PERCHE’ L’EVOLUZIONE E’ VERA

di Desi Satta

 

“Dato che la Costituzione degli Stati Uniti d’America vieta l’insegnamento della religione nella scuola pubblica, undici genitori profondamente indignati portarono il caso in tribunale”

È la frase che più mi ha colpito di tutto il libro, sebbene non mi abbia stupito. L’autore, nella prefazione, si riferisce infatti alla nascita del famoso caso legale della contea di Dover, in Pennsylvania, quando un giudice sentenziò che la “teoria” del disegno intelligente è un’argomentazione teologica e non, come avrebbero preteso i suoi sostenitori, una teoria scientifica alternativa a quella dell’Evoluzione. Non sarà male notare che il giudice era cristiano praticante, esponente repubblicano e simpatizzante di G.W. Bush, allora presidente degli Stati Uniti (eletto col voto determinante degli integralisti cristiani).

Mi ha colpito perché sono stata indotta a considerare come un paese tutt’altro che ateo e materialista, ben lo sanno coloro che lo frequentano, è capace di separare nettamente religione e scuola pubblica (chi pretende un insegnamento confessionale può sceglierlo) mentre noi contrabbandiamo l’imposizione del cattolicesimo nelle scuole come un esempio di libertà di culto!

Un libro come questo, che si propone di aggiornare le argomentazioni del darwinismo (termine che definisce in genere la teoria dell’evoluzione sebbene essa sia ben più ampia ed argomentata dell’originaria idea di Darwin) alla luce delle scoperte più recenti, e all’interno del dibattito statunitense – che non appare destinato a placarsi – tra evoluzionisti (scienza) e creazionisti (religione) probabilmente farà poca presa dalle nostre parti, perché in Italia di scienza si parla poco o nulla. Tra l’altro, l’abolizione dell’insegnamento del darwinismo da noi è cosa fatta, passata in giudicato senza tante storie con il placet di gran parte delle forze politiche di tutti gli schieramenti, forse addirittura più per insipienza che per vera e propria volontà politica.

Alla scienza, infatti, siamo poco avvezzi, per nulla interessati e sulla via di creare una frattura insanabile tra mondo scientifico e società, spaccatura particolarmente gradita alla chiesa cattolica. I nostri scienziati sono ancora apprezzati all’estero (pur con i necessari distinguo, ovviamente, i cialtroni abbondano ovunque, tant’è vero che quando decidono di prenderne qualcuno lo scelgono accuratamente) ma ciò non impedisce un progressivo depauperamento della cultura scientifica diffusa nella società, attraverso la sistematica eliminazione delle tematiche e del linguaggio scientifici dai mezzi di comunicazione di massa.

Chi segue la saggistica non specialistica sugli sviluppi della teoria dell’evoluzione e sul dibattito tra evoluzionismo e creazionismo (chiamarlo dibattito sarebbe in realtà eccessivo, forse sarebbe meglio definirla guerra di religione del secondo nei confronti del primo) troverà temi e ragionamenti ben noti, ma anche molti esempi classici svolti con argomenti nuovi. Uno per tutti, l’argomento banale dell’impossibilità dell’esistenza di “specie intermedie”, svolto brillantemente con l’esempio della balena, in risposta ad un’obiezione scontata di un creazionista di grido.

A parte il merito, tuttavia – e soprattutto per noi italiani, abituati all’ascolto dell’oroscopo sulle reti pubbliche, delle omelie, e di Voyager – è opportuno segnalare il linguaggio scientifico di cui il libro è intriso, non perché sia una novità, si badi bene, quanto per il motivo che i mezzi di comunicazione sui quali siamo soliti basare il nostro interfacciamento col mondo ne sono del tutto privi.

La lettura di un saggio in cui la struttura dell’argomentazione è di tipo scientifico, richiede il possesso di strumenti di interpretazione capaci di apprezzarlo, senza i quali il senso del ragionamento viene del tutto smarrito, ma anche la volontà di studiare ciò che si legge senza pretendere di ricevere in dono una nuova conoscenza per osmosi e senza fatica. Per divulgativo che sia, un saggio necessita di attenzione, della capacità di concatenare le argomentazioni con strumenti logici e di comprendere i motivi per i quali certi argomenti possono essere considerati scientifici ed altri no, nello stesso modo in cui un astrologo e un astrofisico, convocati entrambi in una trasmissione televisiva, debbano essere assegnati a due categorie diverse: ciarlatani, scienziati.

In definitiva un bel libro che richiede la determinazione di informarsi e la capacità di godere della conoscenza, due presupposti senza i quali sarebbe meglio risparmiare i 29,00€ del prezzo di copertina (li ho spesi volentieri!).

Chi è particolarmente interessato all’evoluzione umana (come me), troverà due capitoli interessanti relativi l’uno al nostro passato (con un accenno alle attuali diatribe sull’Hobbit, l’uomo di Flores) l’altro a quello che potrebbe essere il nostro futuro in termini evolutivi, argomento non di poco conto in un mondo, come il nostro, in cui tendiamo a perdere la percezione sia delle spinte evolutive che della loro direzione.

Per chi è abituato ai saggi, segnalo le 275 pagine (fitte) di testo, una bibliografia essenziale quanto aggiornata (il libro risale al 2009, le citazioni sono aggiornate al 2008), una bella bibliografia ragionata completa di risorse on-line.

Astenersi perditempo.

 

desi.satta2@virgilio.it

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Jerry A. Coyne – Perchè l’evoluzione è vera – Codice (2011)

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Una risposta a PERCHE’ L’EVOLUZIONE E’ VERA

  1. andrea asuni ha detto:

    Ho letto il suo bell’articolo e condivido in pieno le sue osservazioni sulle qualità a monte che il lettore deve possedere, aggiungerei il tempo che sa che deve devolvere alla lettura di un qualsiasi saggio, per coglierne i collegamenti e le evoluzioni interne. Ecco forse è questo che oggi ci manca: il tempo per sbrogliarci fra lacci e lacciuoli, e per dedicarci a sane letture. Infatti non è che non si legga, ma si legge ciò che è di “facile ascolto” (come si diceva delle canzoni pop una volta), perchè ci prende meno tempo, e alla fine ci troviamo un lettore che richiede questo. Non sarà che lo scrittore cialtrone è generato coscientemente dal lettore che esige proprio questo?

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