IL TRODDIO NUCLEARE DEL SOMMO VATE E DEI VATICINI TUTTI: L’INDIPENDENTISMO CONQUISTA CASTEDDU!

di Gabriele Ainis

 

 

Una bella serata di calcio, con l’ultima in classifica che gioca fuori casa a Milano e stravince lasciando gli avversari con le budella in mano: silenzio stampa e si vedrà alla partita di ritorno. Il presidente della squadra e l’allenatore non parlano e vengono mandati in pasto ai giornalisti i soliti noti: Gasparri che afferma di non aver perso (ma chi è Borges in confronto a lui?) Lupi che si consola con la vittoria di Mantova e Formigoni che se la prende con la guerra in Libia! Il candidato scelga la battuta più simpatica e sviluppi la tesi: “Perché in Italia un comico come Grillo raccoglie solo il 10% dei voti: i politici sono molto più comici di lui!”.

Però anche i nostri giornalisti, ma soprattutto gli ex- (dalla nascita) si difendono benissimo ed infatti ecco che il Sommo Vate si lascia sfuggire un tonante troddio nucleare illustrando la splendida vittoria degli Sherdanu: il referendum è nostro!

Di chi? Ma naturalmente dei sardi, che avrebbero raggiunto la tanto agognata unità!

Come a dire che all’idiozia non c’è limite, perché è palese come il referendum non c’entri un fico con l’unità e soprattutto con la voglia di indipendenza o l’autoaffermazione identitaria. Seguendo tale ragionamento, se per caso si fosse andati alle urne tutti assieme su base nazionale, con il prevedibile identico risultato, immagino che il Sommo Vate si sarebbe ben guardato dal considerarlo un chiaro segnale dell’afflato unitario della nazione italiana tutta. Ma non solo: perché propugnare una simile, evidente bestialità?

Per lo stesso motivo per il quale l’ineffabile Formigoni si reca da Gad Lerner su La7 ed afferma candidamente che uno dei motivi della debacle di Letizia Brichetto Arnaboldi, in arte Moratti, è stata la partecipazione italiana alla guerra in Libia, mal sopportata dagli elettori. Detto in altri termini, perché non aveva altro da dire e, seguendo il famoso proverbio illirico che accomuna amore e gas intestinali (*) non poteva stare zitto!

Di che si dovrebbe parlare infatti: della sorpresa (ma mica poi tanto) di Zedda? Delle pappine prese dal Berlusca ad Olbia (ci ha messo la faccia e gliel’hanno coperta di ceffoni)?

Oppure dei voti indipendentisti?

Già: cos’hanno combinato i nostri prodi Sherdanu alla conquista delle amministrazioni locali? Un accidente di nulla, ovviamente, ma siccome non si può dire, allora meglio parlare del sesso degli angeli e del coraggio di Bustianu Cumpostu il quale, tra un morso ad una turista e una sfilata assieme alle pecore, si concede la guida del poderoso esercito Sherdanu che ha conquistato Casteddu!

Non per nulla Sardigna Natzione, motore propulsivo del referendum, ha totalizzato nel capoluogo la bellezza di 202 voti (pari allo 0,15% degli aventi diritto) e il prode Doddore Meloni 61 (pari allo 0,04% degli aventi diritto) per non parlare di ProGreS (371) e dell’exploit di Ornella Demuru che, grazie soprattutto all’endorsement di Michela Murgia (tant’è nudda!) è riuscita nel tentativo di prendere meno voti della propria lista (364).

E allora? Mica si può provare a dire, come altre volte, che sommando i voti di Malu Entu, Sardigna Natzione, Irs, ProGreS, InGreS, TinEl, Cucin e DoppServiz si ottiene il 102,354%, pertanto i sardi vogliono l’indipendenza! Quindi ci si aggrappa a quello che c’è e, se non c’è nulla, anche ai troddi, forti e fragorosi, tanto, al massimo, fanno puzza.

E non sono neppure radioattivi! (**)

 

gabriele.ainis.@virgilio.it

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(*) Al cu… non si comanda! Proverbio diacronico studiato e recuperato dal famoso scienziato disallineato professor Albertu Illiricu, noto Minghixedda;

(**) o almeno credo; non ho interpellato Melardo Leonis che di troddi se ne intende parecchio; chi lo conosce di persona potrebbe chiedergli un parere;

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Una risposta a IL TRODDIO NUCLEARE DEL SOMMO VATE E DEI VATICINI TUTTI: L’INDIPENDENTISMO CONQUISTA CASTEDDU!

  1. Pino Puddu ha detto:

    Sei un mito!

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