SCOPERTA L’EPOPEA DI SHARDAMESH

di Pierluigi Montalbano e Boicheddu Segurani

 

Auguri di Buona Pasqua? Che banalità! La rete ne è piena e noi non possiamo fare a meno di esimerci.

In compenso, in esclusiva per voi, tiriamo fuori dall’UoVVo NuraGGico una vera e propria chicca: l’Epopea di Shardamesh, eroe eponimo degli Sherdanu, indelebilmente graffita sui conci di una costruzione megalitica dalle mani di un ignoto aedo NuraGGico e decifrata per noi da due ben noti epiGGrafisti disallineati: il prof Appuligiu Tottu e la dottoressa Eggiseu Pagulegia, cui vanno tutti i nostri sentiti ringraziamenti per lo sforzo profuso a piene natiche(*).

I graffiti, di enorme importanza per la protostoria del mediterraneo occidentale, come ben capiscono tutti coloro ai quali la vera sTToria della Sardegna sta veramente a cuore, sono stati ritrovati in agro di Tula. Ci scusiamo se la prudenza ci invita non divulgare la località precisa, ma non vorremmo che i soliti emissari delle bieche soprintendenze agissero nottetempo e trafugassero i reperti (e tutta la costruzione: hai visto mai che ci sia qualche altro concio istoriato dalle mani NuraGGiche dell’aedo?). Del resto, gli ultimi avvenimenti, la scomparsa del coccio di Buddusò (trafugato dalle tasche della massaia), della navicella di Urzulei (ormeggiata al porto e sparita in circostanze non ancora chiarite), della tavoletta CCCCXXVIII di Tricottu di cui, addirittura, si nega l’esistenza, dell’iscrizione sulla diga NuraGGica del lago Omodeo, obbligano alla cautela. Una volta che le Edizioni Bullshit avranno lanciato nelle librerie la ponderosa opera dei due geniali epigrafisti, scioglieremo le riserve e comunicheremo da questo bLLog la posizione precisa del sito: state in campana (nuraGGica).

Come chiunque può osservare, il lungo testo è suddiviso in due liBBri e un intermezzo.

Nel primo liBBro (in alto), l’eroe Shardamesh, reduce da un’affezione intestinale grazie alla quale ha sconfitto l’esercito egiziano(**), indica dall’alto delle torri nuraGGiche i popoli da sottomettere e le contrade da mettere a bronzo e fuoco (il ferro l’aveva scoperto tremila anni prima ma non lo usava per non divulgarne i segreti, furbo come una puzzola!).

Shardamesh, lancia i suoi guerrieri sulle lunghe navi di bronzo, guidate dalle bussole da due tonnellate issate alla sommità del poderoso albero. Al grido di “Cacciamo gli Yankees”, occupa la base di sommergibili nucleari di La Maddalena e scaccia gli invasori. Finalmente, i graffiti di Tula ci restituiscono la verità storica su avvenimenti falsificati dalla storia ufficiale, che ha nascosto la cacciata degli americani dalla Sardegna finché un menzognero presidente della regione si è appropriato della vittoria facendola propria!

Conquistati i sommergibili, Shardamesh li scatena contro l’isola di Atlantide e l’affonda con i missili nucleari. Purtroppo, non avendo letto il libro di Frau (scritto in Italiano e non in NuraGGico) non sa che Atlantide è la Sardegna, quindi si vede piovere i missili sulla testa e scappa in Cina. Ciò spiega per quale motivo, alla fine dell’età del bronzo, gli Sherdanu smisero di costruire torri e migrarono. Avendo dimenticato gli occhiali a Barumini, a Shardamesh vengono gli occhi a mandorla, ed è per questo che in Asia sono così diffusi. Il liBBro si conclude con la descrizione della costruzione della tomba di Shardames, protetta da un esercito di ottomila automi di ceramica(***). Nella tomba, a forma di piramide, l’eroe dorme in attesa di risorgere e vendicarsi di tutti coloro che negano la storia gloriosa dei sardi!

Nel secondo liBBro (in basso) l’eroe descrive la realizzazione di una catapulta che lancia paLLe infuocate (chiaramente visibili nei neuropittogrammi parabolici di rotazione) contro i nemici. Un’arma micidiale che ancora oggi i prodi guerrieri dell’armata shardariana adoperano per abbattere le mura delle soprintendenze: non saranno più infuocate, ma palle sono comunque!

Tutti noi ci auguriamo che il senatore Massidda presenti immediatamente un’interrogazione parlamentare al fine di sollecitare l’immediato trasferimento dei preziosi testi a casa del professor Appuligiu Tottu, così che le soprintendenze non possano, ancora una volta, celare i fondamentali documenti distorcendo la storia sarda per asservirla al centralismo plutocratico romano. Ovviamente, ci auguriamo che presenti anche una proposta di legge per ridurre a un giorno il termine di prescrizione per il reato di detenzione illegale di bene archeologico: il prof Appuligiu Tottu gliene sarà particolarmente grato!

