SARDOCENTRISMO SOCIALE

di Maurizio Feo

 

È ormai evidente che molti sardi considerano a priori che la storia passata della Sardegna sia esclusivamente una questione che riguarda i sardi solamente e nessun altro: questo fatto è ridicolo ed astruso (e nazionalista in pectore: la storia degli Egizi riguarda solo gli Egiziani, la Storia dei Greci Antichi solo i Greci moderni), non merita ulteriori commenti, e dimostra da solo quanto sia errato l’atteggiamento di quei sardi già in partenza.

Da premesse errate non si giunge mai a conclusioni corrette.

Di fatto, poi, tale posizione viziata s’aggrava ulteriormente con il mescolare la politica (o la propaganda politica, il che è lo stesso) con Storia ed Archeologia e le altre materie scientifiche che  con queste ultime intersecano i propri interessi di ricerca ed i risultati scientifici.

Questo produce due prime conseguenze, ambedue molto negative:

1) Chiunque contraddica le elucubrazioni di quelle persone, è identificato automaticamente con un nemico dei “sardi che combattono per la Sardegna” (qualunque significato recondito tale espressione contenga). Non ci si pone affatto il problema di quale negativo ritorno (caduta di credibilità, disaffezione ad un movimento fondato su falsi presupposti etc.) certe farneticazioni del tutto fuori della ragione procurino ad una eventuale e possibile “causa per la Sardegna”.

2) Si creano così tanto numerosi “precedenti” di false verità (a mezzo di libri, discorsi pubblici ascoltati nei raduni in tutte le località sarde, “lezioni” effettuate a studenti nelle scuole, scritti promulgati attraverso l’Internet a tutti i titoli: Blog, Forum, filmati autonomi, etc), che per lo spettatore comune (magari poco attrezzato culturalmente, ma disposto ad apprendere volonterosamente) diventa quasi impossibile riuscire a districarsi validamente fuori dall’intrico di orribili pappecotte, fino ad arrivare alle eventuali conclusioni corrette.

Ora, non credo che esista alcunché di errato in un certo grado di sano “nazionalismo” (lasciamo stare la questione di quanto appropriato sia questo vocabolo “nazionalismo”, usato per quella che per adesso è ancora una regione dello Stato Italiano, altrimenti una penosa e probabilmente non serena discussione ci porterebbe troppo lontano), ma solamente fino a quando però, questo non diventi eccessivo e si trasformi in un difetto, o peggio ancora in qualche cosa di profondamente pericoloso, fuorviante ed autolesionista.

Ci si dovrebbe domandare, per prima cosa: “A chi giova trasformare il vero passato della Sardegna in un passato falso?”.

Vediamo un poco quale falso, prima: si vuole che i ProtoSardi fossero un Grande Popolo. Fin qui, niente da eccepire. Ma lo si vuole un popolo aggressivo, composto di guerrieri invincibili ed audaci marinai che aveva creato una Talassocrazia su tutto il Mare Mediterraneo, già in epoca antichissima. Che aveva portato la propria Civiltà in Egitto, fornendole alcuni Faraoni. Che commerciava l’Ossidiana, la Selce e poi il Bronzo un po’ dovunque, insieme ad ogni prodotto dell’Antichità. Naturalmente, l’Archeologia e la Storia ufficiale non hanno capito che tale Popolo Navigante del Mare non era quello dei Fenici – a cui però l’ufficialità non attribuisce affatto un’impossibile talassocrazia – bensì quello dei Shardana. I Nuragici avevano inoltre conoscenze matematiche eccelse, tanto che nei bronzetti sardi sono riassunte alcune formule trigonometriche, che permettevano di ricavare seno e coseno materialmente, con l’uso di corde e di semplici figure piane e senza effettuare calcoli, che non era possibilità di tutti: e questi “regoli” erano naturalmente utili per un’infinità di cose pratiche, dall’edilizia al marketing ed al franchising dell’Età del Bronzo.

Tale Popolo potentissimo ed evoluto deve essere prima o poi scomparso del tutto, altrimenti avremmo avuto ancora oggi tracce storiche estremamente chiare di esso: ed ecco il capolavoro di Sardegna Atlantide e di uno Tsunami inesistente, che provvidenzialmente distrugge tutto, impedendone la trasmissione alla Storia.

