RUBENS D’ORIANO, IL FOLLE!

di Desi Satta

 

È triste constatare come un uomo di così belle speranze, belloccio, con una carriera apparentemente solida alle spalle, possa cadere in un errore madornale di così grandi proporzioni! Cosa sarà mai accaduto? Forse l’età che incalza? La consapevolezza che, come quasi tutti gli archeologi sardi, il movimento popolare shardariano lo condurrà alla gogna, prima mediatica e poi vera, in piazza, ad Olbia, deriso dal popolino che gli lancerà addosso i torsoli di cavolo e le uova marce? I carciofi? I pomodori secchi? I fichi rifiutati dagli storni? Le cocciule svuotate dei turisti di passaggio? Le cozze sherdanu farcite di vibrioni colerizzanti?

Ma andiamo con ordine!

10 novembre 2010, i quotidiani locali, L’Unione Sarda e La Nuova, ghettano il bando: trovate ad Olbia ventiquattro tombe!

Bene. Che ci sarebbe di strano? La gente nasce e muore in continuazione, magari adesso crepa meno di un tempo perché la scienza medica ha fatto progressi e l’alimentazione è migliorata (anche se i soliti cretini continuano a rimpiangere i bei tempi di una volta, quando si moriva di malaria!). Insomma una notizia bizzarra, come dire che hanno scoperto due ristoranti, e non sarebbe così strano perché una volta che la gente è nata ha anche bisogno di mangiare. E allora ci si potrebbe chiedere: ma perché trovano i ristoranti e non anche i cessi? Perché è chiaro: se la gente mangia poi…

No, un attimo, lasciamo il tema dei cessi ai Fanta-X e riportiamo la notizia al suo valore informativo: scoperte ventiquattro tombe antiche.

Ahhhhhh, ecco, antiche: e non si poteva dirlo subito ché poi le persone non hanno tempo di leggere un articolo lungo venti righe perché hanno un sacco di impegni? (*)

Interessante, molto, indice che la Sardegna, ed Olbia in particolare, sono state abitate, da lungo tempo, da un popolo culturalmente sviluppato che andava in giro per mari e monti (e valli, fiumi, laghi, torrenti spiagge, strade viottoli, piazze, colline, cavalcavia, caselli autostradali, pizzerie, mercerie, oreficerie, sferisteri, clisteri, misteri… ecco da dove vengono i misteri della protostoria sarda!) a portare gratuitamente a tutti civiltà, pane e un pollo in ogni tavola! (Oppure una tavola ad ogni pollo, non ho mai capito quale delle due sia più vera… forse la seconda)

Ma ditelo subito no? Ditelo: trovate ventiquattro, dicesi venti-quattro, tombe sherdanu, strapiene di ogni ben di dio. Rolex, I-pod, collier di diamanti, bielle in titanio, esacisottaedri in carburo cementato, LASER al rubino, un raro esemplare di profilattico in PVC riutilizzabile (gli sherdanu erano convinti ambientalisti e mai avrebbero gettato dal finestrino della Mercedes un preservativo usato) subito sperimentato da un senegalese che vivacchia soddisfacendo le signore mogli sherdanu, orfane dei mariti troppo impegnati a parlare di fantarcheologia (**).

No, un momento, calma! Non sherdanu: puniche e romane!

Come! Ma siamo pazzi? E chi l’ha detto?

Rubens D’Oriano, e chi altri?

Rubens D’Oriano!!!! Ma è diventato matto? Ma non ha letto i lavori pubblicati sul blog del Sommo Vate? Quelli che girano il mondo (in tram, sono ambientalisti anche loro) portando la conoscenza nelle aree più sperdute del pianeta? Dal Malawi al Bhutan, dalle sorgenti dell’Orinoco all’isola di Pasqua, di Natale, Capodanno, Ferragosto ed Ognissanti (così non ci scordiamo di qualcuno ed evitiamo la figuraccia).

Possiamo ancora credere alle tombe romane, perché i romani furono conquistati e resi schiavi dagli sherdanu, quindi si tratta, chiaramente, delle tombe di poveri schiavi deportati sulle lunghe e possenti navi sarde (di bronzo, i sardi furono i primi a costruire navi metalliche saldandole col LASER) ed adibiti alle faccende più tediose e degradanti (ad esempio la confezione dei maritozzi).

Ma i punici proprio no! Possibile che un archeologo della sua esperienza non sappia che i fenici, e dunque i punici, non sono mai esistiti? Che sono una trovata degli storici ed archeologi negazionisti? Quelle sono tombe sherdanu, sher-da-nu, capito?

Ma caro Rubens (possiamo darti del tu, sì? Tanto ormai, dopo questa enorme, sesquipedale, immensa, cosmica fesseria, sei diventato un povero cristo in cerca di un posto di lavoro, perché il Movimento degli Studiosi non-Allineati ti seppellirà di firme, lanciando in rete una petizione che il Senatore Massidda porterà al Ministro Bondi il quale, finalmente, darà le dimissioni facendo implodere la maggioranza e scatenando la guerra civile, decretando così la tua definitiva morte lavorativa) cosa mai ti è saltato in mente? Manie omicide? Autolesionismo? Cupio dissolvi? Cupio e basta?

No guarda, ci dispiace, ma questa proprio non possiamo perdonartela: passerai alla storia (ma anche all’archeologia) come Rubens D’Oriano III, detto Il Folle! (***)

Così impari!

 

 

desi.satta2@virgilio.it

201

(*) a questo punto avrei dovuto elencarne alcuni, ma mi sono trovata in difficoltà: chattare in rete? Scrivere scemenze su un blog? In un forum? Mah!

(**) ecco perché poi li pestano, poveracci: trombare le signore sherdanu è un mestiere pericoloso!

(***) non ricordo chi fossero i primi due, ma se tu sei il terzo, vorrà ben dire che altri due ti hanno preceduto, no?

 

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4 risposte a RUBENS D’ORIANO, IL FOLLE!

  1. roberto sirigu ha detto:

    Nonostante il tempo che dedico alla lettura , non ho mai avuto occasione di leggere altri suoi articoli ,…e meno male ! le consiglio di occuparsi d’altro invece di scrivere cose che offendono le persone e la loro intelligenza . spero di non incontrarla mai più nelle mie letture. addio .

    • Boicheddu Segurani ha detto:

      Temo che purtroppo non sussista il pericolo. Peraltro voci di corridoio (ufficiose) affermano che il dottor D’Oriano abbia gradito parecchio. A questo non è difficile credere, anzi ci si stupirebbe del contrario.
      Buone “altre” letture (ha provato con Sardoa Grammata?)

  2. Sisaia ha detto:

    😀

  3. Pingback: RUBENS D’ORIANO TI VOGLIAMO BENE | ArcheoloGGia NuraGGica

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