PERCHE’ NESSUNO PARLA DELLA COLONIA SUMERA DI SASSARI? PARTE SECONDA

di Gabriele Ainis

 

Così arriviamo a… La ziggurat perduta (capitolo 31, L’odissea Sumera mai raccontata).

Perduta? E dove è finita?

A pagina 204, naturalmente! Ecco cosa ci racconta il nostro eroe:

Approfittai della mia visita in Sardegna per vedere con i miei occhi se davvero, nell’isola preferita dagli italiani per le vacanze estive, si nascondesse una costruzione dei sumeri.

Perché nessuno ne parlava?

E’ così grave ammettere che quel popolo dominasse lunghe rotte di navigazione quattro o cinque millenni fa?

La tortuosa statale 131 Carlo Felice mi portò dal pozzo di S. Caterina fino ad un pianoro a 800 metri dalla principale autostrada sarda, da cui si innalzava lo strano promontorio di cui tanto avevo sentito parlare, a soli 11 chilometri da Sassari. Quando mi addentrai nella piana, la trovai deserta e priva di cartelli che impedissero l’accesso ai curiosi. Fu solo quando raggiunsi il lato sud dell’unica collina visibile che capii la vera natura di ciò che stavo vedendo: quel promontorio era una piramide perfetta.

Come dire che questo qua non si è fermato a S, Cristina per necessità idriche ma per bere un paio di bottiglie di filuferru (e farsi una quarantina di canne) poi si è rimesso in macchina e chissà dove diamine è finito. Ma andiamo avanti, perché stiamo parlando di scienza, altro che storie!

Ercole Contu, uno dei padri dell’archeologia sarda, scavò nella zona tra il 1952 e il 1958; portò alla luce, direttamente dal cuore di quella piattaforma, circa seimila oggetti che datò tra il 4000 e il 3200 a.C..

Bene: e allora? Allora il nostro eroe si rivolge al professor Emilio Spedicato (e chi cazz’è?) che gli spiega (bontà sua):

Forse circa quattromila anni fa, un’imbarcazione sumera o accadica dell’epoca di re Sargon il Grande potrebbe essere naufragata sulle coste settentrionali dell’isola e il suo equipaggio vi si sarebbe forse stabilito per qualche oscura ragione. Ciò spiegherebbe perché il sardo, la lingua locale, abbia ancora così tante parole di origine sumera.

Esatto: l’equipaggio arriva in Sardegna circa quattromila anni fa, quindi nel 2000 a.C., scopre la macchina del tempo e costruisce la ziggurat nel 4000 a.C., uno scherzo da ragazzi, come dire che oltre alle bottiglie di filuferru e alle canne, questo si è fatto anche un bidet con l’LSD! Mì che pensavo che ce ne fosse solo uno capace di dire che i nuragici del secondo millennio a.C. scrivessero nel primo millennio dopo Cristo e invece… i geni ci sono anche in Spagna, propriamente.

Siete preoccupati? Ma quando mai, perché:

Raffaele Sardella, autore di un testo universitario sulle lingue primitive della Sardegna, suggerisce che, dopo la scomparsa dei costruttori di Monte d’Accoddi, un altro popolo, i nuraghi, prese il controllo della ziggurat e l’ampliò. A quanto afferma, la religione nuragica riuscì sicuramente a sopravvivere al dominio cartaginese e romano, grazie al fatto di essere basata sulla magia, gli oroscopi e i presagi a cui gli invasori stranieri erano anch’essi molto legati.

Capito? No? Fa niente, tanto:

[…] a Sargon si si attribuiva il controllo di «terre dall’altro lato del mare superiore». […] Una era Kaptor (terra della creta) e l’altra Anaku (terra dello stagno). Ed effettivamente la Sardegna aveva giacimenti di questo apprezzato metallo. Fu dunque Anaku il nome sumero dell’isola?

Boh, figurati che qualcuno pensa che fosse Atlantide… magari Atlantide e Anaku sono la stessa cosa: forse che non iniziano entrambe per ‘A’ (se non è una prova questa…)? Certo, James Bailey, autore del famosissimo The God-Kings and the Titans, pensava che Anaku fosse l’America (anche l’America inizia per ‘A’), ma laggiù non ci sono ziggurat, mentre in Sardegna sì, che diamine, e poi i nativi americani mica parlano sumero o accadico come i sardi, no? E le barche di giunco sarde identiche a quelle sumere ed egizie dove le mettiamo? Poche storie:

Se, come sembra, la Sardegna dovesse essere stata una colonia sumera, bisognerà scrivere le cronache dimenticate di quegli esploratori. La storia è stata ingiusta con loro! Dovremmo esserlo anche noi?

Ma neppure per idea ci mancherebbe: saprei ben io chi presentarti…

E badate bene che l’ho fatta breve, perché nel libro ci sono delle puttanate spaziali da fare invidia all’onorevole Pili, quello che vuole costruire le case sarde su Marte!

Ma insomma, mi direte: perché ti sei preso la briga di scrivere ‘ste stronzate?

Ma come: non l’avete ancora capito? Davvero non realizzate perché il mio amico sogghignasse?

Ma perché questo qua, che vende uno spavento di copie in tutto il mondo, non solo pensa che i nuraghi siano poco più che ammassi di pietre (non li ha neppure visti quando è stato da noi, chissà come diamine ha fatto, un vero genio!) ma non sa neppure che esiste Gianfranco Pintore e l’allegra compagnia, niente Gigi Sanna e scrittura nuragica (preferisce Sardella, gli piacerà il pesce azzurro), niente Aba Losi e bioscrittura (non è ecologista), niente sherdanu e din-don-dan, niente Mauro Peppino Zedda che ruota i nuraghi per orientarli verso la costellazione del Sirbone, per non parlare del ‘professor’ Alberto Areddu (ecchiè?), ma soprattutto è convinto di aver scoperto la connessione tra Sardegna e Sargon e non cita neppure il famosissimo…il famosissimo… porca miseria che non mi ricordo il nome: ma come cavolo si chiama quello che trova i din-don-dan dappertutto? Proprio non mi viene, l’avevo sulla punta del…

No, davvero non mi sovviene, accidenti, e forse non se n’è ricordato neppure Javier Sierra che non ha fatto altro che parlare di Sargon, Akkad, accadico, sumero-ero-ero e di lui non ne parla neppure di sghiscio! Ma soprattutto non cita mai, ma proprio mai gli sherdanu!! Arriva a dire che forse Accoddi deriva da coddare (ci spiega: termine usato per indicare far l’amore!!) e non pensa a Sardegna-shrdn!!!

Cosa fate, glielo dite voi a Pintoreddu che non solo non li caga nessuno a livello accademico, ma non li considerano neppure quelli come loro, che però vendono un sacco di libri in giro per il mondo e non stanno sempre in rete a cercare di affibbiare ai poveracci le porcherie che scrivono?

Ajò, che ci divertiamo… e non dimenticate Stella del Mattino e della Sera, eh, che certe cose bisogna dirle anche a chi pensa di essere un giornalista, paboritteddu, altrimenti si sente escluso.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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Javier Sierra – Lo specchio oscuro; Enigmi, inganni e ossessioni della storia – Longanesi (2011)

 

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2 risposte a PERCHE’ NESSUNO PARLA DELLA COLONIA SUMERA DI SASSARI? PARTE SECONDA

  1. su mannu mannu ha detto:

    sei un grande stesse intuizioni mie ci sono analogie tra sardi e sumeri

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