A questa fine, purtroppo, non si può aggiungere altro, essendo essa biblicamente definitiva.

Allora, dove possiamo lavorare ancora?

Sul principio, naturalmente: ed ecco nascere il “linguaggio Nuragico”. Una specie di minestrone di Ugaritico, Proto-Cananeo, Geroglifico, Gublita, Cuneiforme e chi-più-ne-ha-più-ne-metta, in cui compare – circa 3.000/4,000  anni prima della sua comparsa ufficiale storica – addirittura il nome di Yahwe. La presenza di tante lingue differenti, parlate e naturalmente scritte tutte insieme e contemporaneamente, pur essendo un’eccezione assoluta (in quanto mai alcun popolo ha parlato e scritto più di una sola lingua, con l’eccezione delle “lingue franche”: l’Accadico in epoca antica e l’Inglese oggi, ad esempio) è facilmente spiegabile: evidentemente il Centro Culturale e Motore del Mondo intero fu la Sardegna!

Ma esistono anche molti altri “autori minori” che postulano l’osservazione astronomica prima e più evoluta proprio in Sardegna : alcuni circoli megalitici sardi appositamente costruiti sarebbero precedenti a Stonehenge e persino anteriori a quelli cinesi del 5.000 avanti Cristo ed i nuraghi (certamente non tutti, a dimostrazione della realtà scientifica di questi studi!) sarebbero stati costruiti con una precisione matematica astronomica eccezionale, anche se non solamente per quel fine (non osiamo chiedere quali altri!) dalle fertili menti dei Nuragici.

Mi fermo qui, per decenza. Ma si potrebbe continuare.

Quindi, ritorniamo alla domanda già accennata in precedenza. A che cosa conduce questa visione sardo-centrica delle origini? Ci ho pensato, brevemente. Potrei quindi sbagliarmi. Forse sono giunto alle conclusioni errate. Spero mi si possa correggere, indicandomi le reali cause di queste recenti tendenze pseudoculturali sarde.

Secondo me, tutto ciò conduce solamente in due direzioni:

Prima Direzione: Alcuni “furbi” hanno capito che possono monetizzare la propria facile disposizione ad inventare favole, gradite ad un pubblico che diviene sempre più numeroso e che le compra. Nel frattempo, guadagnano una crescente popolarità, che non guasta affatto e che in molti modi facilita la loro vita.

Si sono persino stanziati fondi per “promuovere studi che dimostrino che la Sardegna fu Atlantide”. Si parla di Milioni di Euro, di cui ci sforzeremo di seguire il complicatissimo destino nel tempo…

Seconda Direzione: La crescente disponibilità di Storie che aumentano l’autostima dei Sardi, come discendenti di Protosardi così belli, bravi, potenti ed avanzati rispetto a tutte le altre popolazioni del Mondo Intero, conduce all’incremento dell’orgoglio Nazionale Sardo. Che si vorrebbe sfruttare politicamente, allo scopo di unire tutta la popolazione attuale in un unico partito di discendenti dei Balentes Shardana, che finalmente realizzi una definitiva scissione della Sardegna dall’Italia.

Ora, mi domando: che bisogno c’è mai di fare tutta questa fatica e d’inventarsi tutto questo lunghissimo giro di circonvallazione, solamente per rendersi, in qualche modo, indipendenti?

Basta riunirsi e dirlo: vogliamo essere indipendenti, oggi, subito, a breve termine. Non ci piace l’Italia, non ci piace il suo governo. Vogliamo governarci da soli…Ci sono troppi problemi soalmente Sardi che il Governo Italiano trascura, mentre noi siamo intenzionati a risolverli e capaci di farlo da soli…

Il passato della Sardegna, la Storia, l’Archeologia, l’Antropologia, la Genetica, etc. non c’entrano proprio nulla!

Non possono unire più di tanto – e certamente non possono dividere affatto – gli attuali sardi, nei confronti dei pressanti e gravi problemi del presente!

