LA GENESI DELLE FECI: UNA RECENSIONE DOVUTA AD UN COLOSSO DELLA STORIA ISOLANA

di Desi Satta

 

Chi altri avrebbe potuto scoprire il nesso tra l’Isola dei Feaci dell’Odissea e la Sardegna?

Francamente nessuno, ed infatti ci ha pensato Melardo Leonis!

Il liBBro di oggi, La Genesi delle Feci, un imperdibile gioiello di erudizione, analizza prima di tutto lo iato ‘ea’ di Feaci. Come già fatto notare dalla famosa dottoressa Eggiseu Pagulegia, in odore di Nobel per la scoperta della circonferenza [non la CirconFFerenza NuraGGica orientata verso la costellazione del Sirbone, scoperta da un famosissimo archeoastronomo sardo(1)] lo iato ea, nel paleo-proto-caganeo diarroico (di cui la professoressa è studiosa valente e praticante indefessa) ha valenza di ‘e’, come dimostrato dalla canzone “W la pappa col pomodoro” che, nella citata lingua antica (e agglutinando la ‘e’ con la celiachia sinfonica in forma di ‘i’) suona: “W la pippa col pomodoro”. Da cui la propensione shardariana per la masturbazione nuraGGica, sebbene attraverso l’uso dell’ortaggio citato(2) che Shardamesh portò con sé nelle Americhe all’atto della conquista, prima della sparizione della Sardegna-Atlantide sotto la pioggia di missili nucleari da lui stesso scatenata (per i dettagli, cliccare qui).

Perché la Sardegna era nota come Isola delle Feci?

Melardo Leonis (per gli amici Mela) non ha dubbi: perché agli occhi stupidi dei nemici degli sherdanu, le torri nuragiche parevano enormi cacche depositate ovunque da Poseidone in segno di possesso dell’isola. A loro dire, il potente dio degli abissi avrebbe marcato il territorio defecando in ogni dove e producendo enormi accumuli troncoconici di cacca, da cui Isola delle Feci!

Le navi minoiche, dapprima, e micenee, in seguito, incrociarono al largo delle nostre coste restandone ben lontane, non solo per il timore dei feroci guerrieri sherdanu – la cui fama era nota fin nello stretto della Sonda (questo, infatti, ad un’attenda indagine suona Sonda-Sorda-Sarda, da cui stretto della Sarda a dimostrazione che gli sherdanu avevano visitato l’oceano Pacifico ben prima di Cook) – ma anche per la paura di rimanere sepolti sotto un crollo di tonnellate e tonnellate di palta.

Tesi ardita, naturalmente, come nella prassi del famoso storico, ma non per questo meno valida e corroborata da una lunga serie di prove inoppugnabili. Melardo Leonis ha infatti dimostrato (tra l’altro):

·         che i nuraghi sono in realtà una replica fedele di antichi coproliti gessosi, disciolti dallo tsunami che inghiottì Atlantide dopo l’attacco nucleare di Shardamesh; per dare maggior corpo all’ipotesi, il valente storico ha mangiato cinque chili di scagliola, defecando personalmente una replica perfetta del nuraghe Sa Domu de su Re di Torralba durante un’affollata sessione di archeologia sperimentale; si segnalano cinque intossicati per inalazione di gas intestinali;

·         che le ziqqurat, di cui la Sardegna è cosparsa, non sono altro che copie fedeli delle deiezioni di Poseidone, generate dall’ingestione di elevate quantità di Nutella™; anche in questo caso, il coraggioso storico ha prodotto una replica perfetta dell’altare di Monte d’Accoddi dopo aver mangiato tre chili di scagliola e tre di Nutella™(3);

·         che i menhir antropomorfi di Laconi sono in realtà copie fedeli delle divine cacche generate in periodi di estrema stitichezza; in una seguitissima sessione di archeologia sperimentale, Melardo Leonis, ingurgitati 472 chili di cemento a pronta presa, ha espulso una copia perfetta in scala 1:1 del menhir Genna Arrele IV;

Insomma un libro imperdibile che vi consiglio senza alcuna riserva, in particolare l’appendice illustrata (intitolata “Coproattack” e corredata da splendide fotografie colori) in cui Melardo si esibisce nella replica in scala delle torri gemelle del WTC, complete dei due aerei che le hanno abbattute, nonché della Grande Muraglia.

 

PS – Uno degli scarsi lettori del bLLog, ci ha recentemente comunicato che un celeberrimo storico disallineato sardo è stato poderosamente preso per il culo. Pare che gli abbiano domandato se sia stato bocciato all’esame delle urine e ciò l’abbia spinto a scrivere il bestseller La Genesi delle Urine.

Lo storico, noto tra l’altro per non essere riuscito a concludere gli studi (colpa delle Soprintendenze che hanno sobillato i professori romanocentrici) ha tuonato a lungo contro gli archeologi, fonte di ogni nequizia (e anche, a suo dire, della presa per il culo).

Si è sfogato anche in un blog di rilevanza mondiale, nel quale scrivono epigrafisti di livello eccelso e albanesi mancati e cacciati via dai concorsi pubblici perché sorpresi a copiare. Alla fine dello sfogo, è stato chiamato un autospurgo per rimediare ai danni.

Ci auguriamo che, da oggi, nessuno voglia chiedergli se, per caso, non sia stato bocciato anche all’esame delle feci!

 

desi.satta2@virgilio.it

250

 

(1) per la verità, noto soprattutto per l’uso disinvolto della carota nelle rilevazioni geotopometriche;

(2) un famoso studioso sardo disallineato, sta per pubblicare un liBBro che investiga le abitudini autoerotiche degli antichi sherdanu; promettiamo di dare immediata notizia della sua uscita nelle liBBrerie;

(3) oltre duecento grammi di colla di pesce in polvere per consolidare la costruzione;

 

Melardo Leonis, la Genesi delle FeciBullshit (2011)

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