MANINCHEDDA SI E’ SVEGLIATO? POCO… E NATURALMENTE TARDI!

di Gabriele Ainis

 

Devo aver già detto che giudico Maninchedda un politico inutile, come tanti altri, con la differenza che quelli come lui non si rendono conto di quanto è grande il mondo e credono di abitare al centro del centro del biddio dell’universo, comportandosi come credono che si dovrebbe in tale posizione. Un uomo politico sardo che opera localmente, prima di ogni altra cosa, dovrebbe svegliarsi la mattina e non aver bisogno di un qualcuno che gli ricordi che non sta a Manhattan e non è parte integrante del governo degli Stati Uniti, impegnato a disegnare il mondo a suon di missili, ma un poverino che dovrebbe pensare prima di tutto ai pastori che portano a spasso per l’Italia le pecore scacazzanti e vengono randellati, agli operari delle nostre faBBriche in perenne cassa integrazione (finché c’è), ai giovani che prendono i piedi e se ne vanno, o alla stratificazione sempre più accentuata della nostra società, secondo la quale se non sei un figlio di…, resti sempre e comunque un povero figlio di…!

Si renderà conto, Paoletto, di essere qualcosa di simile al sindaco di Stampu Troddju che pontifica sulle strategie globali di Barack e non si occupa della pulizia delle strade? Come dire: realizza o no che i problemi che gli stanno così tanto a cuore (ad esempio Sa Limba) sono quanto di meno urgente per far star meglio la gente?

Evidentemente no, anche perché, come ben riconosce, è un filologo, il quale “non vuole confondere il suo mestiere […] con la politica”(sic!). Come dire, uno che sa poco di pulizia delle strade quindi, quando deve gestirla, si dimentica di ciò che studiato. Bravo! E cosa rimane?

Vediamo (dal suo sito):

 

[…] io sono anni che taccio sui pataccari della cultura sarda e lo faccio perché non voglio confondere il mio mestiere, che non è quello di linguista (a me la linguistica annoia), ma di filologo, con la mia attività politica. Però, in Sardegna, si sta superando il segno. Tutti si fanno storici; tutti sono archeologi, glottologi, filologi e quant’altro. Vedo uscire libri ridicoli, con tesi insostenibili di cui mi vergogno come sardo. Vedo micro circuiti che se la cantano e se la suonano da soli. Che pena, che miseria! Non si costruisce la Patria sull’ignoranza, sulla mitologia o sulla mafietta culturale degli amici degli amici. Sono mezzucci. Bisogna essere esigenti e severi con la ricerca. http://www.sardegnaeliberta.it/?p=2903

 

Eccolo qua: non saprà come si tengono pulite le strade, però, quando si parla di questioni che sarebbero pertinenti a ciò che sa, studia e pubblica, naturalmente tace, ed ha anche la faccia tosta di dirlo!

Perché sono anni che tace? Forse non si è accorto di NUR.AT? Gli è sfuggito? Gli è passato sotto le suole come una pisciata di cane? Vorrebbe dirci che non conosce più che bene i microcircuiti contro i quali si scaglia e di cui non ha mai detto (e scritto) mezza virgola prima di questo tardivo e parziale risveglio? Che non si è mai reso conto che costoro hanno spesso e volentieri avuto accesso a soldi della comunità per propalare le loro cazzate in spregio a qualunque regola del buon vivere civile? Vogliamo dimenticare, ad esempio, un comune sardo che si precipita a dare il patrocinio ad un’iniziativa per la diffusione della conoscenza sulla “Scrittura Nuragica” (che non esiste) nel generale silenzio di politici e intellettuali?

Manichedda si vergogna! Oddio, non ci assopiremo per almeno un lustro, al contrario di ciò che ha fatto l’ineffabile uomo politico per lunghissimi anni: ha dormito ed ora pare timidamente risvegliarsi.

Ecco: ci sarebbe da domandarsi come mai… Fulminato sulla via di Pompu?

No: essendo un uomo politico, evidentemente comincia a rendersi conto non tanto che quelli come lui, addormentati, dovrebbero vergognarsi di dormire, bensì che le stronzate atlantidee (ma anche le scritture nuraGGiche, la genesi delle urine, la genesi degli stronzi, tremendamente attiva sull’isola) iniziano a perdere interesse. Vuoi vedere che qualcuno comincia a domandarsi per quale motivo dovrebbe sovvenzionare un ciarlatano che parla di Sardi conquistatori del mondo se poi ha due figli senza lavoro, due mutui da pagare e una vita fatta dell’ascolto dell’Isola dei Famosi? Ci sarà un motivo se non facciamo più figli, no?

Bene: se finalmente se n’è accorto, se sa che ci sono i microcircuiti autoreferenziali… vorrebbe cortesemente impegnarsi a verificare quanti soldi abbiamo buttato (e continuiamo a buttare) nel gabinetto della pseudocultura trascurando quella vera? O forse non è, egli stesso, uomo di cultura? Che fa, la dimentica per fare politica e se ne vanta?

Sì? Si riaddormenta di nuovo dopo aver bevuto il caffelatte?

Guardi, non si preoccupi eccessivamente: a vederla addormentata siamo abituati e ci preoccuperemmo del contrario: buon riposo… nuraGGico!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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