ANTIMATERIA E ANTISCIENZA

di Gabriele Ainis

 

Frank Close è un professore di Oxford, insegna fisica e non è particolarmente famoso presso il grosso pubblico, neppure quello degli appassionati che segue con interesse gli sviluppi della scienza (e della fisica in particolare). Diciamo che è un esponente di spicco del ‘robusto’ sistema universitario anglosassone, un solido scienziato e un buon burocrate.

Non vincerà mai un Nobel, né immagino che se lo aspetti, ma è un ottimo divulgatore sebbene, per saperlo, sia necessario parlare inglese e possedere un buon bagaglio culturale scientifico (nonché il desiderio di impegnarsi ad adoperarlo!).

Antimateria è il primo saggio di Close che viene tradotto in italiano ed è un vero peccato (ha pubblicato n saggio davvero notevole sulla bufala della fusione fredda). Immagino che ciò sia dovuto al fatto che l’autore è di Oxford e non di Boston, però potrebbe anche dipendere dal modo in cui scrive, troppo ‘europeo’ per poter essere apprezzato anche dai lettori di saggi scientifici divulgativi che ormai (Italia in testa) sono assuefatti, anche in Europa, al metodo made in USA.

Ad esempio, adopera un linguaggio ricercato, sebbene mai affettato, ma per saperlo bisognerebbe leggere l’originale, la cui qualità sopravvive solo in parte nella traduzione. Una buona scrittura non è frequente nei saggi yankee, che riflettono l’atteggiamento essenzialmente pragmatico della scienza statunitense (che bada al sodo, senza fronzoli superflui) di conseguenza risulta inconsueto anche per noi, ridotti ormai a provincia culturale americana.

Oppure concede pochi sconti al lettore, al contrario di quanto si sforzano di fare i Nobel americani che si concedono alla divulgazione (che poi ci riescano veramente è un altro film!). Stiamo parlando di un saggio divulgativo, certo, ma non ci si aspetti che l’autore si ponga dalla parte del lettore: sui concetti di base non si fanno sconti.

Infine, giusto per citare tre aspetti, numero perfetto, il saggio è particolarmente denso. È pur vero che tutti i concetti necessari alla comprensione del tema vengono preliminarmente accennati nel testo, ma si dedica ad essi solo qualche riga. Per cui, a seconda della cultura generale del lettore, il risultato della lettura può essere quello di terminare il libro in una serata (e di essere molto soddisfatti) oppure di abbandonarlo definitivamente (e di essere molto frustrati) chiedendosi se non esitano metodi più semplici per gettare nel cesso i 24 euro del prezzo di copertina (*). C’è anche un altro pericolo: quello di terminare il saggio in un tempo ragionevolmente breve, diciamo una settimana, senza aver capito molto di ciò che dice e senza rendersene conto, convinti che si tratti semplicemente di una raccolta di aneddoti a volte assai curiosi (cito uno per tutti: il racconto degli sforzi per confinare un anti-protone singolo in una trappola di Penning).

Perché leggerlo?

«Uno dei principali risultati che mi propongo di raggiungere con questo mio libro è tentare di distinguere i fatti dalle fantasie in tutta la faccenda dell’antimateria»

Decisamente un buon motivo!

L’antimateria non è così gettonata nell’insieme di scempiaggini di cui si discute comunemente nella convinzione di possedere una buona cultura scientifica (dalla meccanica quantistica al teorema di Gödel), ma non è un tema infrequente.

Il saggio di Close, se si riesce a leggerlo nei modi dovuti (cioè rendendosi conto che non lo si può comprendere senza una buona conoscenza di alcuni concetti basilari di fisica) raggiunge brillantemente lo scopo che si prefigge: spiega cosa sia l’antimateria, racconta la storia della sua scoperta, aggiorna sulle ricerche più attuali in merito (e non si dimentica di sottolineare che, come tutto il resto della fisica, ci riguarda da vicino, ad esempio con le applicazioni in campo medico diagnostico!). Inoltre, si ingegna, seguendo i canoni della divulgazione, di individuare argomenti interessanti anche per il pubblico dei non addetti ai lavori, così da sollecitarne l’attenzione. Dal mistero di Tunguska, ad Alice nel paese delle meraviglie, passando per la bufala di Saddam che studiava armi basate sull’uso della fusione fredda e non ci fa mancare Star Trek.

Per coloro che venissero colti dal desiderio di cestinare il libro (ovvero esporlo in primo piano nella libreria in attesa della visita di un amico spocchioso, per mostrargli che anche loro sono capaci di leggere certi saggi), segnalo il capitolo nono (ed ultimo): Vero e falso. Poco più di venti paginette quasi del tutto prive di formule (se si eccettua l’uso del concetto di rendimento e l’onnipresente dogma einsteiniano dell’equivalenza tra massa ed energia). Da sole, potrebbero giustificare i 24€ (anche se un euro a pagina è un prezzo esorbitante). Vengono affrontati e discussi alcuni temi ricorrenti (soprattutto in rete) riguardanti l’antimateria, con un linguaggio per una volta semplice e discorsivo. Se oramai avete affrontato la spesa, leggete almeno questo capitolo. Evitate invece “Il «Codice DIrac»”, in appendice. Anche perché, alla fine, suggerisce di iscriversi all’università e studiare!

Mi permetto invece di citare la conclusione del libro, tanto bella che viene riportata in seconda di copertina. Essa, facendo riferimento all’immensa bellezza della natura ed alla soddisfazione che si può trarre dallo studio delle leggi che la governano, recita: «Con una tale fonte di ispirazione offerta dai fatti, dalla realtà: chi ha bisogno di cose inventate?»

Gli imbecilli, mi verrebbe da rispondere!

A proposito, dimenticavo: se vi venisse in testa di leggerlo, scoprirete anche perché la velocità della luce è indicata dalla lettera ‘C’. Naturalmente sarebbe sufficiente domandarlo al dio della rete, il Sommo Google, ma leggerlo in un saggio divulgativo di ottimo livello dona una maggiore soddisfazione, come un appuntamento con una bella ragazza in confronto ad un paio d’ore su youporn (per le lettrici, vale la legge di conservazione per inversione di sesso). Ciò significa che i Nerds Ossessivi occupati a passare il proprio tempo in rete sono esclusi: peccato!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

211

F. Close – Antimateria – Einaudi 2010

 

(*) non dirò a quale categoria appartenga il sottoscritto perché fuori tema

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ScienZZa e dintorni. Contrassegna il permalink.

Una risposta a ANTIMATERIA E ANTISCIENZA

  1. Maurizio Feo ha detto:

    Sintesi e chiarezza estrema nella tua esposizione.
    Sono anche convinto che riporti l’ammirevole conclusione di Frank Close, non solo perché strepitosamente semplice nella sua logica gelida, ma anche perché applicabilissima a temi meno universali e più nostrani: “Con una tale fonte d’ispirazione offerta dai fatti, dalla realtà, chi ha bisogno di cose inventate?”.
    Ma a lavare il ciuco, purtroppo, si sciupa l’acqua ed il sapone…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...