L’UCCELLO ISTORIATO DI FRANCU MENHIR

di Desi Satta

 

 

Chi ha detto che bisogna essere archeoloGGi per cascare su una scoperta archeoloGGica epocale? Chi mai ha osato asserire una simile imbecillità? Le scoperte sono appannaggio di chi passa il proprio tempo a cercare, perché, come dice il ben noto proverbio illirico: Chi cerca, scopre!(*)

Il famoso Francu Menhir – studioso e scrittore apprezzato per i suoi libri che nessuno compra o desidera avere in omaggio – pur non sapendo dove stia di casa l’archeologia, ci informa di una clamorosa scoperta: un uccello istoriato! Oddio, non è che sia proprio una novità, però è certamente intrigante, quindi cerchiamo di saperne di più.

Dove avviene la clamorosa scoperta dell’uccello?

Nelle mutande del nostro! Impegnato nella soluzione di un delicato problema di trasferimento idrico, Francu Menhir scopre (ecco il genio dei ricercatori non-allineati, un archeologo non ci sarebbe mai arrivato!) dapprima la presenza di un uccello e, successivamente, dei misteriosi graffiti! Perché scopre? Perché cerca (nelle mutande)!

Naturalmente non possiamo evitare di riordinare gli avvenimenti e dare alla dottoressa Eggiseu Pagulegia ciò che è della dottoressa Eggiseu Pagulegia. Sebbene la scoperta dei graffiti (ma soprattutto dell’uccello) sia opera di Francu Menhir, non possiamo evitare di sottolineare come la dottoressa cercasse da tempo nelle mutande di Francu la conferma alle proprie tesi epigrafiche in merito alle antiche origini neolitiche della scrittura nuragGGica.

Tuttavia, tralasciando la delicata questione della priorità della scoperta, di certo, in futuro, oggetto di aspre dispute, ci limitiamo a fornire il risultati della faticosa decifrazione operata dalla studioSSa, opera particolarmente difficoltosa a causa delle minime dimensioni del supporto.

Secondo la valente scienZZiata, il testo, redatto in una forma abbreviata di coprocananeo fallougaritco protourinario, reciterebbe:

 

                   se-u-pi-t-ti-k-cu-pi-t-ti-k-cu [lacuna]

 

La traduzione è stata effettuata in due passi successivi, trasponendo dapprima il coprocananeo fallougaritco protourinario in nuraGGico tardoprostatico posturinario:

 

                   eg-g-i-se-s-pa-gu-pi-t-ti-k-cu-ma-no-n-c-in-di-es-ti-at-tu-ru-p-o-r-ka-ba [lacuna]

 

Il cui chiaro significato risulta:

 

                   meglio un pisello oggi che un cetriolo domani: hai visto mai che non trovo un c [lacuna]

 

Concludiamo la doverosa comunicazione, informando i tre lettori istituzionali del bLLog che la casa editrice Bullshit pubblicherà presto un ponderoso volume (sono previste oltre dodicimila pagine) dal titolo: La ricerca dell’uccello istoriato: quando, raddoppiando le traduzioni, non si raddoppiano le dimensioni. Il testo verrà proposto in versi.

Buona lettura

 

desi.satta2@virgilio.it

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(*) Albertu Illiricu, noto Minghixedda: Analisi testuale ed etimologica di un proverbio albanese del 12.728 a.C., Quaderni Otzanesi 108, 3711-8921 (2022), in corso di pubblicazione;

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Una risposta a L’UCCELLO ISTORIATO DI FRANCU MENHIR

  1. Jonathan Livingstone ha detto:

    Sì, persona saggissima il nonno di Francu Menhir. Ha inquadrato al volo il nipote.

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