IL POZZO NURAGICO DI S. CRISTINA E L’INCOMPETENZA DI LEBEUF

di Davide Goria

 

 

Mi è capitato di partecipare saltuariamente a questo blog, di cui condivido tono e contenuti. Tuttavia, l’articolo recentemente pubblicato da Desi Satta mi ha spinto ad una riflessione sull’opportunità di fornire qualche ulteriore spiegazione, anche scarna, in merito ai motivi per i quali non si dovrebbe perdere tempo a discutere su argomenti come la pretesa orientazione astronomica del Pozzo di S. Cristina o la bizzarra ipotesi del prof Laner riguardante l’edificazione dei nuraghi.

Mi permetto, infatti, di non aderire del tutto all’atteggiamento generalmente assunto dai bloggers di ArcheoloGGia Nuraggica, quando esprimono la necessità di evitare una discussione di merito con coloro che vengono definiti, con un simpatico quanto centrato calembour, fanta-X.

Se concordo sull’inutilità di noiose diatribe su argomenti quali quelli citati, che favoriscono per l’appunto i fanta-X, persone che si nutrono di polemica, dissento da giudizi tranchant quale quello di Satta quando afferma: Le sciocchezze dei due sono talmente evidenti che non vale la pena discuterne.

Nello specifico, ritengo al contrario – ed in questo sostengo la posizione del dottor Perra che proprio nel blog ha commentato un articolo di Boicheddu Segurani – come sia sempre opportuno fornire almeno un minimo di informazione positiva, se non altro per un fatto di coerenza personale. Ciò, tra l’altro, non richiede necessariamente una gran perdita di tempo, poiché, di norma, non è necessario adottare particolari tecnicismi, considerato come coloro che si autodefiniscono studiosi, siano incapaci di fornire argomentazioni articolate ed espresse secondo metodi e lessico condivisi dalla comunità scientifica nelle pubblicazioni specialistiche, queste sì, spesso, ostiche per il pubblico degli appassionati.

Per il pozzo di S. Cristina, sarebbero state sufficienti poche righe, ad esempio quelle che seguono.

Un edificio antico, ci viene tramandato in uno stato che dipende dalla sua storia. Ciò implica la possibilità che nel corso dei secoli (nel caso del pozzo, millenni) la costruzione venga parzialmente smantellata, mutata, rimaneggiata, destinata ad altro uso. Insomma un edificio antico ci perviene assieme all’accumulo di tutta la storia che ha attraversato. Per questo motivo, qualora si ipotizzino allineamenti astronomici, legati presumibilmente ad un qualche culto, la prima precauzione da adottare è quella di uno studio accurato della forma originale della struttura nel momento in cui i progettisti l’avrebbero orientata in una qualche maniera. Ciò per evitare che l’analisi astronomica venga applicata ad un edificio diverso da quello che si suppone esistesse al momento dell’edificazione.

Il Pozzo di S. Cristina, è esempio emblematico di una costruzione il cui stato attuale risulta profondamente mutato, rispetto all’originale, da due fattori essenziali: il tempo – che ha eliminato le parti aeree della costruzione – il restauro effettuato dopo i rilievi stratigrafici – a proposito del quale non è ozioso rammentare le aspre polemiche che ne seguirono, proprio per le problematiche legate all’aderenza della ricostruzione all’originale.

Pertanto, qualunque analisi avrebbe dovuto essere preceduta da un preciso esame della corrispondenza dell’oggetto attuale a quello originale, analisi del tutto assente, per ovvi motivi, nel mediocre lavoro di Lebeuf. Quest’ultimo, al contrario, si dichiara apertamente incompetente di cose archeologiche, quasi che il tema della forma dell’edificio originale, determinabile solo ed unicamente per via archeologica, seppure possibile, non dovesse essere considerata fondamentale in qualunque approccio al problema di una presunta orientazione astronomica della struttura. In definitiva, i ragionamenti di Lebeuf vengono applicati ad un edificio che non ha alcuna rispondenza con quello nuragico!

Se la spiegazione fornita in poche righe non apparisse soddisfacente, concordo pienamente con Satta e gli altri bloggers sulla necessità di non perdere altro tempo.