Non è possibile, quindi, che i “negazionisti” delle “tesi Shardana” siano solamente amanti della verità storica e non abbiano, né vogliano, avere alcunché a che vedere con la maggiore o minore coesione dei Sardi oggi? Probabilmente, essi non hanno alcunché contro la formazione di uno Stato Sardo Indipendente. Probabilmente, non gliene importa gran che: se questo comporterà il benessere per i Sardi, anzi, probabilmente essi sono a favore…

Che sia eventualmente esistito un Popolo Shardana non evita oggi la disoccupazione, la cassintegrazione, la scarsa scolarità, il disastro ambientale, la scarsa produttività, la corruzione, le faide ancestrali e via dicendo…

Per carità: se servisse a spazzare via tutti i problemi dei Sardi, o quanto meno a diminuirli un poco, anche io propugnerei la tesi del Grande Popolo Shardana: ma non è così, purtroppo.

Se continuare a parlare la Lingua Sarda servisse a qualche cosa, sarebbe giusto promuoverne lo studio in tutte le scuole.

Se salvare il ricordo del Rito dell’Argia, del Mito dei Mamuthones, e di tutti gli altri numerosi interessantissimi componenti del FolkLore Sardo riuscisse a creare più lavoro, a risolvere l’abbandono dei campi, la desertificazione dei centri urbani, il degrado dell’ambiente, almeno ad aumentare la produttività, oppure a risolvere uno solo dei problemi sociali sardi attuali, meriterebbero di essere proposti a tutta la popolazione.

Ma non è così.

È solamente un passatempo scacciapensieri, un espediente per non pensare ai veri problemi. Una fuga mentale dalla realtà (triste) del presente.

Bisogna lottare contro i negazionisti della grandezza del nostro passato, contro il Diavolo nemico dei Sardi e della loro sacrosanta Sardità.

Una volta che li avremo scacciati dalle nostre terre, saremo finalmente tranquilli, la nostra terra sarà libera e si fonderà su un’economia autarchica autosufficiente e soddisfacente tutte le esigenze della sua popolazione.

E adesso mangiamo e facciamo festa: buffamus e pappamus e fortza paris, alla faccia di quei tipi tristi che ci vogliono svegliare dai nostri sogni.

 

mauriziofeo49@gmail.com

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6 risposte a SARDOCENTRISMO SOCIALE

  1. Gabriele Ainis ha detto:

    Caro Maurizio,
    prima di tutto grazie per il post. Permettimi alcune osservazioni.
    Sebbene concordi con te su gran parte del tuo intervento, vorrei aggiungere un punto che tu non hai toccato esplicitamente (credo volutamente) e da questo vagare un poco appresso ai miei pensieri. Tu non citi il razzismo, di cui si vedono tanti (io dico troppi) segnali. Del resto tu stesso fai correttamente notare come alcuni (in verità coloro che si rincoglioniscono con gli Sherdanu non sono molti, e questo è uno dei pochi punti sui quali non concordo con te) adoperano una falsa storia per creare un ‘Noi’ contrapposto ad un ‘Loro’, che è una delle basi dell’intolleranza e del razzismo.
    La mia idea è che il razzismo e l’intolleranza (robacce che compaiono con maggiore virulenza in periodi di crisi, basterebbe riandare agli anni terribili del fascismo e sommare due più due) abbiano preceduto questa farsa degli Sherdanu e di Atlantide. E’ vero che ci sono i ciarlatani che lucrano alle spalle dei gonzi (e intendo sia gli spacciatori di falsa storia, sia i politici che l’adoperano) ma è anche vero che i gonzi non sono poveri minus habens incapaci di interpretare la realtà, o meglio non solo questo.
    Che siano dei poveri coglioni è verissimo (basterebbe notare che passano le loro giornate appesi ad una tastiera per manifesta incapacità di vivere nel mondo reale). Sono di norma parassiti, pensionati delusi dalla vita, ragazzotti mal cresciuti privi di lavoro e pieni di illusioni che vivono alle spalle di mammà, col piatto pieno e la camicia stirata. Però non sono dei poverini ‘buoni’, non commettiamo questo errore.
    Non erano ‘buoni’ neppure gli italiani e i tedeschi che riempivano le piazze per ascoltare due pericolosissimi pagliacci. Essi erano contenti, invece, e cominciarono a capire la fregatura solo quando si ritrovarono a passare dal ruolo attivo di macellai a quello passivo di vittime, sotto le bombe. Se non ci fossero state queste, come del resto accaduto in Spagna, oggi saremmo tutti orgogliosamente fascisti (mentre invece in parecchi lo siamo, senza, ancora, la faccia tosta di dirlo, ma non è detto che il momento non arrivi, ci siamo vicini!).
    Per cui, e concludo, a mio avviso l’equazione deve essere posta in termini differenti da come l’esprimi tu. Non ci sono i coglioni Sherdanu spuntati come funghi a predicare l’intolleranza, c’è al contrario un movimento che predica intolleranza (e arriva da molto lontano) parte del quale trova conveniente avvicinarsi alla falsa storia dei delinquenti che l’inventano. I poveri idioti che seguono, sono coloro che sarebbero ben contenti di cacciar via da ‘casa nostra’ i continentali e, a ‘casa nostra’, di prendere a botte coloro che osano negare la grandezza dei sardi! Hai avuto modo di leggere la discussione in cui un idiota chiedeva a Stiglitz di tornarsene a ‘casa sua’? Ti è capitato di leggere le frasi che mi sono state rivolte nel blog di Pintore in cui si faceva notare, con la solita cortesia dei balentes virtuali, come il mio cognome non sia sardo?
    Attento alla vigliaccheria degli intolleranti: i balentes sono capaci di piagnucolare quando li prendi a schiaffi, ma le coltellate alle spalle le danno con gran gusto, per poi nascondersi, soprattutto se sono in tanti contro uno solo.
    Un saluto,
    Gabriele

