LO SNARK SALVA L’ANFITEATRO DI CASTEDDU… FORSE

di Gabriele Ainis

 

 

Lo “Snark”, per chi non lo sapesse, è un animale inesistente inventato da Lewis Carroll, il genio vittoriano sospettato di pedofilia (i suoi dagherrotipi suscitano più di un sospetto, ahimé). Sarebbe un incrocio tra snake (serpente) e shark (squalo), come dire la metafora del nonsense britannico del periodo.

In italiano c’è chi l’ha reso con Squilo, anche se io ho sempre pensato che Serqualo sarebbe stato meglio. Comunque un termine adatto a definire Massimo Zedda, il nuovo sindigu di Casteddu che in molti giudichiamo, per ora, una sorta di animale misterioso e indefinibile, ma non solo. Non sfuggirà che Snark è anche inquietante, rimanda ad animali pericolosi e da trattare con le pinze, da non sottovalutare.

Lo Snark Casteddaiu ha riscosso entusiasmo, quindi aspettativa, soprattutto da parte del popolo variegato che lo ha eletto, un po’ per voglia di cambiamento, molto perché non c’era di meglio, come a Milano e Napoli, sebbene con tutte le differenze tipiche delle competizioni elettorali amministrative. Il sospetto è che se il PD avesse proposto un candidato appena potabile, non ci sarebbe stata storia, ma non è avvenuto, quindi guardiamo con attenzione e vediamo come agisce lo Snark, prima di tutto curiosi e poi speranzosi, perché un sindaco che funziona è un interesse di tutti, non solo della parte che lo ha eletto.

Uno dei punti (di forza) della campagna elettorale di Zedda era stato l’Anfiteatro, monumento di enorme interesse storico-archeologico, da sempre considerato la sede naturale per eventi culturali importanti. Da ragazzino ricordo con nostalgia le stagioni sinfoniche e la bellezza della cornice (che suppliva alle manchevolezze del resto), le serate di musica godute dalle gradinate.

Un simbolo evidente della continuità storica della città, insomma, delle radici che affondano in un passato lontano e che andrebbero prima di tutto preservate e valorizzate come patrimonio comune, di tutti, dei cittadini, allo stesso modo delle istituzioni democratiche che consentono la convivenza e che dovrebbero esserne la base. Un po’ come una sorta di costituzione scritta nel calcare miocenico della collina nella quale (costituzione) dovremmo riconoscerci tutti.

Dopo le tante polemiche e l’intervento, fortunatamente, risolutore della Soprintendenza, pare che la faccenda sia avviata ad una soluzione che alle persone di buonsenso era sembrata scontata fin dall’inizio: se un monumento non può sopportare l’impatto di un uso intensivo, sebbene a scopi culturali, il problema della sua conservazione deve essere dirimente!

Gli eventi previsti si sposteranno alla Fiera: non ci sarà la stessa ineguagliabile cornice, ma non possiamo permetterci di mandare a donne perdute un gioiello ereditato dal nostro passato. Sembra proprio che lo Snark si stia incamminando sulla buona strada per diventare il Sindaco Zedda!

A questo punto, però, non possiamo fare a meno di svolgere una breve considerazione: se plaudiamo alla decisione di spostare altrove gli eventi, vorremmo anche che venisse subito posta all’ordine del giorno la destinazione del monumento, attualmente affogato sotto una camicia di legnaccio e per nulla protetto né valorizzato (in senso culturale).

Non sfuggirà, infatti, che quando si parla dell’Anfiteatro si associa ad esso, in un nodo indissolubile, il ruolo di contenitore di eventi, snaturandone in tal modo quello di monumento cardine, assieme a pochi altri, della storia cittadina. L’averlo coperto di legno testimonia infatti tale rapporto conflittuale con un’opera architettonica così presente, quando la si consideri un teatro o un luogo di aggregazione come altri, e allo stesso tempo così assente quando vada inquadrata nel contesto della lunga storia cittadina.

La mente non può che andare immediatamente a Tuvixeddu, altra immensa bellezza trascurata, ma vorrei dire avversata, dalla politica schiava del mattone ad ogni costo e delle lobby (ma non sarebbe sbagliato chiamarle congreghe) che ad esso fanno riferimento.

Ecco, non ci spiacerebbe se lo Snark, in procinto, speriamo, di diventare Su Sindigu Zedda, ci stupisse con un effetto speciale e, assieme alla nuova assessora Puggioni, ci illustrasse cosa intenda fare con l’Anfiteatro e Tuvixeddu, assieme a tutto il resto che fa di Casteddu ciò che è: una città ricca di storia che non ha bisogno di sciocchezze Atlantidee per rivendicarla.

Restiamo in fervida attesa di sciogliere il nodo: come direbbe Lewis Carroll:

“Just the place for a Snark!” the Bellman cried…

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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