ROBERTU KORONEU RIP

di Boicheddu Segurani

 

Il professor Roberto Coroneo è morto e, assieme al maestro, anche un amico.

Sì, è vero, avremmo potuto dire scomparso, mancato, passato a miglior vita e altre cento puttanate del genere, ma la realtà dei fatti è che prima c’era, con la sua cultura, l’umanità, l’ironia e adesso non c’è più: il resto sono solo contrazioni aperiodiche dell’aria.

Sull’eredità culturale ne parleranno in mille, o più. Su quella umana, tutti coloro che l’hanno conosciuto. È il guaio principale della morte, la necessità di doversi adattare a diventare qualcosa che non si immaginava d’essere: un frammento nel ricordo altrui.

Quindi, ci sarà chi, con maggior cognizione, mestiere e tecnica, potrà celebrarne degnamente la figura, di uomo e intellettuale. C’è solo l’imbarazzo della scelta: professori, giornalisti, politici e altra umanità varia, racchiusa tutta nel cordoglio più o meno scontato e nella celebrazione venata di banalità. A nostro avviso – parere del tutto personale – il professore non l’avrebbe apprezzato particolarmente, salvo il non farlo trasparire, perché era capace di pazienza immensa e raro savoir-faire, come dire un gran signore, serenamente consapevole del proprio livello intellettuale e drammaticamente rispettoso di quello altrui, soprattutto quando il confronto fosse impietoso.

Se dobbiamo commemorarlo, allora preferiamo ricordarlo sorridente, se non addirittura qualcosina in più, sebbene non sghignazzante perché a ridere sgangheratamente proprio non riusciamo ad immaginarlo.

Ecco, ci piace riandare al momento in cui ricevemmo il breve contributo di Robertu Koroneu sulle Torri di Atlantide e ne apprezzammo immensamente lo stile e il significato, quello che ovviamente abbiamo voluto vederci noi: la lezione che, di fronte a certe scempiaggini, è assai più proficuo sorridere con signorilità che non suggerire di aprire un libro e studiare, atto di per sé faticoso per coloro i quali immaginano il mondo intellettuale attraverso la mediazione dei riti televisivi, l’illusione che la cultura sia sovrapponibile ad una ricerca su Google e si esaurisca nelle metodologie care a Voyager.

Nel nostro piccol(issim)o, ci siamo divertiti a ridere con lui considerando la seriosità degli ignoranti quanto di peggio possa elaborare il mondo, contrapponendo ad essa un granello di sana ironia.

Che poi siano sempre i migliori ad andarsene, è una vera e propria stronzata: Robertu Koroneu non è andato da nessuna parte, è ben presente dentro di noi e ci resterà finché saremo vivi. Sono gli stupidi che se ne vanno, com’è giusto che sia, perché una volta spariti non se li fila più nessuno, salvo i parenti stretti, ma a malincuore e per senso di dovere.

RIP

 

boicheddu.segurani@virgilio.it

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2 risposte a ROBERTU KORONEU RIP

  1. Maurizio Feo ha detto:

    Confesso che non lo conoscevo. Ammetto di avere sorriso, alla lettura di quell’articolo e di avere pensato che grazie al cielo c’è gente così, che si oppone sorridendo all’Incultura.
    Ma so che era giovane e che avrebbe avuto molto ancora da dare: la sua morte è prematura e quindi in qualche modo molto ingiusta anche nei confronti di chi non lo conosceva, non solo per i suoi familiari.

    Forse non avrei dovuto scrivere queste cose inutili e del tutto banali, ma solamente: ho saputo, mi dispiace.

  2. panurk ha detto:

    Sono scioccato. Ho incontrato Roberto Coroneo la prima volta negli anni 1980 quando mi trovò da Renata Serra nei locali dell’Istituto di Studi Sardi. Situazione non facile per il mio figliuolo di appena sei anni che mi accompagnava e che prodigava le sue ultime energie a stare zito e di non disturbare la conversazione dei “grandi”. Uno dei dottorandi che ognitanto si recava dalla fotocopiatrice vicina aveva seguito la situazione. In un certo momento si avvicinava, prendeva la mano di mio figlio e lo portò dalla fotocopiatrice regalandolo alcune fotocopie di disegni di fregi bizantini che facevano parte della sua tesi di laurea. Continuavammo la discussione con calma ed indisturbati mentre il figliuolo felicsssimo colorava i fregi coi colori “giusti” sotto la sorveglianza scientifica del dottorando. Ecco: Roberto Coroneo.

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