ARTEMIDORO, SIMONIDIS&C: UN OTTIMO LIBRO CAMMUFFATO DA LIBBRO (E, PER UNA VOLTA, GLI SHERDANU NON C’ENTRANO, O C’ENTRANO POCO…)

di Desi Satta

 

Quando ho sentito parlare di questo libro, mi sono immediatamente incuriosita. Già il titolo la dice lunga sul taglio dell’opera: Il viaggio di Artemidoro. Vita e avventure di un grande esploratore dell’antichità. Che potrebbe andare benissimo per un liBBro o anche per un dignitoso libr(ett)o scritto da un volenteroso appassionato della materia che si ingegna di ricavare qualche decina di migliaia di copie dal “mistero” del papiro di Artemidoro.

Perché l’argomento è proprio questo: il mitico papiro di Artemidoro, comparso qualche decina di anni fa ad illudere che l’opera del famoso viaggiatore dell’antichità non sia andata perduta, è un falso, oppure davvero possiamo riprendere nelle mani gli sprazzi delle impressioni di un viaggio al di là delle colonne d’Ercole attorno al II secolo prima della nostra era?

“Artemidoro chiamava «Colonne d’Ercole» non già lo stretto di Gibilterra, cioè lo stretto passaggio tra monte Calpe  e la costa africana antistante, ma, come si esprime Marciano,. «poneva le Colonne all’isola di Gades» (Mare esterno II, 4)

Ecco l’incipit del capitolo IX: non ci ricorda nulla? Che so, ad esempio l’Inchiesta di un giornalista che si è messo in testa di riportare agli antichi (presunti) fasti il nostro passato di sardi (e purtroppo anche il presente)?.

Ed infatti, anche in questo libro (poi si capirà perché non sia un liBBro), suddiviso in quattro parti, la seconda si intitola: “Il viaggio di Simonidis: l’inchiesta”!

Ohibò: siamo capitati su un altro dei numerosi fantarcheoscemi?

L’autore, Luciano Canfora, è un filologo, professore ordinario all’Università di Bari, il che, di per sé, direbbe poco, visto che dalle nostre parti abbiamo assistito alla pubblicazione di libri mediocri (si passi l’eufemismo) da parte di docenti universitari che magari ordinari non sono, ma cui il dire popolare assegna il titolo di “professore”, e che comunque all’università insegnano.

Per cui, apprestandomi a leggere il libro, ero davvero curiosa di vedere in che modo un filologo classico come Canfora se la sarebbe sbrogliata tra colonne d’Ercole e papireschi “misteri”.

Anticipo subito che di “Fanta-“ il libro non ha proprio nulla, come testimonia adeguatamente l’inizio del cap. XXIL: “Colmare un vuoto è il primum movens per qualunque falsario”, che mi pare quanto di più esaustivo si possa dire, in poche parole, in merito a coloro che pretendono di spacciare un sacco di sciocchezze favoriti dall’ovvia carenza di informazioni sul nostro lontano passato (non per nulla più aumenta il gap temporale, più sono grosse le scemenze!). Da buon filologo, Canfora non rinuncia ad un’unghia di precisione, rigore, puntualità.

Però c’è un però: sorprendentemente, adopera un’impostazione del testo e (per quanto possibile) un linguaggio, che farebbero invidia al migliore dei fanta-X in circolazione, quindi non un uno dei nostri poveri ciuchini isolani (orfani di condizionali, congiuntivi e consecutio), ma di quelli grossi, gli anglosassoni che finiscono per parlare con Indiana Ahwass perché conviene a tutti!

In realtà parliamo di un giallo, dove c’è un falsario che si aggira per il Mediterraneo di fine ‘800 (Simonidis, il cattivo) e un moderno Sherlock Canfora del terzo millennio (il buono) che lo insegue con la tenacia di un mastino napoletano (anche se insegna a Bari, chissà se ci sono i mastini Baresi) durante tutti i suoi spostamenti e le dubbie attività di ladro, falsario, imbonitore, fine venditore di sé stesso.

Come l’uno si muove, l’altro lo tampina senza pietà, a distanza di più di un secolo, ma come se vedesse di fronte a sé la schiena del greco che lo anticipa di qualche ora, se non minuto, con lo stesso ritmo narrativo di un buon film di Indiana Jones, sebbene gli effetti speciali siano meno spettacolari e non ci siano furiosi inseguimenti, colpi di frusta, teschi di cristallo, nazisti (era troppo presto accidenti, chissà cosa sarebbe saltato fuori se Simonidis si fosse aggirato per l’Europa di Hitler, avviluppandosi negli interessi ermetici dei nazisti).

Però c’è almeno una chicca: la simulazione operata da Simonidis di un viaggio simile a quello di Artemidoro, con il quale, in un certo senso, finisce per identificarsi. A mio avviso, basterebbe questo per una bella sceneggiatura, un film d’avventura in cui, annullato in qualche modo il gap temporale (ma come ci starebbe bene la teosofia di Madame Blavatski) un furbissimo levantino, invasato dallo spirito di Artemidoro, tira (metaforicamente) di scherma con un filologo dall’aria vagamente visionaria (non me ne voglia Canfora, ma un suo sosia sarebbe perfetto!) tra l’Italia di oggi (la spazzatura di Napoli sarebbe perfetta) e il Mediterraneo della seconda metà dell’800.

Mi sbaglierò, ma ho come l’impressione che finirei per parteggiare per il cattivo, anche sapendo che alla fine il buono vince, e non mi dispiacerebbe se, alla fine, restasse comunque il dubbio che il papiro possa essere davvero autentico, come ha rischiato davvero di accadere.

Ah, dimenticavo: no, per una volta gli sherdanu non c’entrano, ed è un peccato. Non li vide Artemidoro, non ne parla Simonidis, non ne fa cenno Canfora. Al massimo avrebbero potuto metterci i Barianu, perché l’autore è di bari, oppure i Grecianu, perché il falsario era greco, però non è accaduto.

Che volete: non si può avere tutto dalla vita!

 

desi.satta2@virgilio.it

203

L. Canfora – Il viaggio di Artemidoro. Vita e avventure di un grande esploratore dell’antichità. Rizzoli (2010)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ArcheoloGGia. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...