CHE TEMPO CHE FA IN SARDEGNA

di Gabriele Ainis

 

 

Luca Mercalli mi sta (poco) cordialmente antipatico. Perché i saccenti li detesto, anche quando sono competenti e spargono ragione da vendere. Allo stesso modo odio Che tempo che fa, l’unica trasmissione capace di far arrivare una dentiera dalla Svezia ed andarne orgogliosa: possibile che in Italia non ci siano denti a sufficienza per presentare una trasmissione brillante di mediocrità e in primo piano solamente grazie al livello medio (pessimo) della RAI?

Una delle caratteristiche della trasmissione di Fazio è quella di pubblicizzare pessimi libri, alcuni veramente imbarazzanti, mentre da una trasmissione che vorrebbe dare un contributo culturale mi aspetterei quantomeno una briciola di critica al sistema editoriale italiano, non dico tanto, un poco di anticonformismo, di novità, di coraggio. Invece ecco la fila dei soliti noti, tutti in coda a presentare memorie scontate di cui poco cale ai più, romanzi bestialmente banali, “personaggi” che vivacchiano di autocertificazione televisiva: il trionfo del sistema mediatico che si vorrebbe avversare.

In proposito, una vera e propria ciofeca l’ha scritta Mercalli qualche tempo fa (che bella allitterazione con Che tempo che fa, vero?) non molto, una manciata di mesi; si intitola Viaggi nel tempo che fa (Piccola geografia meteorologico-letteraria).

Lo dico subito: talmente sconcertante che anche la sinossi della quarta di copertina è un capolavoro di idiozia.

Mercalli, ci dice quale sia il clima di un gran numero di località del mondo, fornendo dati di fondamentale importanza e, naturalmente, indimenticabili. Un esempio? Ad Alba le temperature medie oscillano dai 2 gradi di gennaio ai 23 di luglio, mentre il valore annuo è di circa 12,5. Adesso che l’ho letto mi sovviene una considerazione: E ‘sti cazzi?

Ma l’autore non si ferma qui; poiché ciascun luogo considerato è descritto in una paginetta scarsa, anche se l’impaginazione la stira ad una e mezza così da arrivare ad un totale di poco più di 200, e non si può pretendere che si acquisti un libro perché l’autore è un climatologo, anche se competente e televisivamente famoso, arriva la trovata: assieme ai dati del clima ecco una bella citazione letteraria: parliamo di Alba? Ma allora siamo nelle Langhe quindi giù due righe da La luna e i falò! Contenti?

Dicevamo della quarta di copertina: L’intento […] non è quello di costruire una guida pratica ai climi del mondo, bensì di aprire una finestra su questo elemento della geografia del turismo a cui va sempre tantissima attenzione di pubblico, purtuttavia non corrisposta da eguale precisione delle informazioni. Come dire: non è che si possa descrivere il clima di Alba come caratterizzato da temperature moderate – siamo nelle Langhe, accidenti! – bisogna dare la media annuale alla prima cifra decimale, mica abbiamo l’anello al naso! Certo, potremmo anche consultare una qualunque guida turistica che ci dà non solo la media ma tutta la curva annuale, compresa la piovosità e l’insolazione, però non l’ha scritta Mercalli! E poi, vuoi mettere l’importanza di confrontare la temperatura di Alba con quella del deserto di Atacama? Hai visto mai che mentre sei ad Alba a gustare la torta di nocciole (ottima, da non perdere anche se costa un sacco di soldi) ti viene un dubbio sulla piovosità di Atacama e il dolce ti resta sullo stomaco se non puoi controllare immediatamente compulsando il libro del caro Luca?

Come? Possiamo connetterci alla rete usando uno qualunque degli innumerevoli punti wi-fi e domandare a San Google? E la citazione da La luna e i falò?

Perché, sempre dalla quarta di copertina, […] Luca Mercalli riesce ad aggiungere le atmosfere narrative […] dei grandi della letteratura mondiale.

Domanda: ma perché ne parli? Perché perdere tempo con una porcheria che non vale la carta su cui è stampata?

Ma perché si parla anche della nostra isola, ecco perché e non possiamo perdere le perle di saggezza asperse a piene mani dal saggio climatologo.

Ogliastra, clima di lunga vita (pag 145). Il Gennargentu si eleva a 1834 m s.l.m. e il Bruncu Spina a 1829 (non lo sapevo accidenti: meno male che c’è lui). La temperatura invernale scende di frequente sotto lo zero. Fantastico, ed io che pensavo che d’inverno ci fossero 45 °C e le pecore andassero a spasso con il vello a maniche corte! Il borgo di Arzana deriva il suo nome dalla voce nuragica Arthana! Oddio, ci voleva Mercalli per insegnarci il nuragico! Vuoi vedere che prima di scrivere il libro ha letto Sardoa Grammata e adesso ci traduce il cancello in ferro battuto di casa sua? No, fa di meglio: forse fu una tempesta di scirocco a spingere sulle coste di Tertenia un gruppo di fuggiaschi guidati da Ulisse, infatti il nome di questa località evoca Dardani o Tartani, appellativo dato ai Troiani!

Sardegna, l’isola del vento (pag 177). Vento? Vuoi vedere che in Sardegna c’è il vento? Lo sapevate? No? Allora subito un paio di citazioni da… ma sì che lo sapevate: da Canne al vento e da Il paese del vento, di Grazia Deledda! Però di pioggia ne cade piuttosto poca: a Cagliari la media annua è di 430 mm, 606 a Sassari, 590 ad Alghero, per lo più distribuita tra ottobre e febbraio! Porca miseria, mi ha sconvolto, ed io che credevo che il massimo delle precipitazioni fosse a luglio! Meno male che ci sono ottimi bollettini meteorologici su www.sar.sardegna.it!

 

Insomma, se avete 15€, potete regolarvi in due modi: a) comprare La genesi delle urine e delle feci, di Melardo Leonis, appena uscito in libreria, una sintesi mirabile dei precedenti due libri del famoso storico, oppure b) spendere 9,00€ per un martello e 5,00€ per una confezione di cerotti; potete usare il martello per darvi una lunga sequela di goduriose martellate agli alluci, usando successivamente i cerotti per riparare (parzialmente) ai danni.

Vi resta anche un euro per il caffè: che volete di più?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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L. Mercalli – Viaggi nel tempo che fa (Piccola geografia meteorologico-letteraria) Einaudi (2010)

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