Vorrei far notare, incidentalmente, come la vicenda di Lebeuf abbia molti aspetti in comune con la curiosa ipotesi di Sanna in merito alla “scrittura nuragica”, anche quella costruita su un reperto – il ben noto punzone bronzeo medievale – la cui analisi, pubblicata da tempo e mai smentita, dimostra l’insussistenza della teoria.

Non mi soffermo sul prof Laner per mancanza di competenza diretta, tuttavia, per gli stessi motivi, vorrei pregare Satta di pubblicare, in breve, gli schemi che mi ha mostrato quando ho chiesto delucidazioni in merito alla sua aspra critica sul “nuraghe macchina di sé stesso”. Se l’ho capita io, in pochi minuti, ritengo sia accessibile a chiunque.

In conclusione, ritengo utile, anche in presenza di palesi sciocchezze quali quella dell’analisi astronomica del Pozzo di S. Cristina, rimandare ad un approccio scientifico: sempre e in qualunque sede.

 

Eventuali comunicazioni private possono essere inviate al seguente indirizzo:

boicheddu.segurani@virgilio.it

256

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Archeologia, CuLLtura, ScienZZa e dintorni, Scrittura NuraGGica. Contrassegna il permalink.

10 risposte a IL POZZO NURAGICO DI S. CRISTINA E L’INCOMPETENZA DI LEBEUF

  1. Desi Satta ha detto:

    Caro Davide,
    hai già espresso lo stesso concetto in un tuo precedente articolo:
    https://exxworks.wordpress.com/2010/07/16/due-parole-di-archeoastronomia/
    Se ritieni opportuno continuare a spiegare per quale motivo non abbia senso cercare l’allineamento di un palo della luce con la costellazione del Sirbone, fai pure, però sarebbe assai più utile se anziché segnalare “in positivo” le stupidaggini, il mondo accademico si lamentasse un poco di più quando le stesse stupidaggini trovano accoglienza in una biblioteca pubblica. Possibile che nessun archeologo/storico/letterato trovi il modo per segnalarlo o si domandi perché accade?
    Per quanto riguarda Laner, se neppure lui si rende conto che la sua rampa interna al nuraghe non ci sta (se ne accorgerebbe un muratore, non c’è bisogno di un architetto) non chiedere a me di spiegarglielo. La folla di appassionati, come li chiami tu, si divide in due categorie: quelli che studiano e quelli che tifano. Tu ti rivolgeresti ai tifosi del Milan per spiegare qualcosa dell’Inter?? Chi è seriamente interessato alle problematiche di edificazione delle torri nuragiche non lo è alle sciocchezze di Laner. Spiegami tu perché lo ospitano in una biblioteca pubblica, piuttosto, sono in trepida attesa!

  2. Gabriele Ainis ha detto:

    Sposo le osservazioni di Desi. Esistono tematiche interessanti per le quali vale la pena discutere, mentre l’orientazione astronomica dei monumenti nuragici (studiata da una banda di ignoranti) è davvero una palese castroneria. Eppure finisce sull’Unione. Il problema non è un vignaiolo che orienta le viti con il Sirbone, ma il giornalista che gli dà retta. Potremmo parlare, per una volta, dello stato generale della cultura isolana, oppure non ha senso domandarsi, come fa Desi, perché questa gente finisce sul giornale e in una biblioteca pubblica?
    Un saluto

  3. antonio ha detto:

    vogliamo ampliare le vostre conoscenze sulle scemenze di Laner segnalandovi un articolo ormai datato dal titolo sconcertante: Conci adespoti e verità negate. L’articolo pubblicato in una rivista di architettura, si riferisce alla fonte di Su Tempiesu di Orune dove il dotto architetto interpreta i conci a T utilizzati nella tessitura del muro del tempio come una ossessiva rappresentazione della testa taurina. Come vedete la realtà è molto più tragica della fantasia galoppante…

    • exxworks ha detto:

      Gentile Antonio,
      Il titolo completo: “Conci adespoti e verità negate. Alcune riflessioni sull’intervento ricostruttivo di una fonte nuragica“, apparso nel 1993 in TeMa – Tempo Materia architettura. Il guaio del prof Laner, fatto salvo il diritto di scrivere/dire ciò che più gli aggrada, è il pervicace rifiuto di avvicinarsi alle problematiche archeologiche. E’ un peccato, perché nel proprio mestiere non è per nulla male. Le faccio un esempio: più volte gli è stato chiesto di produrre un disegno quotato che illustri la bizzarra ipotesi della rampa interna al fabbricato di una torre nuragica, completo dell’indicazione delle dimensioni dei conci (e dei vani interni ovviamente). Stiamo ancora aspettando: che gli costerebbe?

