BRONZETTO NURAGICO? COS’È UN BRONZETTO? SI MANGIA?

di Gabriele Ainis

 

 

Ma guarda un po’, poverini, che non sapevano che fosse un bronzetto… Né il signor Silvio Pulisci né il signor Gigi Sanna (esperto di archeologia sarda, sic!) trovato il frammento bronzeo dalle parti di Maimoni, hanno pensato di consegnarlo alla Soprintendenza entro 24 ore, come impone la legge: perché avevano paura di fare una brutta figura!

Questo leggiamo nel trafiletto della Nuova Sardegna che racconta delle dichiarazioni dei due imputati (sì, sono stati rinviati a giudizio) quando hanno parlato a propria discolpa.

Naturalmente il giornalista (e.c.) trascura alcune piccoli dettagli:

1) la Soprintendenza ha agito correttamente: la denuncia di mancata consegna nei termini prestabiliti è un atto dovuto; in assenza di ciò, il Soprintendente avrebbe commesso il reato di omissione d’atti d’ufficio. Naturalmente, nell’Italia (e Sardegna) di oggi parliamo di noccioline, ma nei posti seri per cose del genere si cacciano via , correttamente, i pubblici ufficiali!

2) ma guarda un po’ che i due, passeggiando per il Sinis dietro Maimoni, trovano, per caso, un frammento di bronzetto! Per caso! Va bene, se lo dichiarano non c’è da dubitarne, possiamo notare, tuttavia, che non stiamo parlando di una passeggiata in via Tharros, a Cabras, ma di un’area protetta in cui non si può portar via neppure un granello di sabbia? Laggiù non si può toccare neppure il petalo di un giglio della sabbia, un giunco, una posidonia, un sasso; laggiù, per fortuna, è proibito asportare qualunque cosa, salvo l’aria che si respira. E questi due, invece, trovano un frammento di bronzo di qualche centimetro quadro! Naturalmente stavano passeggiando, no? Mica cercavano chissà che cosa! Mah… Hanno commesso un reato? Francamente non lo so, faccio solo notare un fatto: che in una zona in cui non si può toccare nulla, ma proprio nulla, sono così statisticamente favoriti da trovare una scheggia metallica! (piccolissima, come fa notare l’articolo!)

3) possibile che non abbiano avuto qualche dubbio? Se avessero pensato trattarsi di un pezzo di metallo qualunque l’avrebbero lasciato dove stava. Invece l’hanno raccolto. Perché? Ma il motivo è chiaro, lo dicono proprio loro secondo quando riportato dall’articolo: I due hanno spiegato che c’era il timore di fare una pessima figura di fronte alla Sovrintendenza, per cui agirono con estrema cautela prima di consegnare il reperto: insomma, non volevano passare per incompetenti. Solo quando ebbero la certezza di avere per le mani qualcosa di realmente antico, decisero di compiere il passo ufficiale. Non so se quanto detto nell’articolo sia vero, ma ciò che si capisce è che i due ebbero il sospetto che fosse un frammento di bronzetto, ma non erano sicuri.

Orbene, la legge non autorizza chi trova dei reperti ad eseguire “indagini” per accertarne l’autenticità, tutt’altro, è proprio il “sospetto” che possa trattarsi di un reperto che obbliga il cittadino responsabile alla consegna immediata (o alla segnalazione, ovviamente, basta recarsi nella più vicina caserma dei carabinieri). Ciò è particolarmente vero in un luogo come la Sardegna in cui esistono fin troppi pretesi “esperti” di archeologia sarda, qualifica che proprio l’estensore dell’articolo attribuisce all’imputato Gigi Sanna.

Personalmente non conosco i due imputati, né sono interessato alla sentenza (immagino che tra primo grado, appello ed eventuale cassazione si andrà probabilmente incontro ad una prescrizione) tuttavia ciò che noto è una clamorosa mancanza da parte del giornalista. Possibile che con la notizia di due personaggi ben noti nel campo dell’archeologia “non allineata” sotto processo per mancata consegna di un reperto, non si senta in dovere di una considerazione di merito sull’accaduto? Possibile che non gli venga da pensare che sarebbe il caso di stigmatizzare che, condanna o meno, chi trova un reperto, ma soprattutto chi crede di averlo trovato o ne ha il sospetto deve darne immediata comunicazione a chi di dovere?

Perché è questo che manca nel pessimo trafiletto del mediocre giornalista, la consapevolezza che sono i comportamenti del singolo, le azioni di ciascuno di noi che contribuiscono a creare il clima generale nel quale viviamo. La legge sulla protezione dei beni archeologici protegge tutti, il bene comune, non ci sono pretesi “esperti” autorizzati a derogare, anche se fossero in buonafede e convinti di far bene, perché sarebbe la morte certa della legalità! Non è pretendendo di essere “esperti” che si è autorizzati a non rispettare la legge (ancora meno se esperti non si è!): la si rispetta tutti!

In conclusione: dovrei forse ironizzare sulla “paura di fare brutta figura”!