 

Sì, è vero: manca l’intermezzo (in mezzo!).

Ne parliamo con una certa ritrosia poiché è ancora materia di dibattito tra i due epigrafisti. Il prof Appuligiu Tottu è convinto si tratti del nome di Yahwhé ripetuto settantasette volte sette. Si tratterebbe di una clamorosa anticipazione delle sacre scritture e dunque materia delicatissima e della massima rilevanza.

La dottoressa Eggiseu Pagulegia sostiene invece la tesi che l’intermezzo contenga la ricetta del Parmigiano Reggiano, inventato, com’è noto, dagli Sherdanu. Essi infatti usavano le pesanti forme come proiettili per le catapulte in alternativa alle paLLe infuocate e fu così che distrussero Alessandria, Hattusas, Ebla, Babilonia, Ur, Ben-Hur, Gengis Khan e Stampace (difesa strenuamente da Fisietto con la sua Apixedda).

Ci impegniamo fin d’ora a darvi pronta comunicazione dei risultati della disputa, che tuttavia non appare di facile composizione. Le ultime notizie danno i due in piena bagarre. Pare che entrambi abbiano realizzato una catapulta e si sparino tra gli occhi le traduzioni: a parte il puzzo, non si segnalano altri danni.

 

pierluigimontalbano@gmail.com

gabriele.ainis@virgilio.it

249

 

(*) se evitassero di ingerire legumi prima della decifrazione saremmo loro grati, ma comprendiamo che la scienZZa necessiti di qualche sacrificio: ce ne faremo una ragione.

(**) speriamo sia inutile specificare i dettagli: la battaglia del Delta è nota anche ai bimbi. Infatti, quando hanno la diarrea, le mamme dicono loro: ih,putzidda, eccheccosai: troddiandone come Shardamesh alla battaglia del Delta ne sei!! Adesso l’Imodium ti do, de aicci d’acabbasa de troddiai!!

(***) i soliti ignoranti e i libri asserviti al centralismo romanocentrico attribuiscono la tomba e l’esercito al primo imperatore cinese Qin Shi Huang; non è il caso di dar loro ascolto.

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3 risposte a SCOPERTA L’EPOPEA DI SHARDAMESH

  1. federico ha detto:

    Domenica 28 Giugno 2009 il professor Tottu postava, nel blog del Sommo Vate, un articolo dal titolo: “Scrittura nuragica: ecco un altro documento”. Il “piccolo studentello” rilasciava una zerbinata di nove righe che pontificava il grande eppigraffista: “Caro Gigi,
    la tua presenza in questo, come negli altri, forum mi onora. Sarebbe impensabile che studiosi del tuo calibro si lasciassero abbagliare da un’asinella senza fari. Sei una fonte di dati per chi ti segue e non dimenticare che remiamo quasi tutti verso un porto sicuro…chi rema contro si stancherà prima di noi e dovrà ingoiare tanta acqua salata.”
    Complimenti Montalbano, lei è un esempio di coerenza e dignità!

    • exxworks ha detto:

      Lei dovrebbe essere impalato per eccesso di consonanti (e manifesta ignoranza: ma non lo sa che si scrive epiGGrafista?). Tuttavia immagino non gradirebbe perché occupato a farsi impalare dalla banda shardariana. Contento lei… del resto, a ciascuno il suo: a lei il palo.
      Saluti all’ubertoso Veneto, ciò.

  2. Per fortuna ho continuato a documentarmi, e negli ultimi anni sono riuscito ad aggiungere tessere nel puzzle delle mie (limitate ma in crescita) conoscenze.
    Ricordo che nel 2006 ero convinto che le navicelle bronzee fossero lampade a olio, nel 2007 pensavo che i nuraghe fossero fortezze presidiate da guerrieri armati fino ai denti, nel 2008 iniziavo ad affermare che i nuraghe cinti da bastioni erano “palazzi” nei quali potere politico e spirituale si incontravano, nel 2009 ho capito che l’utilizzo degli edifici turriti era a beneficio della comunità intera, nel 2010 ho scoperto che i popoli del mare esistono da oltre 10.000 anni, e nel 2011 prendo coscienza che se uno cambia opinione su alcuni pensieri viene considerato incoerente.
    La mia coerenza è relativa esclusivamente all’onestà intellettuale. Sono capace di chiedere scusa, di cambiare idea, di reagire agli insulti se sono sul piano personale…ma nel caso in questione ho capito che leggere le barchette, le cancellate, i muri e tutto ciò che riporta decorazioni (colorate e non), o incisioni casuali, significa lavorare di fantasia e non di immaginazione (che è ben altra cosa).
    Cari saluti

    Pierluigi

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