CARNEADE, O L’ATLANTE TOPONOMASTICO SARDO

di Gabriele Ainis

 

Un caro amico, che spero non si offenda perché lo definisco tale, mi invia una e-mail:

 

Ho visto il post su Maninchedda. Il filo rosso è quello dei quattrini, che mettono d’accordo accademici e pataccari, la torta è grande. Nessuno ha voglia di parlare di queste cose: la lingua e la cultura sarda sono un “bisinès”, questo è il cuore della questione.

Se vuole avere un esempio chiarissimo, guardi qui, mi è stato mandato per email ieri (sono cose che ho sempre sentito, a livello di chiacchiere):

http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20090414123607.pdf

Poi cerchi tracce di questo Atlante toponomastico: è una specie di forma di vita virtuale, un essere in potenza.

 

Tralascio i saluti perché sono gelosissimo della mia privacy, ma c’erano e pure sinceri.

Poi, letto il PDF, ho seguito il suo consiglio e ho impetrato una grazia a San Google digitando la formula sacra: Atlante Toponomastico Sardo.

Il primo link, http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=118902&v=2&c=220&t=1, si riferisce al 2009: Via libera all’Atlante Toponomastico Sardo e alla segnaletica sperimentale bilingueCAGLIARI, 7 LUGLIO 2009 – La creazione di un Atlante Toponomastico della Sardegna per salvaguardare la lingua dell’isola a partire dai toponimi, ma anche una trentina di nuovi posti di lavoro da affidare soprattutto a giovani disoccupati laureati che, grazie alla lingua sarda, possono trovare motivo di occupazione. Così parlò Maria Lucia Baire, come dire: non sarà Zarathurstra…

E mi sono chiesto: come mai compare per prima una notizia del 2009, che poi sarebbe la presentazione del decreto del link precedente?

Sono andato alle pagine successive e ho trovato, finalmente, la notizia che mi aspettavo:

http://www.sardegnaoggi.it/Costume/2010-09-22/14591/Presentato_lAtlante_linguistico_della_Sardegna.html, 22 settembre 2010, Presentato l’atlante linguistico della Sardegna.“In questo momento di particolare intensità del dibattito sull’uso della lingua sarda e delle sue varietà linguistiche, anche nelle pubbliche amministrazioni, assume particolare rilevanza la necessità di conoscere e difendere il patrimonio linguistico reale dialettologico della Sardegna”. Lo ha sottolineato l’assessore della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali, Maria Lucia Baire, aprendo i lavori del seminario di presentazione dell’Atlante linguistico multimediale della Sardegna che vede, tra gli altri, la partecipazione del direttore dell’Atlante linguistico internazionale romanzo, Michel Contini.

Accidenti, mi sono detto, ma vuoi vedere che Maria Lucia (chissà se gli amici la chiamano Lucy, come Lucille Van Pelt, il personaggio dei Peanuts) in così poco tempo ha completato l’Atlante? Poi ho letto il seguito: I dati finora raccolti sono stati utilizzati per la realizzazione di cartellonistica stradale, per la mappa cartacea dei toponimi e per quella multimediale già fruibile nel portale tematico della Regione Sardegna. Cosa per la quale, guarda caso, sono già stati spesi 100.000,00 €.

Allora ho pensato di andare alla ricerca della mappa multimediale già fruibile nel portale tematico della RAS.

Ma bene, mi sono detto, se nel settembre 2010 c’era già una mappa multimediale, magari l’avranno completata, in fondo sono passati altri sette mesi. Così, eccomi sul sito della RAS tutto baldanzoso (dandomi dell’ignorante perché non l’avevo mai vista).

Dopo una ricerca frustrante (ammetto di non essere un’aquila, ma in genere le pubblicazioni on-line della RAS le raggiungo) mi sono risolto a mandare una mail a Lucy per zerriare agitoriu.

Nel frattempo, per non perdere tempo, sono andato a vedere in rete cosa si combinasse attorno a questo tema. Fatelo anche voi e troverete: a) una mare di delibere dei comuni più impensati per la comunicazione alla RAS del proprio nome sardo (alcune vale la pena leggerle se avete finito il numero mensile di Linus: fanno scompisciare dalle risate più del sindaco di Scrafingiu); b) i bandi per l’assegnazione delle importanti commesse riguardanti i cartelli stradali; c) i bandi delle università coinvolte nel progetto…

… e una montagna inverosimile di altre importanti notizie… ma nemmeno un link che dia l’accesso alla mappa multimediale già fruibile dal settembre 2010!

L’arcano lo svela la risposta dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Assessorato Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Viale Trieste 186 – 09123 Cagliari. Devo congratularmi perché la mail mi arriva immediatamente. Dapprima mi mandano questo link:

http://www.sardegnageoportale.it/index.html

e poi, poiché rispondo specificando che mi occorrerebbe la mappa interattiva dei Toponimi in lingua sarda di cui ha parlato Lucy (che al link indicato non c’è), mi dicono (rispondendo in meno di mezzora!):

 

Ci scusiamo per l’incomprensione. Al momento le mappe disponibili sono quelle indicate. L’Atlante dei toponimi in lingua sarda invece al momento non è ancora disponibile in rete.

Cordiali saluti

 

Dove diamine è finita la mappa multimediale fruibile nel portale tematico? Vuoi vedere che sono tanto ignorante da non sapere cosa significhi fruibile? Sarà un attacco di bile fru-fru? Oppure è la Limba Sarda Comuna che fa brutti scherzi e fruibile significa ma-come-sei-scemo-davvero-credevi-di-trovare-la-mappa?

Và bene, il mio amico ha ragione (persona di mondo, magari ha fatto due anni di militare a Cuneo ed io neppure lo so) e questo Atlante Toponomastico Sardo è una delle tante scuse per spandere un poco di quattrini in giro. In fondo, in tanti paesi del centro Sardegna saranno felicissimi di poter impallinare cartelli in Limba perché di quelli in Italiano erano proprio stufi!

Però mi sentirei di chiedere una cosetta: cara Lucy, possibile che si debbano spendere 18.000,00 € per un seminario propedeutico e 20.000,00 € per una conferenza? Sarebbero 38.000,00, come dire l’8,6% (normalmente si direbbe il 9%) dell’intero importo. E tralascio di fare le pulci alle singole poste del decreto per non urlare allo scandalo… (*)

Considerato che Lucy (il personaggio dei Peanuts) era famosa per il cartello “The doctor is in” quando si occupava di supporto psicologico, spero che la nostra assessora venga presto messa out, perché di una così ne facciamo volentieri a meno… assieme a tutti coloro, accademici e pataccari, come li chiama il mio amico, che pucciano volentieri il biscotto nel cappuccino pubblico.

E poi Stiglitz si lamenta perché me la prendo con gli intellettuali!

 

PS – Tanto per dire: la cartina che pubblico è datata luglio 2009; quando finalmente vedrò il risultato della spesa del quasi mezzo milione di euro, sarò curioso di apprezzare la differenza; però, insomma, diciamocelo: come possiamo sopravvivere senza sapere come si dice Carbonia in sardo? Non vale la pena di spendere mezzo milione di euro per venirne a conoscenza?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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(*) ciascuno può vedere da sé il dettaglio delle spese previste nel PDF del decreto (alla fine); http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20090414123607.pdf

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