“CHI È IL ‘MER MER’ CHE SI TROVA SCRITTO NELLA ISCRIZIONE DEL NURAGHE AIGA DI ABBASANTA?”

di Gabriele Ainis

 

Diciamocelo, queste sono le domande importanti, le discussioni attorno alle quali vertono i destini della Sardegna! Su questo quesito potremmo discutere ore, subissati dalle dotte argomentazioni dei geni enciclopedici che leggono il nome di Yahwé sulle cancellate di Villa Devoto e riducono la Sardegna l’unico luogo al mondo in cui si prende la propria storia e la si copre di letame, volutamente e con metodo, direi con il compiacimento degli stupidi che amano sentirsi al centro dell’attenzione anche quando è palese che si ride di loro e ne traggono soddisfazione. Tanto sono ansiosi di suscitare l’attenzione altrui, che non esitano a spalmarsi addosso un corposo strato di ridicolo, giulivi, perché così si parlerà di loro, per dire quanto fanno ridere, ma si parlerà…

Riflessione domenicale: quali notizie interessano i sardi?

Vediamo: il giacinto d’acqua di Cabras? C’è un bell’articolo di tal Lorenzo Paolini che bene illustra la bravura dei nostri giornalisti locali: due click su google e via, ecco un bell’articolo che non dice nulla di nuovo però, secondo l’estensore, farebbe sorridere perché condito da una fine ironia. Leggersi due articoli specialistici? No? Troppa fatica? (Ma i giornalisti leggono… oppure scrivono e basta? Possibile che vadano sempre in coppia, uno legge, uno scrive, e Paolini sia quello che scrive?)

Va bene, lasciamo la scienza che non è roba per noi, e passiamo alle notizie succose: la bomba nel bagagliaio della Panda o la morte di un poverino impiccato a Ploaghe con le mani dietro la schiena ma quasiforsenonsisa suicida?

Via, lasciamo il morto, poverino, ché tanto c’è Sabrina e il padre che impazzano e non sarà un piccolo mistero sardo a scalzare dal podio mediatico l’atroce vicenda di via Grazia Deledda (però la Sardegna c’entra sempre, maledetti sherdanu!). Parliamo invece della bomba.

Come “la” bomba! “Le” bombe!

Una ne trovano, per caso, i carabinieri (che poi questo ‘per caso’ lo vorrei proprio vedere: qualcuno ha provato a vedere quante sono le probabilità di trovare una bomba “per caso”?) ma un’altra ne esplode a Orgosolo… e il destinatario della missiva neppure denuncia il fatto!

Bizzarro? Ma no, via, e perché mai? La bomba è un ritrovato della rampante tecnologia sarda, il succedaneo di un servizio postale che, dalla privatizzazione, funziona maluccio, perché si occupa di tutt’altro che della gestione del flusso postale, concentrandosi su attività ben più lucrose: raccolta di risparmio, investimenti, prestiti, telefonia, vendita di libri (da quelli di cucina in poi: oggi, se vuoi fare una torta in grazia di dio, devi passare prima in posta).

Allora i sardi, che sono tutt’altro che fessi, inventano la bombetta. Vogliamo comunicare ad un caro amico la nostra riprovazione per qualche sua azione? Vogliamo comunicare ad un conoscente (un sindaco, un funzionario, un politico) che gradiremmo agisse secondo ciò che potrebbe convenirci? Un nostro partner mancato si accompagna la sera con persona diversa da noi facendoci importunamente indispettire per un attacco di gelosia, un travaso di bile, una sovrapproduzione ormonale?

Non vorremo certo inviargli una missiva, una raccomandata, una cartolina, due righe! Siamo matti? Con i tempi delle poste chissà quando, codesti interlocutori, verrebbero a conoscenza delle nostre ragioni. Si mandi una bombetta: recapito a mano, costi congrui con il risultato, effetto assicurato.

Tanto si sta diffondendo la pratica (dobbiamo dire, in tutta onestà, innovativa e non priva di un certo fascino, potremmo pensare di esportarla come già accadde con i sequestri) che è diventata prassi comune scambiarsi gli auguri con una bombetta a basso potenziale, così, per fare due risate, ed allora non si capisce la pretesa di quei carabinieri che, avendo visto una saracinesca danneggiata da una piccola carica esplosiva, la mettono giù così dura e fanno partire le indagini.

Ma è chiaro che non hanno capto niente, magari era il compleanno di qualcuno e gli hanno inviato una carineria, e magari il destinatario avrà pensato di restituire la cortesia in un futuro prossimo, in corrispondenza del genetliaco del mittente: perché sprecare soldi pubblici per indagini inutili? Non si vuole capire che altro non è se non una nuova consuetudine sarda assieme al pecorino al mirto? Non si chiede che i sardi si dedichino al marketing individuando nuove opportunità di mercato?

Però oggi gioca il Cagliari, perché è domenica e bisogna riprendersi dal torto subìto nel turno infrasettimanale! E per lo stesso motivo, la domenica, non ci sono pastori che occupano, politici che promettono, manifestazioni di protesta, occupazione della sede stradale della 131.

Ci sarebbero quelli dell’Isola dei Cassintegrati, ma a loro non bada più nessuno perché oramai sono stati ampiamente digeriti e potrebbero, addirittura, costituire una cooperativa e gestire il flusso turistico che hanno generato, visto che sono diventati un’attrazione come gli asini albini. E poi, adesso, la loro azienda sarà ceduta agli svizzeri (di nome!) che pagherà gli stipendi in tavolette di cioccolato e fette di Emmenthal, il formaggio bucato che sarà una buona metafora dei futuri buchi aziendali: a chi vuoi che interessi?

Insomma, se si scorrono i giornali, non si sa cosa leggere e allora ringrazio l’amica che mi mandato una mail e mi ha suggerito questo bel tema intrigante: ma chi sarà il Mer-Mer del Nuraghe Aiga(*)?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

202

 

(*) l’ha trovato in rete, una piacevolezza di cui non vi do il link. Gli appassionati di fantascemenze potrebbero cercarlo, preparando naturalmente la Cart-Cart, non si sa mai che possa servire.

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