SENTENZA THYSSEN: UNA LEZIONE PER LA SARDEGNA?

di Gabriele Ainis

 

Per la prima volta in Europa, l’amministratore delegato (leggi Legale Rappresentante) di una società viene condannato per omicidio volontario a seguito di una morte sul lavoro. Quanto la sentenza sia corretta, lo dimostra la mancanza di reazioni serie da parte delle associazioni di categoria degli imprenditori. I commenti di parte su questa sentenza li troveremo in seguito, quando il problema si trasformerà, come sempre accade in Italia, in una lite da bar sport in cui gli imprenditori se la prenderanno col giustizialismo delle solite procure.

Eppure, a volersi informare, non c’e stato nulla di nuovo, se non che finalmente sono state svolte indagini in merito alla consapevolezza dell’imprenditore sulla pericolosità della linea produttiva e la scelta cosciente di non metterla in sicurezza perché destinata alla dismissione. Detto in parole povere, l’imprenditore (il legale rappresentante) sapeva che la linea era pericolosa, ma ha scelto il rischio di non metterla in sicurezza, confidando, si spera, sulla scommessa che non sarebbe accaduto nulla di particolarmente grave prima della prevista chiusura. La novità è tutta qui: i giudici, ed era ora, non si sono limitati a prendere atto dello stato della linea, ma si sono domandati se vi fosse una precisa volontà di lasciarla in quelle condizioni.

Per chi ha lavorato in ambito industriale in Italia e all’estero (ad esempio in Germania o Francia) sa bene come le multinazionali adottino misure commisurate allo stato del paese in cui operano: un impianto come quello di Torino, in Germania non l’avrebbero mai fatto produrre. Ma non solo: se anche fosse accaduto di essere condannati, non gli sarebbe mai venuto in testa di ventilare la possibilità di dismettere l’attività produttiva perché i giudici sono dei cattivoni e se la sono presa con loro ben oltre il dovuto!

Ecco, la vera novità, la notizia che dovrebbe far riflettere, soprattutto noi sardi, è proprio questa: la Thyssen, velatamente, ci dice: attenzione, se mi mandate in galera l’amministratore delegato, io me ne vado dall’Italia. Eppure, anche questo non sarebbe particolarmente grave (abbiamo il presidente del consiglio che accusa i magistrati di essere come le Brigate Rosse) quanto piuttosto la reazione di certa politica che accetta lo scambio tra il diritto alla sicurezza e il posto di lavoro.

Orbene, già Tremonti l’aveva fatto, senza troppo scalpore perché siamo ormai abituati a tutto, però il fatto che un amministratore locale (il sindaco di Terni) parli in questi termini, sebbene con un ragionamento così articolato da apparire sibillino, dovrebbe davvero far riflettere, soprattutto chi, come noi in Sardegna, deve subire, anno dopo anno, lo stillicidio dei morti sul lavoro e la progressiva evaporazione dell’industria.

Il ricatto sicurezza/posto di lavoro, è tipico dei paesi sottosviluppati, in cui si è costretti al baratto in nome della possibilità di non morire di fame. Poniamoci allora nell’ipotetica situazione in cui una grande industria, poco propensa ad investire in sicurezza e strategica per il PIL regionale, dica agli amministratori locali: cari amici, mi volete sul territorio così come sono oppure no? Cosa risponderebbero gli amministratori?

Perché intendiamoci, il sindaco di Terni non sarà certo un povero minorato mentale: se esprime un parere così allucinante (e allucinato) su una sentenza chiarissima nelle motivazioni (la consapevolezza della pericolosità della linea produttiva e la scelta cosciente di non metterla in sicurezza) ci sarà un motivo, e questo motivo altro non può essere che l’interpretazione del comune sentire della popolazione locale, o di parte di essa.

Insomma, come dire: sarà anche pericoloso, però ci danno da lavorare. Ecco: noi sardi dovremmo riflettere proprio su questo e la sentenza Thyssen dovrebbe spingerci a farlo.

Attualmente, non si vede per quale motivo un imprenditore dovrebbe impiantare un’attività in Sardegna. Anche senza essere economisti, spero si converrà come la nostra isola sia particolarmente sfavorita dalla lontananza dai mercati, dai costi europei, dalla mancanza cronica di infrastrutture, dall’assenza di una programmazione regionale in merito allo sviluppo industriale. Aggiungerei anche la poca propensione al lavoro (tra le altre cose, deteniamo bizzarri record sull’assenteismo, la litigiosità, i furti in azienda) però glisso altrimenti i soliti noti mi dicono che sono antisardo.

Cosa accadrà quando finalmente ci diranno: cari isolani, preferite morire di fame oppure ospitare un impianto di stoccaggio di scorie nucleari ultrasicuro che porterà migliaia di posti di lavoro, nuovi investimenti a perdere da spartire tra politici e sodali e la possibilità di lavorare tre mesi l’anno passando il resto del tempo a litigare su Atlantide e Sa Limba?

Provo a scommettere: i tre lettori istituzionali del bLLog salteranno sulla sedia si dichiareranno indisponibili al baratto, ma siamo sicuri che non ci siano sindaci, presidenti provinciali, consiglieri regionali che cominciano a dire: “Beh, se è ultrasicuro e ci porta posti di lavoro, perché non dovremmo valutare attentamente la cosa? Facciamo valutare la sicurezza dai migliori esperti del mondo e poi decidiamo.

Ho usato un esempio attualmente improponibile, il nucleare, ma se arrivasse qualcos’altro? Siamo davvero sicuri che il sindaco di Terni non farebbe proseliti dalle nostre parti? Siamo si curi che tanti di noi non comincerebbero a riflettere, affermando che a fare i giacobini si potrebbe morire di fame, dimenticando che in azienda si può morire sul serio?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

247

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in PoLLitica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...