SCRITTURA nuraGGica: L’INSOSTENIBILE INUTILITA’ DI MANINCHEDDA, poLLitico E intellettuaLLe

di Gabriele Ainis

 

Secondo me, quando Manincheddda si guarda allo specchio dice alla propria faccia: Ma guarda che bell’intellettuale prestato alla politica!

Poi comincia a ridere e non si ferma più finché non arriva il 118 e, per precauzione, lo sedano (che non sarebbe un ortaggio ma l’indicativo presente dal verbo sedare; e in ogni caso bisognerebbe scrivere: “finché non arrivano il 118 e il sedano”, salvo domandarsi perché dovrebbe arrivare anche un ortaggio assieme all’ambulanza).

Sia come sia, è una bella lotta – intendo tra il politico e l’intellettuale – perché, se il nostro è un politico inesistente, visto che nel panorama isolano ha la stessa rilevanza di un ficus beniaminus, essendo però assai meno ornamentale, come uomo di cultura pone interessanti questioni. Ad esempio: sarà laureato in Scienze Confuse (master in Scienze Immaginarie) o in Scienza Fai-da-te (master in Bricolage Scientifico)?

Andiamo con ordine.

Il prode intellitico (se prevale l’intellettuale, ma potrebbe anche essere polittuale, se prevale il politico) dirige, assieme a quel genio di Giovanni Lupinu, un’importantissima rivista di respiro internazionale nomata Bollettino di studi sardi. Tanto per farci un’idea della rilevanza di questo ineguagliabile strumento di diffusione culturale, il numero in uscita contiene contributi di immenso interesse, come: Ancora sull’ant. sardo beredalli/derredali, di Lupinu. Oppure: Per la lingua del Breve di Villa di Chiesa, gli influssi del sardo, nel quale si introduce il concetto di ‘pisano coloniale’, di Ravani. Contributi che il mondo intellettuale attendeva con una sorta di angosciosa aspettativa perché, diciamocelo: si può sopravvivere senza essere edotti riguardo la categoria del ‘pisano coloniale’? E adesso che finalmente la Ravani l’ha individuata, saremo tutti più felici? Appagati? Dormiremo meglio la notte? E che dire della disputa sull’inclusione del capitolo su “Del fare le fiche” nella gloriosa Carta de Logu, saggiamente sottolineata dal nostro Maninchedda?

Intendiamoci: il Bollettino non serve a nulla, come ben sanno i pochi che hanno la ventura di leggerlo, non vale la carta su cui è stampato e fa parte del circuito autoreferenziale di certa intellettualità isolana impegnata ad autopropagarsi a spese dei contribuenti – e non è un caso se i personaggi del circo oscillano tra politica e cultura raspando soldini da una parte e dall’altra – però a tutto c’è un limite, soprattutto all’ignoranza.

Riporto dal blog Sardegna e Libertà (dove non si parla di Sardegna e non c’è libertà, ma questo è un altro film): Per il prossimo numero proporrò a Giovanni e al Comitato scientifico di chiedere a Momo Zucca di scrivere un corposo articolo su quanto sta scrivendo in questi anni sulle epigrafi preistoriche, perché delle due l’una: o Sanna ha ragione e allora deve finire l’ostracismo accademico che lo colpisce; o ha torto e allora bisogna fare  onestamente chiarezza. Ma far finta di niente è sbagliato.

Al che ci si chiede: Maninchedda si è laureato a Voyager? Cosa sarebbe ad esempio l’’ostracismo accademico’?

Non sarebbe: è una balla! Possibile che Maninchedda non sappia che il proprio il mondo accademico ha esaminato da tempo (e pubblicato! Maninchedda si informa su Lanciostory?) la tavoletta di Tricottu su cui il pensionato basa i suoi balbettii glottologici, attribuendola, senza che sia ancora intervenuta alcuna contestazione, all’alto medioevo? Possibile che Maninchedda non sappia che il bizzarro ‘esperto’ di scrittura nuraGGica non ha mai pubblicato un fico (e neppure una fica, a proposito di Carta del Logu)? Che tutta la letteratura riguardante la pretesa ‘scrittura nuraGGica’ altro non è se non un gran casino sollevato in rete da un pugno di pensionati nullafacenti, convinti di rendere indipendente la Sardegna a colpi di cazzate (unici nella storia, però, perché noi sardi non ci facciamo mancare la possibilità di un record)? Che non esiste alcun ‘ostracismo’ per il semplice motivo che non esiste la materia del contendere? Ma lo sa che una delle epigrafi nuraGGiche di cui parliamo è rappresentata dai quattro fori di un brassard? Lo sa che quando mi diverto a dire che c’è chi legge le cancellate in ferro battuto di Villa Devoto, in realtà sono molto meno fantasioso di chi vorrebbe leggere quattro buchi per davvero?