  4. luigi ha detto:

    Mi chiedo se lei ha letto il libro di cui parla, e se lo ha letto evidentemente non lo ha compreso.
    Il pozzo è a disposizione di chiunque voglia verificare gli orientamenti astronomici. L’unico problema è avere la preparazione di base in campo astronomico, senza questa formazione sarebbe meglio astenersi da ogni giudizio.

    Saluti
    Luigi

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      Caro Luigi,
      io mi domando, al contrario, se lei abbia letto il post. Se non l’ha fatto, lo faccia.
      Se poi non ne dovesse capire il contenuto, provi a leggere il Corriere dei Piccoli.
      Saluti.

      • luigi ha detto:

        Si ho letto il post ….ma anche il libro…e da piccolo anche il Giornalino.
        Pensavo di avere a che fare con persone normali, mi sono sbagliato e NON HO ALTRO TEMPO DA PERDERE .

        • Boicheddu Segurani ha detto:

          Caro Luigi,
          lei avrà anche letto il Corriere dei Piccoli però, in tutta evidenza, non l’ha capito. Riparta da lì e riprovi, coraggio: non è mai troppo tardi.
          Saluti

          • Luigi ha detto:

            Carissimo Boicheddu, ci siamo presi male, ma vede, la mia onestà intellettuale è stata turbata dal tono denigratorio del suo articolo e da quello della sua collega blogger Desi Satta.

            Non le chiedo di diventare un Astronomo, un Geometra o un esperto di teoria delle probabilità, ma sicuramente fra le sue amicizie e conoscenze potrà trovare le persone con queste competenze.
            Concorderà con me che tutte le scienze hanno pari dignità, per cui le chiedo di considerare che esistono anche altre branche della Scienza e tutte vanno tenute in considerazione e se queste scienze forniscono risultati in contrasto con quanto affermato dagli archeologi evidentemente occorre uno studio più accurato e multidisciplinare.

            Non è possibile liquidare con tanta superficialità le teorie astronomiche, non siamo in uno stadio di calcio a fare il tifo per la nostra squadra del cuore.

            Se avete un amico geometra di cui vi fidate, potreste facilmente verificare tutta la geometria del pozzo, in seguito potreste chiedere ad un fidato astronomo di vostra conoscenza di verificare se quelle geometrie sono compatibili quanto affermato dallo “studioso” – infine, ed è questa la parte più importante, dovreste cercare un esperto di teoria della probabilità e chiedergli quante siano le probabilità che un monumento ricostruito e rimaneggiato possa “casualmente” presentare una tale geometria.

            Se la geometria descritta da LEBEUF dovesse essere confermata, non avrebbero più alcun senso le ipotesi archeologiche che il pozzo fosse un tempo coperto o che lo stesso sia stato ricostruito in modo infedele all’originale, infatti queste ipotesi sarebbero smentite dalle evidenze scientifiche geometriche e probabilistiche.

            L’affermazione a mio avviso più importante è che tale geometria non può essere frutto di un caso, non sarebbe scientificamente corretto attribuire al caso una serie così alta di coincidenze ( vedi teoria delle probabilità).

            Prima di tutto occorre verificare, solo in seguito si potrà formulare una critica.

            Saluti
            Luigi

          • Boicheddu Segurani ha detto:

            Caro Luigi,
            lei continua a non capire un fico! Anche un palo della luce può essere orientato con la costellazione del Sirbone, lo capisce o no?
            Su, non dica stupidaggini e soprattutto non parli di probabilità, ché lei non sa neppure dove stia di casa.
            E soprattutto la smetta di parlare come gli archeoastronomi che se ne vanno in giro con le carote nel sedere e poi si lamentano quando li prendono per il culo!
            Da bravo, ricominci col Corriere dei Piccoli, poi pian piano passi a Topolino, Tex WIllwer e vedrà che in qualche ventina d’anni potrà capire cosa c’è scritto nel post.
            Saluti
            PS: ma non aveva detto che non aveva tempo da perdere? Su, dedichi un po’ di tempo ai fumetti che sono più adatti a lei. Inviti anche il geometra, mi raccomando, magari le suggerisce come piantare le viti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...