TUVIXEDDU E IL TRIONFO DEI CRETINI

di Gabriele Ainis

 

 

Avendo tempo si potrebbero leggere molti più libri. Per informarsi, studiare, oppure per puro e semplice piacere. Invece, capita che si abbia la necessità di procurarsi da mangiare, pessima abitudine e allora i libri si accumulano sul tavolo e si leggono quando si può. Ad esempio questo, Il Bel Paese maltrattato di Ippolito, che continuavo a guardare da mesi con poca convinzione.

Se l’autore fosse uno scrittore, uno vero, un testo da tenere in biblioteca e invece, buttato giù da un assassino delle lingua italiana, è solo una raccolta monotona di attentati al belpaese, una denuncia priva di pathos e fantasia. Però le informazioni ci sono, e come, sebbene raccolte senza un’idea unitaria ed accatastate come ciarpame in una soffitta. Peccato: fatti e misfatti che avrebbero richiesto maggiore immaginazione o ironia, o semplicemente amore per il suono delle frasi, monotone come un archivio dell’agenzia delle entrate.

Perché ne parlo? Per svariate ragioni, ovvero per segnalare le citazioni che ci riguardano da vicino.

Finalmente ho capito i motivi per i quali la Sardegna fatica ad ottenere le bandierine blu. È un’informazione che mi ha sconvolto più del lecito (ammetto la mia ignoranza) spingendomi a riflettere, ancora una volta, sulla nostra capacità di sardi di buttare i soldi nel cesso ed evitare di provare ad amministrare decentemente la cosa pubblica. Nel 2009 (Rapporto Legambiente Mare Monstrum 2009) la Sardegna è al primo posto nella classifica del mare inquinato: 362 illeciti, 384 persone denunciate o arrestate e 44 sequestri. Alla faccia di mare e natura incontaminati!

“a Cagliari lo stagno di Santa Gilla, laguna costiera dichiarata sito di interesse comunitario” è “una fogna aperta che raccoglie gli scarichi di comuni” ancora senza il completamento degli allacci delle “proprie reti al depuratore” e compromette “la qualità ambientale della zona e la stagione ittica”. Questo invece lo sapevo perché sono di Cagliari e le lagune le conosco bene. Del resto Sardegna e Liguria occupano degnamente l’ultimo posto della graduatoria delle regioni italiane con il solo 75% di copertura fognaria. Che bisogno ne abbiamo? Tanto c’è il mare, no? E poi tutti quei tubi e tubazzi sono antiestetici, che diamine, possibile che si debba deturpare il paesaggio?

Si parla di Tuvixeddu: una paginetta intera (pag 213) dedicata alla creatura del dottor Stiglitz. Avendo la presunzione di credere che non lo sappia, gliene faccio omaggio, assieme alla foto fuori testo (esattamente l’ultima del pacco) che rappresenta una buona metafora della qualità della scrittura del libro: pessima! Potrebbe usarla Fantola, dopo il ballottaggio, per convincere i cittadini di Casteddu che l’area funeraria è solo un insieme di buchi tenuti assieme dalla roccia, da tappare celermente per evitare che qualcuno ci cada dentro (ma non è che Zedda abbia idee poi così diverse, mi pare).

Per tornare al paesaggio e alla natura, alla pagina precedente il sequestro di un villaggio abusivo di 10.000 metri quadrati nel litorale di Arbus, accanto al mare: visto che non abbiamole fogne, sostituiamole con qualcos’altro!

Con che cosa? Alghero: nel decennio 1999-2009 la popolazione è stabile a circa 44 mila abitanti. Poiché i cittadini del comune catalano sono previdenti, hai visto mai che scoppi la bomba demografica, vengono edificati tre milioni e mezzo di metri cubi di cemento, l’equivalente di circa 20 mila appartamenti. A che servono? A restare vuoti d’inverno, naturalmente, in attesa dei turisti estivi e dei lavori di continuo ripristino.

Archeologia? Siamo ai primi posti! I reperti trafugati in scavi clandestini vengono venduti in rete con aste ben organizzate; da chi? In particolare da un impiegato cagliaritano, denunciato assieme ad altre trenta persone. Recuperate 9 mila monete puniche (ma si sono sbagliati perché erano di sicuro monete sherdanu, ignoranti!) e 600 reperti archeologici vari. Chi ha detto che noi sardi non siamo capaci di organizzare un business basato sullo sfruttamento del nostro patrimonio archeologico?

E chi lo sa? Chiedete agli 800 lavoratori precari a rischio che vivacchiano assicurando la fruibilità di musei, siti archeologici, aree naturali, musei e biblioteche. Non hanno capito un accidente: ma perché non organizzano un’asta, brutti cretini?

Infine il titolo del post. Riprende il paragrafo conclusivo dell’Introduzione. Alla fine della lettura, travagliata, ho deciso che noi italiani (e sardi in particolare) siamo dotati di una buone dose di cretinismo, imponendomi per questo di trovare l’esempio più eclatante che possa dimostrarlo. Eccolo: pag 109, Prestigiosa Nomination. Il sindaco e l’assessore all’ambiente di Oppido Lucano, così definiscono l’inserimento della Villa di San Gilio nella Lista nera del World Monuments Fund per i cento monumenti maggiormente a rischio nel mondo. Questi due sono contenti perché la nomination, così la chiamano loro, dimostrerebbe l’importanza del paese che amministrano, visto che sono solo tre le località italiane segnalate!

Contenti?

Accidenti! Dimenticavo di citare Nur.At, non perché sia nominata nel libro di Ippolito ma perché non c’è e ciò mi dispiace. In un momento in cui la cultura viene maltrattata così tanto, mi sarebbe apparso l’esempio migliore per il titolo del post. Peccato, però è solo un rimandare: non dubito che presto avremo altre occasioni di riparlarne.

 

gabriele.ainis.@virgilio.it

260

 

Roberto Ippolito: Il Bel Paese maltrattato – Bompiani RCSlibri (2010)

 

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