No, mi astengo. Mi astengo perché una cosa è urlacchiare in rete, un’altra trovarsi di fronte a un giudice (e cagarsi sotto; immagino che, per chi non c’è abituato, sia un piccolo trauma). Credo che i due, a parte l’eventuale pena, del tutto trascurabile in un’Italia in cui il più sano ha la rogna, abbiano già avuto una bella lezione, non mi pare il caso di infierire. A mio avviso hanno commesso una leggerezza e, per questo, ci penserà il giudice se lo riterrà penalmente rilevante, il succo è un altro: possiamo metterci d’accordo tutti sul fatto che le leggi vanno rispettate e che quando si trova un reperto (o si ha il sospetto) la prima cosa da fare è informare le autorità?

Possiamo o dobbiamo?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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3 risposte a BRONZETTO NURAGICO? COS’È UN BRONZETTO? SI MANGIA?

  1. carlo ha detto:

    tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino……..

  2. Mirko Zaru ha detto:

    Avevo postato un articolo sul blog del Pintore SABATO 11 OTTOBRE 2008 … sparito dal sito per prudenza: questo l’intero contenuto dell’articolo

    Indubbiamente la nuova scoperta dei piedini di Maimone o meglio Maimoni (IGM 1:25000) è decisamente interessante, non tanto per il reperto in sé, ma piuttosto per la conferma della presenza di materiale “nuragico” del primo ferro in quella località!
    Come sempre si è gridato al miracolo e alla sensazionale scoperta, trasformando il bel ritrovamento in una discutibile ricerca di successo e visibilità mediatica atta a riaccendere interesse sulle fantomatiche tavolette!.

    Non si tratta sicuramente del più piccolo bronzetto rinvenuto in Sardegna e tanto mento si tratta di una miniatura dedicata alla rappresentazione minuta di un “normale bronzetto” o della grande statuaria.
    L’esempio scelto per rapportare le proporzioni è discutibile se si prende in esame l’oggetto e se ne attribuisce l’appartenenza.
    A mio modesto parere (e ne darò motivate giustificazioni) si tratta di un frammento di una navicella a protome con rappresentazione, in scala, di uomo come si può trovare in diverse navicelle del periodo in esame.
    Non si tratta quindi della ricerca della miniaturizzazione dei bronzi votivi o dei giganti di pietra, bensì una necessità data dal proporzionamento della figura stessa, che trova la stilizzazione essenziale forzata dai limiti della tecnica di fusione a cera persa.
    Il piccolo piedistallo, infatti, difficilmente realizzabile su una fusione del solo “bronzo miniaturistico” come vuole far intendere il Sanna, se la sua teoria fosse corretta, il piedistallo sarebbe stato sostituito da due tronconi di fusione direttamente attaccati ai piedi e al matarozzo, mentre, in altri casi accertati, trovano più ragionevole realizzazione su navicelle.
    Per citare alcuni esempi di possibili similitudini propongo:

    Lampada con figura di Antropoide nel piatello e manico a protome bovina – Le sculture della Sardegna Nuragica – Lilliu 1960 altezza 4 cm

    Navicella con protome bovina e con orlo sormontato da siogo di buoi e bifolco – Le sculture della Sardegna Nuragica – Lilliu 1960 altezza 9 cm (l’intera Navicella)
    – Le navicelle di bronzo della Sardegna Nuragica – De Palmas – Tavola 28 – pag. 296 – Navicella da loc. sconosciuta della Sardegna.

    Bullettino archeologico Sardo Anno I Tav 1 – n°2 Crespi 1884;
    DePalmas – Navicella da località sconosciuta della Sardegna – Le navicelle di bronzo della Sardegna Nuragica – De Palmas Pag. 306

    I dati forniti bastano di per sé per avvalorare la mia tesi, con riscontri già conosciuti, spostando così, per l’ennesima volta, l’attenzione dal contesto Monte prama – Tzricotu (con le sue tavolette delle quali abbiamo altri esempi con le medesime decorazioni Fig 004), a Maimoni come nuovo insediamento del periodo del primo ferro; questo ritrovamento lascia pensare che in tale località esistano strutture del bronzo finale – primo ferro individuabili a livello di calpestio, preghiamo perciò il sig. Sanna di fare partecipe l’intendenza del luogo esatto del ritrovamento.
    In caso contrario mi congratulo con i signori Sanna e Pulisci per aver rinvenuto un frammento di 1cm X 1 cm e mezzo in bronzo del periodo in esame, fuori contesto, in una zona non arata a 200 m
    http://www.wikimapia.org/#lat=39.9109707&lon=8.4007108&z=17&l=4&m=a&v=2&search=cabras
    dalla costa e soprattutto senza l’aiuto di un cercametalli!

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      Le pubblico il commento per le ultime righe (ironiche).
      Mi sarebbe piaciuto se avesse aggiunto una parola in merito all’assoluta necessità di piantarla, una volta per tutte, di “trovare reperti per caso” e, nel caso accada, di avvertire immediatamente la soprintendenza.

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