CAGLIARI SURREALE: ORNELLA DEMURU SINDACO E IL VOTO DI MICHELA MURGIA

di Gabriele Ainis

 

Ah la mia Casteddu…

No, non ho nostalgie adolescenziali da disterrau piagnucoloso: ho continuato ad avere un rapporto fin troppo attivo e presente col luogo in cui sono nato, seguendone gli sviluppi storici e (in)culturali senza eccessive sorprese.

Anche nel caso della sabbia del Poetto, una storia che neppure Borges o Saramago sarebbero riusciti ad immaginare (figurarsi una mediocre artigiana della penna come Murgia) mi sono limitato a ridacchiare, come avrebbe potuto uno della banda di Fisietto, fumetto geniale che manda pseudo scrittori “emergenti” e blasonati (da Murgia, che almeno scrive in italiano, a Milena Agus, Liala casteddaia d’importazione, passando per i gigioneschi nuoresi) dentro il circuito di chi se la suona e se la canta senza alcun legame con la realtà di tutti i giorni, attuale o passata che sia.

Se non altro Fisietto è casteddaio fin dal primo disegno, così come il suo linguaggio (che farebbe concorrenza al siculo di Montalbano se appena venisse preso in mano da uno scrittore decente, diciamo appena al di sopra della media) quindi sardo anche se ai barbaricini e ai sassaresi impiccababbu non piace crederlo (da giovane, in visita a Tattari, venni apostrofato come “Africa”!).

Su Fisietto ho letto commenti dotti, un cumulo esorbitante di saccenti puttanate pagate da noi tutti perché i sapienti commentatori prendono lo stipendio fisso dalle nostre tasse. Come dire, tutto grasso che cola per il Berlusca quando taglia i quattrini alla scuola prendendo a pretesto i tanti (ahimè) perditempo che ci vivono dentro facendo i fatti propri: chi non sarebbe d’accordo sulla riduzione dello stipendio di un letterato che parla di Fisietto chiamandolo “surreale”?

Significa non aver capito un fico: Fisietto non è surreale, Fisietto è cagliaritano, cittadino iconico di un porto mediterraneo che ha visto scorrere i millenni e se ne frega ampiamente di parvenu come Roma o New York: chi non lo capisce farebbe meglio a dedicarsi alla raccolta del tremuliggione sotto il ponte della Scaffa (perché è sparito, come dovrebbero sparire coloro che vivono sulle nostre spalle parlando di una città che non c’è).

Del resto: in quale altro posto al mondo (se si escludono luoghi ancor più surreali, come Napoli o Palermo) sarebbe possibile trovarsi una Ornella Demuru come candidata sindaco, supportata da una Michela Murgia come testimonial? E Massimilano Medda dove lo mettiamo: alla presidenza della Repubblica?

No: io lo manderei al governo della città, perché almeno lui sa bene cosa sia e come sia Cagliari, mentre le due donzelle di belle speranze vagano in un etereo nirvana di belle (e vuote) parole che sanno di slogan e letture mal digerite (chiedo scusa alle letture, non se n’abbiano a male!).

Il mio mito tra i politici italiani, prima che arrivasse Berlusconi, il senatore a vita più gobbo di tutti, amava dire che a pensar male si commette un peccato… ma vuoi vedere che, pensando male, la Famosa Scrittrice più che fare pubblicità a Demuru…

No, non voglio neppure finire il pensiero perché già sento il forcone del diavolo che mi punzecchia per controllare la cottura: certe cose è meglio non pensarle, anzi neppure pensare di pensarle (e poi basta che non ci capisco più una mazza neppure io).

Diciamo che Cagliari, ancora una volta, non contenta dei candidati veri, uno del centrosinistra che passa il tempo a chiedersi come abbia fatto a trovarsi là, perché lui si era presentato alle primarie per ridere, e invece ha battuto Antonello Cabras, e uno del centrodestra che è tutto per Cagliari, come il papa appena beatificato che era tutto per la madonna (ma non se lo poteva prendere subito?) Cagliari si inventa un tocco di magico surrealismo per spiazzare tutti coloro che non la conoscono: Le Sorelle Materassi al potere!

A quando il ballottaggio tra Maciste e Predator?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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