SANTA GIUSTA: 10 DISOCCUPATI, 2 DETENUTI, 1 ARCHEOLOGA, 1 DISEGNATORE, BIBI’, BIBO’ E CAPITAN COCORICO’

di Gabriele Ainis

 

Con l’inizio del nuovo anno è partito il progetto Archeo 3, che vedrà impegnati a Santa Giusta dieci disoccupati, due detenuti della casa circondariale di Oristano, un’archeologa e un disegnatore.

Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Sardegna che include Santa Giusta, Fordongianus, Masullas, Norbello e la casa circondariale di Oristano.

Al comune di Santa Giusta sono stati assegnati 150 mila euro che verranno impiegati per un cantiere archeologico nell’area del ponte romano e nell’area di Sant’Elia (presso la peschiera di Pesarìa).

L’amministrazione ha inteso dare al progetto questo indirizzo per fare in modo che si contribuisca alla valorizzazione dei siti archeologici a cui attribuiamo grande importanza, e che dieci famiglie possano percepire per sette mesi complessivi una borsa di 500 euro ciascuna.

 

Secondo me, al comune di Santa Giusta hanno assunto un addetto alle relazioni pubbliche (Bibì) uno psicologo delle masse (Bibò) e un top manager (Capitan Cocoricò) per coordinare i lavori dei due geni. Essi hanno prodotto questa perla rara – su cui sono capitato per gentile segnalazione di uno dei tre lettori istituzionali del bloGG – a dimostrazione che un team competente e affiatato è capace di qualunque risultato (ma proprio ‘qualunque’, nel senso di impensabile nefandezza).

A parte la stravagante sintassi – le dieci famiglie che possono “percepire per sette mesi complessivi una borsa di 500 euro ciascuna” – sarebbe opportuno informare l’estensore della breve nota che il senso della comunicazione, tradotto dal preteso politichese in cui è stata redatta, suona – alle orecchie dei dietrologi malfidati – più o meno così: Su Sindigu ha assegnato cinquecento euro al mese a dieci persone, dieci disoccupati, e lo grida a gran voce nominandoli ben prima dell’archeologa, come se il fatto di dare i quattrini fosse più importante dell’intervento di conservazione e valorizzazione dei beni archeologici… sarà vero?

Di sicuro non c’è nulla di male, nessuna dietrologia, sia chiaro!, né ho il piacere di conoscere il primo cittadino della ridente località appesa alle chiappe di Oristano, pertanto non mi si potrà accusare di partigianeria politica (non so neppure se sia di destra, sinistra, se si lavi o meno, se gli piaccia il pesce o la carne) però: come si fa a scrivere una comunicazione come questa? Non dico tanto, ma almeno per salvare la forma, che diamine, avrebbero potuto inventare una frase come: L’amministrazione di S. Giusta ha dato avvio ad un vasto progetto di valorizzazione del proprio patrimonio archeologico, usufruendo di un finanziamento della RAS per complessivi 150.000,00 €. Il gruppo di lavoro verrà coordinato da un archeologo professionista (e non ‘archeologa’, accidenti, si citi la funzione, non la persona!) cui si affiancherà un tecnico per i rilievi (o per quello che dovrà fare il disegnatore). Verranno impiegati dieci operai e due reclusi presso la casa circondariale di Oristano, al fine di … (non lo so quale possa essere il fine: forse un più facile reinserimento nella società civile? Un progetto di coinvolgimento dei delinquenti nell’Archeologia con la A maiuscola?). L’attività di valorizzazione del patrimonio storico-archeologico, considerata di grande importanza dall’amministrazione per una rivalutazione del patrimonio identitario, verrà condivisa da Fordongianus, Masullas e Norbello (e non dalla Casa Circondariale, che diamine, che fanno, le stratigrafie nelle celle?). Punto.

E i 500,00€ al mese? Non ne parliamo? E i disoccupati?

Ma lasciamo correre, no? Perché sottolineare la soddisfazione per l’elemosina data ai disoccupati, che pare proprio ciò che di certo non è (lo scopo primario del progetto)?

E se poi qualcuno si domanda che fine fanno i restanti 115.000,00 €?

Non è che allora bisogna spiegare per filo e per segno dove vanno a inzupparsi? E perché dire dei 500,00 dati ai disoccupati e non dei… già: quanto percepisce l’archeologo(a)? Perché spiattellare i 500,00 dei disoccupati e basta, per di più facendone oggetto principale della comunicazione, tanto da citarli per primi lasciando l’archeologa al terzo posto dopo i due (importantissimi) reclusi?

Ai reclusi che gli danno, bottarga e finocchietto selvatico?

Ribadiamo: nel fatto in sé non c’è nulla di male, tutt’altro, ci sono i quattrini e le amministrazioni comunali li spendono come ritengono opportuno, saranno poi i cittadini a decidere se il sindaco abbia operato bene o male (eventualmente la Corte dei Conti, ovviamente, e prima ancora gli organi di controllo della RAS). Tuttavia, il voler sottolineare a tutti i costi i 500 cadauno per sette mesi (la ‘borsa’) è francamente di cattivo gusto, lascia l’amaro in bocca e genera i cattivi pensieri sull’uso di soldi pubblici per fini primari (la rivalutazione del patrimonio archeologico) che ne implicano di secondari non del tutto trasparenti. Caro Sindigu, per favore, non trascuri la forma della comunicazione: lo sa che a volte c’è nascosta la sostanza?

Ah, dimenticavo, c’è una cosa che mi incuriosisce: come sono stati scelti i dieci fortunati (chiamali fortunati, se sono disoccupati!)?

Adesso chiamo la Tordella e l’Ispettore, magari me lo spiegano loro.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

320

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...