  2. Pierluigi Montalbano ha detto:

    Buon anno a Maurizio, a Gabriele e ai lettori.
    Vedo che il nuovo anno si apre con un argomento tutt’altro che semplice e le argomentazioni di Maurizio, che saluto, sono come sempre circostanziate ma estremistiche, come agli estremi si pongono quei personaggi che poco velatamente richiama nel cappello introduttivo. Ritengo che la verità stia in mezzo, si debba cercare nell’equilibrio fra le parti. E’ un mio tipico modo di pensare, anche i miei familiari mi rimproverano sempre per le mie posizioni pacate e accondiscendenti, ma sono profondamente convinto che i problemi del mondo siano troppo distanti dalle possibilità di interferenze da parte di noi lettori di blog. Se i sardi nuragici furono una grande civiltà o un piccolo gruppo di individui con alcune conoscenze che permisero loro di realizzare qualche edificio che ancora sta in piedi, certamente non cambia la nostra situazione attuale. Dobbiamo difenderci dall’inquinamento ambientale, e la politica si nasconde. Dobbiamo salvaguardare i siti, e il governo taglia i fondi per la cultura. I nostri figli e nipoti devono cercare un posto di lavoro per sopravvivere in questa giungla di regole dettate dalla globalizzazione, e noi ci incaponiamo su chi fossero gli sherdanu. Ma perché affondare la lama in questi discorsi? Perché non lasciare campo libero a coloro che vogliono proporre nuove ipotesi? C’è gente che scrive sugli alieni, che organizza convegni sui cerchi di grano, che si fa finanziare milioni di Euro per cercare Atlantide piuttosto che Tartesso. Ma cosa cambia per il nostro quieto vivere? Libertà di parola a tutti…il tempo metterà a posto le cose, e tutti saranno felici e contenti, sherdanu compresi.

  3. Atropa belladonna ha detto:

    Signor Feo, il nome YHW compare-forse come toponimo- in due testi egizi uno del regno di Amenophis III (XIV sec. a.C.) ed uno del regno di Ramses II (XIII sec. a.C.). In Palestina compare YHWH nella stela di Mesha, il re Moabita, dell’ 840 a.C.; nel Sinai a Kuntillet Ajrud tra il IX e l’ VIII sec. a.C. In testi di Ugarit forse (e sottolineo forse) come YW (uno dei figli di El) nel XIV-XIII sec. a.C. A parte ovviamente le citazioni bibliche. Quindi non vi sono certo 3000 o 4000 anni di differenza con i documenti nuragici che iniziano dalla seconda metà del II millennio a.C. in poi. Questo per la precisione.
    A parte questo, lei confonde le lingue con gli alfabeti e viceversa: parlare di mix alfabetico non è certo equivalente al parlare di mix linguistico; ma stia in pace: sono entrambi ben attestati al di fuori della Sardegna nel II millennio a.C., es. nei sigilli dei re Ittiti scritti con un mix di almeno 4 sistemi scrittori e 3 lingue.
    Rispetto i suoi concerns per un razzismo vero o presunto che sia, ma la prego: si astenga dal supportare essi con informazioni non vere e/o cose di cui non sa con esattezza.

