattutto quando nel proprio intimo si ha qualche dubbio che possa anche essere vero. Piuttosto è possibile rivendicare il proprio diritto di dire ciò che si vuole, anche la più ignobile sciocchezza, con la consapevolezza che il potersi esprimere è un bene immenso e irrinunciabile, snobbato dalle nostre parti per eccesso di confidenza, non diversamente dall’aprire un rubinetto ed aspettarsi che sgorghi l’acqua, come se davvero fosse una scontata legge di natura, non una grande conquista, pagata e a caro prezzo.

Io posso accendere il mio lap, navigare in rete, uscire per prendere un caffè con gli amici; posso criticare Monti che mi pare un aborto democratico o Ratzinger che invece lo è per autocertificazione. Per me è scontato che nessuno verrà a bussare alla porta con l’intento di gettarmi in galera perché non amo Monti e non ci saranno esagitati pronti a mettermi al rogo per aver preteso democrazia dal papa, non più. Potrebbe accadere, certo, ma non per una legge dello stato: noi ci aspettiamo di essere liberi. Eppure è una pretesa velata di noncuranza, attesa da smemorati che non considerano come la libertà sia tutt’altro che diffusa e la sua conquista una faccenda complicata, lenta e da difendere ad ogni minuto una volta ottenuta, senza mai distrarsi.

Per questo mi prendo la libertà (un mio diritto sacrosanto) di essere banale e parlare di Rossella Urru, sequestrata e non più libera. Insomma, per ricordarmi quanto il semplice gesto di scrivere le mie fesserie per postarle in rete sia un fatto tutt’altro che ovvio e da propugnare pagando il prezzo di essere scontato.

Rossella è tenuta prigioniera: sequestrata. Chi meglio di noi, fino a pochi anni addietro industriali del sequestro, può coglierne appieno il significato?

Facciamo finta di dimenticare come tanti di noi, all’epoca, pronunciassero parole terribili tipo: “Se l’hanno sequestrato qualcosa avrà fatto!”? Oppure: “Se l’hanno sequestrato allora vuol dire che avrà troppi soldi!”?

Non nascondiamoci dietro un dito: cambiano i tempi ma le persone restano sempre le stesse. Oggi si sente dire: “Se quella lì se ne fosse rimasta a casa nessuno l’avrebbe rapita!”, ma il senso profondo di tutto ciò è sempre lo stesso: non riusciamo a realizzare quanto sia preziosa la libertà perché ne usufruiamo senza pensarci troppo o, parola abusata, la sprechiamo, come facciamo spesso con l’acqua dimenticando il rubinetto aperto.

In fondo, la vicenda di Rossella Urru è prima di tutto questo: una faccenda di ecologia, ecologia dei rapporti umani e della percezione di ciascuno di noi riguardo il concetto di libertà.

Come ai tempi belli dei sequestri sardi (poi esportati in Toscana perché le industrie a volte si delocalizzano) prendere coscienza che la cooperante sequestrata è ciascuno di noi non è meramente una metafora ad effetto per creare consenso, quanto una verità che deve colpirci dell’intimo e provocare malessere. Se ciò non accade, significa che non abbiamo capito cosa possa significare perdere la libertà, individuale e collettiva, perché non abbiamo compreso che privare Rossella della libertà significa privare anche noi di un diritto irrinunciabile e questo non dobbiamo permetterlo.

Poi ci sono le faccende pratiche: ci sono sempre quando si tratta di barattare, trafficare, scambiare, tirare sul prezzo. Non dubito che ci siano persone esperte che se stanno occupando e forse preferirebbero evitare i clamori per agevolare le trattative, però non dimentichiamo che c’è una parte di noi prigioniera da qualche parte. Non lasciamo aperto il rubinetto permettendo che la libertà scorra via perdendosi nella sabbia del deserto: è troppo preziosa per potercelo permettere.

In fondo è solo una faccenda di ecologia.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a ROSSELLA URRU: DUE PAROLE IN LIBERTA’

  1. fabio argiolas ha detto:

    Reblogged this on Su Seddoresu.

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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