Eppure, si badi bene, non è Maninchedda che mi sconcerta, né da lui mi aspetto altro che culturetta da tre soldi (o meno) e politichetta da due. Non per nulla questo signore ha scelto di aderire ad una coalizione che comprende chi pretendeva di finanziare NUR-AT (tanto per parlare di cultura) e chi a livello nazionale naviga con Bossi, ottimo esempio di razzismo e intolleranza vomitato dalle peggiori istanze localistiche del nord (tanto per parlare di politica). Che ci si potrebbe attendere da uno così se non il peggio del peggio?

Io mi rivolgo al mondo culturale isolano in generale: possibile che tra gli intellettuali non ce ne sia uno capace di dire a Manichedda che sarebbe anche l’ora di piantarla di gettare i soldi nel cesso (chi lo paga il Bollettino?) per inseguire un vuoto culturale immenso? Ma davvero passa sotto silenzio la pretesa di pubblicare un ‘corposo’ articolo su una stupidaggine così evidente come quella di Sanna, ignorando bellamente (o volutamente?) che il mondo accademico non l’ha ostracizzata ma considerata e pubblicata da anni senza che nessuno sia mai intervenuto (nelle sedi scientifiche) a dire qualcosa in contrario? Davvero Maninchedda può trasformare il Bollettino nella succursale di uno dei blog dei fantapensionati senza che si levi una sola voce contraria?

Al che mi viene un dubbio: e se il mondo culturale sardo fosse proprio questo e basta? Cioè un’accozzaglia di parassiti dediti al puppare dalla tetta di Mamma R.A.S. – e dunque dalle nostre tasche – accettando un disciplinare non scritto secondo il quale tra intellettuali non ci si morde e si ciuccia tutti a spese del cittadino bue, ben contento di litigi in rete e Atlantidi varie?

Ovvero: cosa diamine sarebbe il comitato scientifico del Bollettino, la succursale di Zelig? A quando un ‘corposo’ articolo sulla connessione tra Sherdanu e Sacro Graal affidato al Generale Genoveffo Mannutrodju? (Ma corposo, ha per caso attinenza con l’andar di corpo?)

 

gabriele.ainis@virgilio.it

313

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in PoLLitica, Scrittura NuraGGica. Contrassegna il permalink.

4 risposte a SCRITTURA nuraGGica: L’INSOSTENIBILE INUTILITA’ DI MANINCHEDDA, poLLitico E intellettuaLLe

  1. maria ha detto:

    Scusi, ma siccome La seguo e non La seguo, mi potrebbe indicare le pubblicazioni scientifiche dalle quali risulta, come Lei dice:

    “proprio il mondo accademico ha esaminato da tempo (e pubblicato! Maninchedda si informa su Lanciostory?) la tavoletta di Tricottu”

    il riportare ciò, non sarebbe solo utile alla mia distrazione, ma anche per altri che non sanno o non vogliono vedere l’amara realtà dei fatti

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      Mi scusi la disattenzione, ma il suo commento era andato smarrito.
      P. B. Serra – Su alcune matrici in bronzo di linguette altomedievali decorate a “punti e virgole” dalla Sardegna – Orientis radiata fulgore. La Sardegna nel contesto storico e culturale bizantino. Atti del convegno di studi (Cagliari, 30.11 – 1.12 2007), Ortacesus 2008 pp. 313-351

  2. Maurizio Feo ha detto:

    Fa almeno il paio con la teoria (molto più grave: e passò inosservata e non criticata!) che il Ministro Maroni tirò fuori qualche anno fa circa la “possibilità” di trapianti umani d’organo clandestini… Una teoria cara ad ogni rivista di parrucchiere che si rispetti, altro che Voyager!

    Incompetenza ed ignoranza colpevole dei fatti ambedue sublimi, che però riescono anche ad offendere.
    Anche perché c’è sempre qualcuno che ci crede, purtroppo, visto che “se ne parla così in alto”…

  3. in un’Isola la cui cultura si abbevera alle fonti di accabadore più o meno autoreferenziali, poteva mancare s’unda manna che travolge (ma solo nel Campidano, fino alla Giara) la fiorentissima civiltà degli Shardana o i misteri misteriosi delle catacombe di Santu Lemu (http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/06/27/ossa-umane-misteri-e-minestroni-storici/) o cosette così?
    Stefano Deliperi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...