  4. Panurk ha detto:

    Caro Signor Montalbano,

    certamente “il nostro quieto vivere” è un bene importante che merita tutta l’attenzione di salvarlo. Ma di fronte all’archeonatzionalismo=razzismo, francamante, non riesco a sentirmi tanto rilassato quanto Lei. Possiamo discutere sui Sherden (interessante), sull’ubicazione geografica di Atlantide (tempo perso), sulla scrittura nuragica (rischio di encefalomalacia) o sugli alieni in Sardegna (divertente), ma se c’è la cacca razzista nel nido, la storia insegna che non è lecito di tacerne.

    Unu saludu,
    Panurk

  5. Maurizio Feo ha detto:

    La calma, sì, va bene, Montalbano: ti ho già riconosciuto in precedenza una tranquillità ed una diplomazia invidiabili. Ma ti faccio notare che troppa passività diventa permessivismo: e allora non va affatto bene. Specialmente nei confronti di alcune iniziative e di alcuni comportamenti, come perfettamente sottolinea Ainis, che – al contrario di te – mi rimprovera praticamente di troppo buonismo, non avendo io citato il nascente razzismo insito nell’intolleranza di alcuni sardi. Sinceramente, credevo di essermi già contenuto abbastanza e di essere in una posizione abbastanza prudente, pur sapendo che avrei scontentato molti, sia alcuni tra gli indipendentisti, sia altri tra i loro avversari… Mi viene in mente una frase di Bolognesi, che nel suo blog si esprime abbastanza crudamente, e – descrivendo i genitali maschili esterni – afferma che i testicoli sono uno a destra ed uno a sinistra. Anche in politica, conclude salomonicamente, esistono coglioni di destra e di sinistra. Una ragione in più, dirà Montalbano, per restarsene calmi e prudenti nel centro. Attenzione, però…!
    Ma i milioni stanziati assurdamente per Nur.At escono dalle tasche dei sardi per essere definitivamente sottratti ad eventuali programmi socialmente utili, qualunque sia la loro destinazione finale (di cui tutti noi cercheremo naturalmente di tenere conto!)…
    I pericoli che io intravedo sono numerosi ed inquietanti. Mi fa piacere che qualcuno abbia le mie stesse preoccupazioni… Anche se molti continueranno a darmi del visionario, almeno fino a quando qualcun altro non comincerà a sparare da dietro ai muretti a secco a “sa zente che benit dae fora”… Oppure altre manifestazioni d’intolleranza, non più solo verbali….
    Buona giornata!

  6. Maurizio Feo ha detto:

    Ad Atropa:
    Grazie per il suo attestato di ignoranza, adesso sono molto più tranquillo.
    Ma credo che – nella sua apprezzata precisione – le sia sfuggito il senso globale del mio post, che è incentrato sulla necessità assoluta di operare una netta e definitiva distinzione tra due Materie che non possiedono alcunché in comune: Storia/Archeologia sarda (del tutto ininfluenti sulle emergenze sarde di oggi) e Proposte/Programmazione per la soluzione della situazione attuale (per la quale sono necessari manager strepitosamente validi, seguiti da una popolazione convinta e volenterosa, in una serie di iniziative coraggiose, in modo che la frase “Fortza Paris” non sia solo velleitaria, ma sia seguita con i fatti da un incremento dei posti di lavoro, da un aumento della produttività, da una maggiore competitività dell’offerta).
    Come potrà notare, cara signora, dell’ipotetica comparsa del tetragramma, del suo eventuale significato e delle lingue antiche – scritte o parlate – non me ne può importare di meno: proprio come ai disoccupati o ai cassintegrati sardi.
    Un caro saluto.

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